Le tensioni legate allo stretto di Hormuz,, appesantiscono i listini europei: nell’ultima seduta della settimana, quella che in Italia precede la festa della Liberazione, le Borse continentali chiudono in rosso, sebbene continui a circolare l’idea di una ripresa dei colloqui tra Usa e Iran. Sull’azionario Difesa e industriali sotto vendita. Contrastata Wall Street, con Dow Jones e S&P 500 sotto la parità e Nasdaq in rialzo, trainata dall’exploit di Intel dopo i conti.
Le incertezze in Medio Oriente continuano a spingere i prezzi dell’energia con il petrolio ancora in rialzo. Si muovono marginali i metalli preziosi. L’oro sfiora i 4.700 dollari l’oncia, l’argento è ad un passo dei 75 dollari.
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Piazza Affari cede lo 0,5%. Tra i peggiori Avio (-7,15%), Stellantis(-4,94%), Fincantieri (-4,6%), Leonardo (-3%) e Ferrari(-2%). Sugli scudi Prysmian (+4%) e Saipem (+2,7%).
Lo spread tra Btp e Bund sale a 79 punti base. Per i cambi, l’euro è in leggero rialzo sul dollaro: la moneta unica passa di mano a 1,17 sul biglietto verde.