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Borse 23 febbraio: il caos dazi colpisce Wall Street e l’Europa, ma Enel salva Piazza Affari

La Borsa di Milano è l’unica in territorio positivo tra quelle occidentali, grazie all’exploit della utility nel giorno del nuovo piano. Per il resto prevalgono i timori sui dazi. Oro e argento in rialzo

Borse 23 febbraio: il caos dazi colpisce Wall Street e l’Europa, ma Enel salva Piazza Affari

Inizio di settimana negativo per le Borse di tutto il mondo, da Tokyo a New York, ma non per Milano che in totale controtendenza mette a segno una seduta da +0,49% ad un pelo dai 46.700 punti, trainata dal riscatto delle utilities e soprattutto di Enel +6,8% nel giorno della presentazione di un piano industriale da 53 miliardi di investimenti che a quanto pare ha convinto eccome gli investitori. Lo stesso amministratore delegato Flavio cattaneo ha parlato di un piano “de-rischizzato” e che proprio per questo “piace alla Borsa”: “Abbiamo perso il 10% e recuperato velocemente perchè la Borsa vede il futuro e l’Italia farà meno margini ma l’estero ne farà di più e questo spiega il rialzo del titolo. Alla Borsa piace perchè è un piano derischizzato. Sono tutte notizie positive”, ha detto il manager in conferenza stampa, e a proposito di attività estere ha precisato che Enel non uscirà dal Brasile, uno dei suoi principali mercati: “In Brasile non siamo interessati a vendere, crediamo di aver rispettato tutti i temi legati alla concessione, e San Paolo è l’unica città ad avere la distribuzione aerea (…). Sto per mandare una lettera al presidente Lula chiedendo di mettere piante più basse”.

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A ruota di Enel brillano pure Hera +1,5% e A2a +1,2%. In rosso invece le banche: Mediobanca la peggiore -1,8%, Intesa Sanpaolo -0,14%, Unicredit -0,3%, Mps-1,3%, si salva Banco Bpm +0,85% dopo che l’assemblea ha approvato le modifiche allo statuto. Male il resto d’Europa con Parigi -0,22%, Francoforte -1,1%, in precedenza Nikkei di Tokyo -1,1% e apertura negativa pure per Wall Street con il Dow Jones al -1,5% nel momento in cui chiudono i battenti le Borse del vecchio continente. Nasdaq composite index sul -1,2%: si salvano Nvidia guadagna mezzo punto percentuale e Apple col +0,76% ma Tesla -3,2%, Microsoft -2,6%, Amazon -2,8%, Aplhabet -0,25%. Prosegue la sua discesa il Bitcoin che perde oggi un altro 3% a 65.000 dollari, il minimo dall’autunno del 2024. Stabile invece il cambio euro-dollaro appena sotto quota 1,18. Spread Btp-Bund in leggero rialzo in zona 62 punti base, col rendimento del nostro Btp decennale di riferimento che però scende al 3,33%.

Giornata poco significativa del petrolio che però non intacca la tendenza rialzista dell’ultima settimana: a Londra il Brent viene oggi quotato ancora a 71,6 dollari al barile e il Wti crude oil di New York è stabile sopra i 66 dollari al barile, con margine. Sembrano invece tornate ad avere le ali le due commodities rifugio che hanno fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi mesi e cioè oro e argento. L’oro sembrava ad un certo punto essersi fissato appena sotto quota 5.000 dollari l’oncia, invece sul finire della scorsa settimana ha rialzato la testa e oggi è quotato in zona 5.200 dollari. L’argento da parte sua avanza di oltre il 3% e riavvicina i 90 dollari l’oncia.

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