Enel alza l’asticella e inaugura una nuova fase di crescita con il piano strategico 2026-2028, che prevede 53 miliardi di euro di investimenti, 10 miliardi in più rispetto al piano precedente. La strategia punta ad accelerare lo sviluppo concentrando le risorse su rinnovabili e reti elettriche nei Paesi a maggiore stabilità regolatoria e con domanda in espansione, intercettando il nuovo ciclo di consumi legato a data center, intelligenza artificiale, robotica ed elettrificazione. Un disegno industriale che prende forma in un contesto non semplice, tra gli effetti del decreto bollette e le imminenti nomine di primavera.
“Abbiamo messo dentro tutti gli impatti del Dl energia e le azioni manageriali per gestirli. L’Italia farà meno margini, l’estero di più: questo spiega anche il rialzo del titolo”, ha dichiarato l’amministratore delegato Flavio Cattaneo in conferenza stampa dopo la presentazione del piano al Capital Market Day di Milano. Secondo il manager, il mercato sta premiando un piano “derischizzato”, che incorpora già le criticità normative e offre visibilità sui risultati. La reazione in Borsa è stata immediata: il titolo è balzato in testa al Fste Mib con un rialzo superiore al 6%, toccando un massimo di 9,71 euro per azione. “Abbiamo perso il 10% e recuperato velocemente perché la Borsa vede il futuro”, ha aggiunto Cattaneo.
Enel: il bilancio dei tre anni sotto la guida di Cattaneo
Il nuovo piano arriva al termine dei tre anni di gestione dell’amministratore delegato Flavio Cattaneo, periodo nel quale il gruppo ha completato il piano di dismissioni annunciato nel 2022, ridotto l’indebitamento e rafforzato la disciplina finanziaria. Nel 2025 il rapporto tra indebitamento finanziario netto ed Ebitda si attesta a circa 2,5 volte. Tra il 2023 e il 2025 Enel ha distribuito circa 15 miliardi di euro tra dividendi e buyback, migliorando la conversione dell’Ebitda ordinario in utile netto ordinario fino a circa il 30%, in aumento di circa sei punti percentuali rispetto alla media del periodo 2020-2022. L’utile netto ordinario per azione (Eps) atteso per il 2025 è pari a circa 0,69 euro. Nel nuovo piano il gruppo prevede di portare temporaneamente la leva fino a circa 3 volte, livello comunque inferiore alla media di settore, liberando circa 15 miliardi di euro di flessibilità finanziaria aggiuntiva per sostenere investimenti e remunerazione degli azionisti.
Enel punta su reti e rinnovabili
La strategia si muove lungo tre direttrici: investimenti selettivi nei Paesi con contesti regolatori stabili, maggiore efficienza nell’uso del capitale e miglioramento del profilo rischio-rendimento, il tutto mantenendo una rigorosa disciplina finanziaria.
Dei 53 miliardi complessivi previsti dal piano, oltre 26 miliardi saranno destinati alle reti, considerate la spina dorsale del sistema elettrico e la base per intercettare l’aumento della domanda. Circa il 55% degli investimenti sarà concentrato in Italia, più del 20% in Iberia e quasi il 25% in America Latina. L’effetto sarà un rafforzamento significativo della Regulated Asset Base (Rab), attesa salire a circa 58 miliardi di euro nel 2028 dai 47 miliardi stimati a fine 2025, con una crescita del 22%.
Altri 26 miliardi saranno allocati nel business integrato, soprattutto tra Europa e Nord America. All’interno di questo capitolo, circa 20 miliardi andranno alle energie rinnovabili, in aumento di 8 miliardi rispetto al piano precedente. Metà dei nuovi investimenti green sarà concentrata in Europa, mentre la restante parte sarà destinata ai Paesi Tier 1, in particolare agli Stati Uniti, con progetti sostenuti da contratti di lungo termine come i Power Purchase Agreement (Ppa), che garantiscono visibilità sui ricavi.
Gli Usa restano dunque centrali nella strategia del gruppo. “Noi guardiamo a una strategia di lungo periodo che va oltre i governi in carica: l’energia non è legata ai dazi o alla politica, per noi è un Paese attrattivo”, ha sottolineato l’amministratore delegato, citando tra le aree di sviluppo anche Canada, Australia e Regno Unito.
L’obiettivo operativo è aggiungere circa 15 gigawatt di nuova capacità rinnovabile entro il 2028, tra 9 GW di nuovi impianti (greenfield) e 6 GW di potenziamenti (brownfield), portando la capacità complessiva oltre gli 80 GW rispetto ai circa 68 GW del 2025. Più del 75% della nuova capacità sarà costituito da eolico e tecnologie programmabili, comprese le batterie di accumulo. “Vogliamo aumentare gli investimenti nelle rinnovabili prima che il mercato ne percepisca pienamente l’accelerazione: muovendoci per primi possiamo migliorare i margini e valorizzare i nostri asset”, ha aggiunto Cattaneo.
