Si chiude oggi una settimana volatile sui mercati, ma nonostante le incertezze i listini trattano sui massimi da molti anni o aggiornano ulteriormente i loro record. Wall Street al momento si muove in lieve rialzo e quindi oltre il top toccato alla vigilia. L’Europa chiude contrastata: Piazza Affari, che nella seduta precedente era rimasta al palo, si apprezza dello 0,42% e si consolida oltre i 43 mila punti base (43.258), senza preoccuparsi troppo dello sciopero generale e dei cortei pro Pal assai animati in tutto il paese. Sono in rialzo anche Madrid +0,46%, Londra +0,63% e Parigi +0,31%, mentre Francoforte perde lo 0,2%.
A incoraggiare gli acquisti sui mercati azionari è ancora il rally dell’intelligenza artificiale e l’attesa di una Federal Reserve più accomodante nei prossimi mesi, anche alla luce della frenata del settore servizi a stelle e strisce. Lo shutdown Usa resta, per ora, poco più di un dubbio sullo sfondo. Il quadro geopolitico invece è ancora molto caldo. Sui cieli europei continuano ad aggirarsi droni sospetti, mentre a Gaza Hamas chiede tempo per studiare il piano di pace, ma il presidente Usa Donald Trump avverte: o decidete entro domenica o sarà l’inferno.
I dazi travolgono i servizi Usa: ISM ai minimi dal 2010
Il blocco delle attività governative americane non essenziali ha fatto slittare l’atteso rapporto sul lavoro, che doveva essere pubblicato oggi, ma ciò non tarpa le ali agli investitori che stanno soppesando i dati PMI sulle due sponde dell’Atlantico. In particolare negli Usa il terziario ha subito una battuta d’arresto il mese scorso, a causa di un netto rallentamento dei nuovi ordini, mentre l’occupazione fiacca si è aggiunta ai segnali dell’indebolimento del mercato del lavoro, dovuto al calo della domanda e dell’offerta di manodopera.
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L’Ism – redatto dall’Institute for Supply Management – scende a 50 punti (sulla linea sotto la quale c’è contrazione) da 52, con le attese che erano per una conferma al livello di agosto (52). Un valore di questo tipo non si vedeva dal 2010. All’origine della frenata ci sarebbero i dazi sulle importazioni, che erodono la fiducia delle imprese, limitando l’attività commerciale e nella manifattura. La misura dei nuovi ordini ricevuti dalle aziende dei servizi scende a 50,4 dal 56,0 di agosto, mentre la componente delle attività delle imprese va in contrazione a 49,9 punti dai 55 di agosto.
In Eurolandia l’indice Hcob sale a 51,3 dai 50,5 di agosto ed è in linea con le stime, valore massimo in 8 mesi. Il composito è a 51,2 ed è il valore massimo in 16 mesi. In Italia l’indice si porta a 52,50 punti dai precedenti 51,50 punti.
Dollaro in lieve calo
Gli effetti dei dati macro sul mercato valutario sono modesti. Il dollaro si conferma in modesto calo (anzi recupera leggermente terreno) e l’euro tratta oltre 1,17 a 1,173 (+0,18%). Tra le materie prime resta osservato speciale l’oro, che da inizio anno ha guadagnato il 135%, aggiornando i suoi massimi a ripetizione. Il prezioso metallo ha surclassato persino il rally dell’Intelligenza artificiale, l’altro grande motore dei mercati in questi anni.
Al momento lo spot gold scambia a 3.879,07 dollari l’oncia (+0,58%), mentre il future dicembre tratta oltre quota 3900. Ma attenzione che pure altri metalli stanno facendo parlare di loro: oggi argento, palladio e platino fanno ancora meglio dell’oro. Nella seduta odierna rialza la testa invece il petrolio, che in ogni caso dovrebbe archiviare una settimana molto negativa, in calo del 7-8% dopo la notizia di un potenziale aumento dell’offerta dell’Opec+. Al momento il Brent guadagna lo 0,94%, a 64,71 dollari al barile; il Wti sale dell’1,14% e vede un prezzo di 61,17 dollari al barile.
“Siamo in attesa di ciò che deciderà il Gruppo degli Otto dell’Opec+ nel fine settimana”, dice a Reuters Giovanni Staunovo, analista di Ubs, aggiungendo che la modesta ripresa dei prezzi di oggi è probabilmente attribuibile a un risk sentiment positivo. L’Opec+ potrebbe concordare un aumento della produzione di petrolio fino a 500.000 barili al giorno (bpd) a novembre, il triplo dell’aumento di ottobre, mentre l’Arabia Saudita cerca di recuperare quote di mercato, hanno detto fonti a Reuters questa settimana. Secondo gli analisti, il potenziale aumento dell’offerta OPEC+, il rallentamento delle raffinerie globali a causa della manutenzione e il calo stagionale della domanda nei prossimi mesi sono destinati a pesare sul sentiment di mercato.
Piazza Affari: bene Campari, Tim e Stellantis
Tra le blue chip di Piazza Affari è in luce oggi Campari, +3,3%, seguita da Tim, +2,57%, su cui Banca Akros ha aumentato il target price sul titolo a 0,52 euro, confermando ’buy’. La società di tlc ha beneficiato anche dell’annuncio da parte di Tim Enterprise di un piano di investimenti da un miliardo di euro entro il 2027 per potenziare l’infrastruttura Ict, con l’obiettivo di consolidare la leadership nel cloud e nella cybersicurezza
Bene Stellantis +2,31%, che si conferma tonica dopo i dati in crescita sulle immatricolazioni. Brunello Cucinelli, +1,42%, rialza la testa dopo le perdite di ieri nonostante conti oltre le attese. Le banche sono miste: si apprezzano Banco Bpm +1,46% e le big Intesa +0,54% e Unicredit +0,68, mentre arretrano Mps -0,83%, Mediobanca -0,66% e Bper -0,14%. Siena intanto ha presentato la sua lista per il rinnovo del cda Piazzetta Cuccia, all’assemblea del 28 ottobre. Al vertice andrà il ticket formato da Vittorio Grilli (presidente) e Alessandro Melzi d’Eril (amministratore delegato).
I ribassi, contenuti, sono per Prysmian -1,14%, Generali -0,88%, Moncler -1,05%. Fuori dal paniere principale si conferma sugli scudi Fincantieri +4,56%, che aggiorna ulteriormente i suoi massimi, mentre Deutsche Bank alza il target price a 26 euro da 18,5. Si apprezza Avio, 1,68% che a sua volta ha toccato in sedute il suo record. Dagli aggiornamenti Consob risultano inoltre movimenti sull’azionario, mentre il 23 ottobre l’assemblea della società dovrà approvare un aumento di capitale da 400 milioni. Wmc Investment Management sarebbe salita al 5,015% del capitale, dal precedente 3%.
Dws Investment dopo essere cresciuta al 5,5% lo scorso 29 settembre e poi tornata al 4,88% il giorno successivo. Il titolo milanese peggiore in assoluto è Aeffe, -43,34%, finito in asta di volatilità dopo aver depositato istanza per accesso alla composizione negoziata della crisi. L’azienda, che ha tra i suoi marchi Alberta Ferretti, Moschino e Pollini, ha depositato l’istanza nel proprio interesse e in quello di Pollini, mentre le altre società del gruppo risultano escluse dall’iniziativa.
Spread senza variazioni di rilievo
Lo spread non registra variazioni di gran rilievo neppure oggi. Il differenziale è indicato in chiusura a 84 punti base (circa un punto meno di ieri), con un rendimento del 3,54% per Btp 10 anni e del 3,7% per il Bund di pari durata.