Si accende la battaglia dell’obesità. La sfida miliardaria per il controllo del mercato dei farmaci dimagranti si sposta dalle farmacie alle aule di tribunale. Novo Nordisk ha avviato una causa federale negli Stati Uniti contro Eli Lilly, accusando la rivale di aver promosso Zepbound e Mounjaro attraverso campagne pubblicitarie false e fuorvianti.
L’azione è stata depositata presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il New Jersey e riguarda presunte violazioni delle norme federali e statali sulla pubblicità ingannevole e sulla concorrenza sleale, compreso il Lanham Act. Al centro della contestazione ci sono soprattutto i confronti utilizzati da Lilly per sostenere la superiorità dei propri medicinali rispetto a Wegovy e Ozempic.
Novo Nordisk contesta i confronti utilizzati negli spot
Secondo Novo Nordisk, le campagne nazionali di Eli Lilly rivolte direttamente ai consumatori sarebbero state costruite selezionando studi clinici ormai superati. Le pubblicità confronterebbero infatti le dosi più alte disponibili di Zepbound e Mounjaro con dosaggi inferiori dei prodotti concorrenti, senza tenere conto delle formulazioni più recenti e più elevate di Wegovy e Ozempic. La casa farmaceutica danese sostiene che gli annunci abbiano così creato l’impressione che Zepbound garantisca una perdita di peso nettamente superiore a Wegovy e che Mounjaro sia più efficace di Ozempic nel controllo della glicemia.
Nella denuncia Novo afferma che le pubblicità sarebbero “intenzionalmente e ingannevolmente false”, perché basate su sperimentazioni precedenti all’approvazione delle dosi più recenti dei suoi farmaci. Il riferimento principale è alla nuova formulazione iniettabile di Wegovy da 7,2 milligrammi, approvata negli Stati Uniti nel marzo 2026.
Secondo i dati richiamati dalla società, gli studi sulle dosi più elevate avrebbero mostrato una perdita media di circa 48 libbre per Zepbound e di circa 47 libbre per Wegovy. Novo sottolinea tuttavia che non è mai stato realizzato uno studio diretto tra le massime dosi approvate dei due trattamenti.
La diffida e la richiesta di ritirare le pubblicità
L’iniziativa legale arriva dopo una diffida inviata da Novo Nordisk a Eli Lilly nel mese di aprile. La società danese aveva chiesto alla concorrente di ritirare o modificare in maniera sostanziale le campagne contestate, ma la richiesta non avrebbe prodotto i risultati sperati. Secondo John F. Kuckelman, responsabile legale del gruppo Novo Nordisk, Lilly avrebbe successivamente inserito negli annunci una precisazione giudicata insufficiente. L’impatto della campagna, sostiene Novo, sarebbe stato particolarmente ampio, con oltre 700 milioni di visualizzazioni da parte dei consumatori soltanto dopo le modifiche introdotte alla fine di aprile.
Gli spot sarebbero stati diffusi durante trasmissioni sportive molto seguite e attraverso piattaforme social come TikTok e Facebook. Per Novo, eventuali avvertenze inserite in secondo piano non sarebbero sufficienti a correggere il messaggio principale trasmesso dalle pubblicità. “Con l’arrivo di opzioni terapeutiche nuove e più efficaci, le persone meritano informazioni accurate che riflettano le ultime evidenze scientifiche e le aiutino a prendere decisioni di cura informate”, ha dichiarato Kuckelman. “Le aziende sanitarie hanno la responsabilità di mantenere le proprie affermazioni pubbliche accurate e aggiornate. Clausole inefficaci in caratteri piccoli non correggono l’impressione fuorviante creata da grandi campagne nazionali”, ha specificato.
Novo chiede lo stop agli annunci e un risarcimento
Con la causa, Novo Nordisk chiede al tribunale di impedire definitivamente a Eli Lilly di continuare a diffondere le pubblicità contestate. L’azienda vuole inoltre che la concorrente realizzi una campagna correttiva per chiarire ai consumatori i termini dei confronti tra i diversi medicinali.
La società danese ha annunciato anche l’intenzione di domandare un’ingiunzione preliminare qualora Lilly non ritirasse volontariamente gli annunci. Tra le richieste figura inoltre un risarcimento economico, comprensivo dei profitti che Novo ritiene siano stati ottenuti dalla rivale attraverso le campagne pubblicitarie. L’ammontare complessivo non è stato indicato.
Eli Lilly non ha fornito nell’immediato una risposta pubblica alle accuse riportate nella causa.
Una partita miliardaria per il mercato dei farmaci anti-obesità
Lo scontro legale rappresenta un nuovo capitolo della competizione tra i due principali protagonisti del mercato dei farmaci GLP-1 contro il diabete e l’obesità. Un settore che, secondo le stime citate dagli analisti, potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il 2030.
Novo Nordisk era arrivata per prima sul mercato con Wegovy, ma negli Stati Uniti ha successivamente perso terreno rispetto a Zepbound. La società danese sta ora cercando di recuperare quote attraverso il lancio della versione orale di Wegovy, una politica più aggressiva sui prezzi e l’introduzione della nuova formulazione iniettabile ad alto dosaggio. Eli Lilly, dal canto suo, può contare sulla crescita di Zepbound nel trattamento dell’obesità e di Mounjaro contro il diabete, oltre che sull’ingresso nel segmento dei farmaci orali.
La competizione tra i due gruppi non riguarda quindi più soltanto efficacia clinica, prezzi e capacità produttiva. Con la denuncia presentata nel New Jersey, la battaglia per conquistare medici e pazienti si gioca ora anche sulla correttezza delle informazioni utilizzate per pubblicizzare i medicinali.