Il nuovo focus green è già iniziato: sabato 21 febbraio Enel ha annunciato un accordo da 1 miliardo di dollari negli Stati Uniti con Excelsior Energy Capital per acquisire impianti eolici e solari.
Clienti e digitalizzazione
Sul fronte commerciale, Enel punta a far crescere la base clienti nel mercato libero di elettricità, gas e fibra da circa 23 milioni nel 2025 a 26 milioni nel 2028, rafforzando la fidelizzazione attraverso offerte integrate e focalizzandosi su clienti ad alto valore nei segmenti residenziale e piccole e medie imprese. Parallelamente, il gruppo prevede ulteriori 700 milioni di euro di efficienze entro il 2028, dopo aver già realizzato con un anno di anticipo il miliardo di efficienze previsto dal piano precedente. La strategia include la digitalizzazione dei processi core, l’utilizzo esteso dell’intelligenza artificiale e la migrazione del 100% delle applicazioni in cloud, con l’obiettivo di aumentare la produttività del capitale investito.
Enel intende sviluppare anche il business dei data center, potendo offrire siti industriali già disponibili (otto sono già stati identificati), connessione alla rete e fornitura di energia tramite Ppa di lungo termine. “I siti non li possiamo dire, nostra opportunità è dare siti già pronti e con Ppa agganciati”, ha detto l’ad in conferenza aggiungendo: “Anche la Spagna ha questa opportunità”.
Dividendi e buyback
Un elemento chiave del piano Enel 2026-2028 è la qualità dei flussi di cassa: oltre il 90% dei circa 74 miliardi di Ebitda ordinario cumulato atteso nel periodo 2026-2028 deriverà da attività regolate o contrattualizzate, incluse reti, generazione coperta da schemi regolatori di lungo termine e Ppa con durata media di circa otto anni. Questo rafforza la prevedibilità dei risultati in un contesto reso più incerto anche dal recente decreto bollette, che ha introdotto nuovi oneri e modifiche fiscali per il settore energetico. “Tutti gli impatti sono stati già messi in conto” ha rassicurato l’ad durante la presentazione del piano.
Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il consiglio di amministrazione ha approvato una nuova tranche di buyback fino a 1 miliardo di euro, per un massimo di 150 milioni di azioni (circa l’1,48% del capitale), con durata dal 23 febbraio al 31 luglio 2026. Per l’esercizio 2025 verrà proposta la distribuzione di un dividendo pari a 0,49 euro per azione. Secondo il piano, l’utile netto ordinario per azione (Eps) salirà a 0,80-0,82 euro nel 2028, dai circa 0,69 euro previsti per il 2025, con una crescita media annua di circa il 6%. Anche il dividendo seguirà la stessa traiettoria, con un aumento medio annuo stimato intorno al 6% nel periodo 2025-2028.
“Grazie alla chiara visibilità sui risultati del gruppo e all’esecuzione del nostro programma di share buy-back prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti, con un utile netto ordinario per azione che supporterà la crescita del dividendo, grazie ai ritorni delle società controllate a livello internazionale”, ha commentato l’ad.
Visione oltre il 2028
Guardando oltre il 2028, il gruppo fornisce indicazioni anche al 2030: la capacità rinnovabile è attesa crescere con un Cagr di circa il 5% rispetto ai 68 GW del 2025, la Rab delle reti con un Cagr di circa il 6% rispetto ai 47 miliardi stimati per il 2025 e l’Eps confermare una crescita media annua intorno al 6%. Sul fronte ambientale, Enel prevede di proseguire nella riduzione delle emissioni, già diminuite di quasi il 70% rispetto al 2017, con l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, in linea con lo scenario a 1,5°C certificato dalla Science Based Targets initiative, continuando al contempo il percorso di Just Transition a tutela del tessuto socio-economico.
L’impatto del dl bollette su Enel
Il Dl bollette avrà per Enel un impatto cumulato stimato intorno a 1,8 miliardi di euro al 2028. A indicarlo è il cfo Stefano De Angelis, spiegando che l’effetto sarà di circa 150 milioni l’anno sull’utile netto, con un picco di 300 milioni nel 2028, l’anno più penalizzante, anche se senza l’aggravio Irap.
“Il mercato aveva già considerato parte dei cambiamenti prevedibili e a livello europeo si sta discutendo una revisione del meccanismo Ets”, ha aggiunto De Angelis, sottolineando che il gruppo ha già previsto misure manageriali per compensare l’impatto, stimato complessivamente tra 1,8 e 2 miliardi.
Ultimo aggiornamento lunedì 23 febbraio 2026 alle ore 15:20
