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Borse 30 marzo tutte in rialzo in Europa e in America. La Ferrari brilla a Piazza Affari

Ferrari, Nexi, Terna ed Enel trascinano il Ftse Mib. Spread Btp-Bund a quota 95. Rimbalzo su tutti i listini ma crollo del Nikkei. Petrolio a 112 dollari, oro sopra i 4.500 dollari

Borse 30 marzo tutte in rialzo in Europa e in America. La Ferrari brilla a Piazza Affari

Tentano il rimbalzo le Borse occidentali in questa prima seduta della settimana che porta alla Pasqua. La giornata era iniziata malissimo col tonfo dell’indice Nikkei di Tokyo -2,8%, poi però il recupero dell’Europa e in parte di Wall Street: parte bene il Dow Jones, meno il Nasdaq nel momento in cui chiudono i battenti i listini del Vecchio Continente. A tenere banco è sempre l’Iran e il conseguente rally del petrolio: oggi il Brent si consolida sui 112 dollari barile mentre scavalla quota 100 anche il Wti Crude Oil, toccando i 102 dollari al barile. Il Brent ha guadagnato l’85% dall’inizio dell’anno e il 60% nel mese di marzo, cioè da quando è iniziata l’offensiva israelo-statunitense in Medio Oriente. In aumento oggi pure il gas: il TTF europeo viaggia sui 55 euro/MWh.

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Sul tema è intervenuto il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, spiegando che la banca centrale Usa è orientata a non reagire automaticamente con una stretta monetaria al rialzo dei prezzi del petrolio legato al conflitto con l’Iran: “La politica monetaria americana è in una buona posizione per attendere e valutare gli sviluppi”, ha detto Powell che ha riconosciuto che l’aumento dei prezzi dell’energia è destinato a spingere l’inflazione verso l’alto, ma ha anche spiegato che gli strumenti della Federal Reserve sono poco efficaci contro shock di offerta di questo tipo. Per completare il quadro sulle commodities, in questo lunedì riprendono fiato l’oro e l’argento, che tornano rispettivamente sopra quota 4.500 dollari e 70 dollari l’oncia.

Piazza Affari avvicina i 44.000 punti grazie ai titoli dell’Energia, spread in calo

Al clima positivo partecipa anche la Borsa di Milano, che chiude col +1% vicino ai 44.000 punti. Anche lo spread Btp Bund si sgonfia un po’ ma rimane pericolosamente vicino alla soglia dei 100 punti base, oggi sui 95 punti base, col rendimento del nostro Btp 10 anni che scende sotto la soglia del 4%. A trainare Piazza Affari sono decisamente i titoli energetici: Terna +3,4%, Saipem +3,1%, Eni +2,6%, Enel +2,8%, A2a +2,6%. Il titolo migliore di tutti però, sul Ftse Mib, è Ferrari, che dopo il podio nel Gran Premio del Giappone con Charles Leclerc guadagna il 4,1% a sfiora i 290 euro per azione. A favorire l’exploit è un report favorevole di Jp Morgan, che prevede per Maranello numeri confortanti per il primo trimestre 2026. In particolare mette in conto un calo dei volumi che comunque verrà compensato dai prezzi, comportando un lieve rialzo del fatturato.

Tra i titoli in rosso invece il peggiore è Stm -2%, poi contrastata la Difesa con Leonardo -1,7% ma Fincantieri +2,3% e tendenzialmente fiacche le banche: Mediobanca -1,2%, Mps -0,9%, Unicredit -0,6%, ma soprattutto, fuori dal paniere principale, va tenuto d’occhio il tonfo di BFF Bank -55% dopo la nomina di due commissari da parte di Bankitalia. Crolla anche Trevi -34% dopo l’annuncio di una manovra finanziaria che prevede un aumento di capitale in opzione da 100 milioni di euro da realizzare atteso entro il terzo trimestre di quest’anno e un accordo di pre-garanzia con Mediobanca.

In rialzo anche gli altri listini europei, il dollaro si rafforza sull’euro

Nel resto d’Europa Parigi e Francoforte +0,9%, Londra +1,4%, indice Euro Stoxx 50 +0,4%, oltre oceano invece S&P 500 +0,5%, Dow Jones +0,9%, Nasdaq Composite Index +0,4%. Su quest’ultimo sembrano ancora disorientati e contrastati i titoli tecnologici, ma tendenti al positivo: Nvidia sulla parità, Tesla +0,6%, Microsoft +2%, Apple -0,8%, Amazon +2,2%, Meta +2,4% prova una reazione dopo il tonfo della settimana scorsa, Alphabet +0,4%. Il Bitcoin riguadagna un 2% ma era caduto talmente in basso che al momento non gli basta per riportarsi sui 70.000 dollari, ma mentre scriviamo nemmeno sui 68.000 dollari. A proposito di dollaro, quello statunitense si rafforza sull’euro, portando il cambio sotto quota 1,15.

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