Sono due i driver dei mercati finanziari in questa ultima seduta della settimana, e sono contrastanti fra loro: da un lato come ormai da settimane le indecifrabili tensioni in Medio Oriente, che determinano non solo aumento del prezzo del petrolio e crisi energetica, ma anche timori crescenti sul mercato agroalimentare a causa della crisi dei fertilizzanti che si aggiunge al riscaldamento globale che già da tempo mette in difficoltà le coltivazioni di beni di primaria importanza. Si pensi ad esempio alle patate, che tra l’altro vengono in buona parte prodotte in teatri di guerra come Russia e Ucraina (anche se il primo produttore globale è la Cina) e che a causa della siccità hanno visto il loro prezzo schizzare di oltre il 700% nell’ultimo mese e del 185% da inizio anno, a 18,5 euro ogni 100 kg.
Petrolio in rialzo: Brent a 106 dollari al barile
Questo è solo un esempio, si potrebbero citare anche il tè, il grano, l’olio di palma, la soia. E poi ovviamente c’è il petrolio, con il Brent che si sta consolidando sopra la soglia dei 100 dollari al barile, toccando oggi i 106 dollari al barile, con un rialzo settimanale del 17%. Il Wti Crude Oil da parte sua rimane invece poco al di sotto dei 96 dollari al barile. Il gas oggi è di fatto invariato ma guadagna comunque qualcosina avvicinando i 45 euro per megawattora. Rialzano un po’ la testa, anche se con percentuali minime, anche oro e argento, con il primo che si consolida sopra i 4.700 dollari l’oncia e il secondo che avvicina i 76 dollari all’oncia.
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Parte male il Dow Jones ma i microchip fanno salire il Nasdaq
In questo scenario, le Borse sono contrastate. A Wall Street parte in rosso il Dow Jones -0,4% ma in compenso vola il Nasdaq +1,2%, trainato in particolare dall’exploit di Intel +23%, che indica una nuova forte domanda di microchip per l’Intelligenza artificiale. A conferma di ciò il rally odierno anche di Amd – Advanced Micro Devices +13%, Qualcomm +9%, Sandisk +5,6%, Nvidia +5%, Micron +3,8% e così via. Molto bene oggi, sempre sul Nasdaq, anche Amazon +2,6% e Booking +1,8%. Da segnalare Meta +2% e Microsoft +1,1%, entrambe talmente concentrate sull’IA da aver avviato iniziative per licenziare o incentivare all’uscita migliaia di dipendenti. Il Bitcoin oggi cede qualcosina e scende sotto i 78.000 dollari, comunque sui massimi da inizio febbraio.
Piazza Affari tra le peggiori ma recupera nel finale. Spread a 80 punti base
E l’Europa? Piazza Affari è tra le peggiori ma recupera nel finale perdendo lo 0,52% a 47.656 punti. Parigi -0,84%, Francoforte -0,06%, Londra -0,66%, indice Euro Stoxx 50 -0,2%, Amsterdam addirittura in positivo col +0,7%. In precedenza aveva chiuso col segno più anche il Nikkei di Tokyo: +1%. Lo spread Btp Bund risale e aggancia gli 80 punti base, col rendimento del nostro Btp decennale al 3,79%. L’euro si apprezza sul dollaro, mantenendo il cambio sull’1,17. A Milano sono da segnalare, in positivo, la prosecuzione del rally di Stm dopo la trimestrale convincente di ieri, col titolo che anche oggi sale dell’1,3%.
L’azione migliore è quella di Prysmian +4%, poi Saipem +2,7%, Generali +0,6%, Poste Italiane +0,5%, Banco Bpm +0,4%. Tonfo invece di Avio -7%, Stellantis -5% e della Difesa con Leonardo -3% e Fincantieri -4,6%. Lusso di nuovo preoccupato dalla guerra nel mondo arabo, mercato di riferimento: Brunello Cucinelli -1,9%, Ferrari -2%, Moncler -1,3%. Mps -1,2% all’indomani del cda che ha rinnovato i vertici, confermando Luigi Lovaglio amministratore delegato e lanciando alla presidenza Cesare Bisoni, ex Unicredit.
