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Borse 2026, inizio anno in rialzo. Barclays: “Trump motore del mercato”. Le previsioni per il primo semestre

Le Borse internazionali hanno cominciato il 2026 così come avevano terminato il 2025: all’insegna dei rialzi. In Europa corre Francoforte, bene anche Milano. Grazie a Trump, exploit di inizio anno per i titoli della Difesa

Borse 2026, inizio anno in rialzo. Barclays: “Trump motore del mercato”. Le previsioni per il primo semestre

L’anno è iniziato da soli 10 giorni, eppure è già successo di tutto. E il merito è soprattutto del presidente statunitense Donald Trump che ha deciso di cominciare il 2026 utilizzando “metodi molto assertivi”, così come li ha definiti la premier Giorgia Meloni nella conferenza di inizio anno di venerdì. Dal blitz in Venezuela che ha portato all’arresto di Maduro alle minacce a Messico, Colombia e Cuba, ma soprattutto alla Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca che gli Usa vorrebbero acquisire, in pochi giorni ne abbiamo viste di tutte i colori.

Come hanno reagito le Borse alle intemperanze dell’inquilino della Casa bianca? Molto bene. I principali listini internazionali hanno iniziato il 2026 così come avevano terminato il 2025: sulla strada dei rialzi, trainati dai titoli tech, ma soprattutto dal settore della Difesa che dopo il rally del 2025 sostenuto dai conflitti in Medio Oriente e Ucraina, nell’anno appena cominciato sta traendo nuova linfa dalle tensioni geopolitiche scatenate da Trump.

Barclays: “Trump motore del sentiment del mercato”

“A una settimana dall’inizio del 2026, Trump è già emerso come uno dei principali motori del sentiment del mercato“, scrive nero su bianco Barclays in un report. La banca d’affari però avverte: “le recenti azioni militari statunitensi in Venezuela potrebbero anche contribuire a contenere i prezzi del petrolio, offrendo ulteriore sollievo alle famiglie, da cui la debole risposta del mercato finora. Ma se Trump dovesse dare seguito a mosse più aggressive, come la sua retorica sull’annessione dellaGroenlandia o il divieto per le aziende della Difesa di effettuare rendimenti di capitale e per i grandi investitori istituzionali di acquistare più case unifamiliari, questo potrebbe mettere a dura prova i nervi del mercato“. Non solo, storicamente, sottolinea Barclays, “gli anni delle elezioni di medio termine (negli Usa si voterà a novembre, ndr.) non sono stati favorevoli per le azioni. Quindi la sfida per Trump sarà trovare un equilibrio tra le politiche ‘America First’ e le misure di accessibilità economica rivolte a Main Street, senza compromettere la performance di Wall Street”.

Borse 2026: inizio anno positivo grazie alla Difesa

In questo contesto, da inizio anno sono tutte in positivo le Borse occidentali. In Europa, l’Euronext 100 ha guadagnato il 2,92%. La piazza migliore? Amsterdam, che in sole 5 sedute ha guadagnato il 3,88%, seguito a ruota dal Dax di Francoforte (+3,15%). In convito rialzo anche Parigi, che dal 2 gennaio ha registrato un rialzo del 2,6%. Acquisti anche su Madrid (+1,79%) e Milano (+1,72%), mentre Londra segna +1,9% e Zurigo +1,1%.

A trainare i listini del Vecchio Continente sono soprattutto i titoli della difesa. Basti pensare all’exploit delle azioni italiane del comparto. Fincantieri, già regina di Borsa del 2025 con un rialzo record del 145%, da inizio anno avanza di un ulteriore 17%. Fa ancora meglio Leonardo, che al +91% del 2025 aggiunge un ulteriore +19,5%. Nel resto d’Europa Rheinmetall sale del 18% a Francoforte, Thales del 15,6% a Parigi, Bae System guadagna oltre il 20% a Londra. 

Tornando alle Borse, 2026 positivo anche tra Wall Street e Times Square con il Dow Jones che guadagna complessivamente il 3% e il Nasdaq che segna +1,85% e lo S&P 500 +1,76%.

Operatori ottimisti per il primo semestre del 2026

Ma cosa succederà nel resto dell’anno? Gli operatori dei mercati finanziari sono ottimisti sui primi sei mesi del 2026. Secondo un sondaggio Assiom Forex, realizzato a dicembre fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor, è più che raddoppiata la quota di operatori che punta su listini in rialzo tra gennaio e giugno: il 55% (era il 25% a novembre) si aspetta infatti oscillazioni in positivo (fra +3% e +10%) e il 3% (dall’1% del mese precedente) indica forti rialzi (oltre +10%). In parallelo scende drasticamente la quota di coloro che prevedono un calo: il 13% dal precedente 29%. In deciso ribasso, dal 45% al 29%, anche la percentuale di chi si attende mercati fermi.

“Il sondaggio Assiom Forex di dicembre evidenzia un netto miglioramento del sentiment sulla performance dei mercati azionari nei prossimi sei mesi”, commenta Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex. “Si riduce sensibilmente – anche per l’ottimismo tipico di inizio anno – la quota di chi prevede mercati stabili e di chi teme un ribasso, entrambe a favore di aspettative più costruttive”.

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