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Borse 5 febbraio tutte in rosso: Milano quasi la peggiore. Crolla l’argento (-14%) e scivolano oro e petrolio

Giovedì nero per le materie prime e soprattutto per l’argento. Ma pioggia di vendite anche sulle Borse: in Europa la peggiore è Madrid e su Piazza Affari pesano la caduta di Stellantis (-5,7%) e i forti ribassi delle principali banche

Borse 5 febbraio tutte in rosso: Milano quasi la peggiore. Crolla l’argento (-14%) e scivolano oro e petrolio

È un giovedì nero a livello finanziario, anzi forse sarebbe meglio dire un giovedì rosso, visto che in tutto il mondo e a diversi livelli – dai listini azionari alle materie prime – si sono registrate performance negative, in alcuni casi anche pesantemente come per la Borsa di Milano, che dopo una serie di sedute incoraggianti crolla oggi dell’1,75%. A far saltare il banco oggi sono i dati macro in arrivo dagli Stati Uniti: il report di Challenger Gray & Christmas evidenzia un aumento record dei licenziamenti a gennaio, mentre le nuove assunzioni restano basse, alimentando segnali di preoccupazione in vista del rapporto sull’occupazione. Inoltre, le richieste dei sussidi di disoccupazione sono aumentate di 22mila unità a 231mila, con le attese a 212mila.

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Nasdaq in profondo rosso, prosegue la caduta del Bitcoin

A farne le spese è prima di tutto Wall Street, che poi trascina immediatamente al ribasso le Borse europee. L’indice Dow Jones intorno alle 17 italiane perde l’1,3%, e ancora peggio fa il Nasdaq che già viene da una settimana drammatica e che oggi, poco prima della chiusura dei mercati del vecchio continente, precipita di un altro 1,8%. È la prova cheil settore tech resta sotto pressione: basti pensare che Alphabet (Google) cede oltre il 4% nonostante i conti sopra le attese (ma penalizzata dai massicci investimenti sull’Intelligenza artificiale). In caduta libera già da giorni Nvidia, oggi -1,2%, Tesla -3,7%, Amazon 4,3%, Microsoft -3,4%, Apple -1%. In questo scenario recupera qualcosina il dollaro sull’euro, tornando su un cambio a quota 1,17, mentre prosegue la caduta del Bitcoin che oggi perde un altro 9% ampiamente sotto i 70.000 dollari, il valore più basso da quasi due anni.

Sprofonda Piazza Affari: ecco i titoli peggiori

Se Sparta piange, Atene non ride. Al di qua dell’Atlantico infatti le Borse europee sprofondano, nella giornata in cui la Bce come da pronostico lascia invariati i tassi d’interesse di riferimento, e lo stesso fa la BoE, la banca centrale inglese. Il Ftse Mib arriva a perdere oltre il 2% ma recupera nel finale a -1,76% a 45.800 punti. Il titolo peggiore è Stellantis -5,7%, poi le banche con Unicredit -4,2%, Intesa Sanpaolo -3,7%, Finecobank -2,3%, Mediobanca -2%, Mps -1,5%. Gli unici due titoli che guadagnano più del 2%, in netta controtendenza, sono Amplifon e Inwit. Parigi rispetto a Milano limita i danni -0,3%, ma sul listino francese crollano anche lì Stellantis di oltre il 5% e, di nuovo, Credit Agricole -2,8%. Francoforte -0,7%, Madrid -2%. In questo contesto di forte turbolenza finanziaria dà qualche segnale di cedimento pure lo spread Btp-Bund, che risale sopra quota 60 punti base col rendimento del nostro titolo di Stato decennale di riferimento al 3,47%.

Tra le materie prime malissimo l’argento ma scivolano anche oro e petrolio

Giornata storta anche per le materie prime. Il petrolio perde oltre il 3% con il Wti Crude Oil in zona 63 dollari al barile e il Brent che riavvicina i 67 dollari al barile. L’uranio, il litio e il platino cedono tra il 5% e il 6%, ma ancora peggio fa l’argento che cade del 14% sotto gli 80 dollari l’oncia, in area 75-76 dollari l’oncia mentre scriviamo. Se la cava appena un poco meglio l’oro, il bene rifugio per eccellenza reduce da un rally fenomenale e che però ora tira il fiato: oggi si svalorizza di quasi 120 dollari l’oncia, passando a 4.850 dollari l’oncia più o meno.

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