Dai rapporti con Donald Trump alla sorte di Alberto Trentini, dai negoziati per la fine della guerra in Ucraina alla devastante tragedia di Crans-Montana, passando per la Groenlandia, il referendum sulla giustizia, l’ex Ilva, il piano casa e la crescita economica: sono alcuni dei temi affrontati della presidente del consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa “di fine anno” – diventata negli ultimi due anni “di inizio anno” –, organizzata dal Consiglio nazionale dell‘Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della stampa parlamentare.
Una conferenza iniziata con una polemica tra la premier e i giornalisti presenti che, al suo ingresso nell’aula dei gruppi parlamentari, hanno issato uno striscione sul contratto dei giornalisti, dal 2016 in attesa di rinnovo. “Quella che ho visto è una scena mai accaduta in passato. Non vorrei che ne venisse fuori l’immagine di una contestazione alla presidenza del Consiglio: non siamo responsabili per il rinnovo del contratto dei giornalisti”, ha affermato piccata Meloni, ricordando anche l’impegno preso dal governo per la sicurezza dei giornalisti inviati in zone di guerra e promettendo “fondi a Radio radicale” e di “seguire la vicenda Gedi per salvaguardia occupazione”. Un altro momento di tensione si è avuto quando la premier ha fatto riferimento al presunto scoop del giornale Domani sull’accatastamento di casa sua, parlando di “menzogne e accuse infamanti”. Nelle quasi tre ore di conferenza c’è stato però spazio anche per qualche battuta, soprattutto quando si è parlato del suo futuro e delle sue possibili aspirazioni quirinalizie: “Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento“, cosa che “io vorrei fare”, ha scherzato Meloni.
Il Venezuela e Alberto Trentini
Il primo tema affrontato in conferenza stampa non poteva che essere la liberazione dei detenuti da parte del Venezuela e le speranze per Alberto Trentini. “Il governo si occupa di questa vicenda da 400 giorni, Trentini non è l’unico italiano detenuto. Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre” di Alberto Trentini “non potrà abbracciare suo figlio”, ha detto la premier. “Saluto con gioia” la liberazione dei due italiani in Venezuela, ha affermato Meloni riferendosi all’imprenditore Luigi Gasperin e al politico di opposizione Biagio Pilieri. “Io sono fiduciosa, considero il segnale dato dalla presidente venezuelana di grande valore. Lo cogliamo, può rappresentare un momento nelle relazioni tra Italia e Venezuela”, ha aggiunto.
Groenlandia: “Non credo in azione militare Usa e non la condividerei”
Dopo le ripetute minacce del presidente statunitense Donald Trump la presidente del Consiglio ha affrontato anche l’argomento Groenlandia. “Non credo nell’ipotesi che gli Usa avviino un’azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei” e “che non converrebbe a nessuno, neanche agli Stati Uniti”. “L’ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stata esclusa da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l’attenzione sull‘importanza strategica della Groenlandia per i suoi interessi e per la sua sicurezza. È un’area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori stranieri”, ha detto la premier Meloni nella conferenza di inizio anno, sottolineando che il tema dovrà essere affrontato a livello Nato. “È un tema che coinvolge anche noi. Ci deve interessare per quello che quell’area può rappresentare. Anche la Nato ha stabilito che quell’area è una priorità. Deve essere la Nato ad avviare un dibattito serio”, ha concluso.
Meloni e i rapporti con Trump e Mattarella
Rispondendo a una domanda sui suoi rapporti con il presidente statunitense, Meloni ha ammesso:“Ci sono molte cose su cui non vado d’accordo con Trump, per esempio credo che il diritto internazionale vada ampiamente difeso. Quando non sono d’accordo lo dico a lui, non ho difficoltà. Se parlaste con i miei partner lo sapreste molto bene anche voi. All’Italia cosa si sta chiedendo? Di prendere le distanze dagli Usa? Uscire forse dalla Nato, togliere le basi militari agli americani, assaltare i McDonalds? Questa è geopolitica e quando in geopolitica si prendono posizioni poi si è conseguenti”, ha detto la premier.
Dai rapporti con Trump a quelli con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella: “I miei rapporti con il Quirinale, soprattutto con il presidente della Repubblica, sono ottimi. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d’accordo, ma c’è una cosa che fa la differenza: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando si tratta di difendere gli interessi nazionali c’è. Questo vale tutto. Ha a cuore, aiuta a rafforzare gli interessi nazionali”. Così la premier Meloni. “Sulle questioni interne le posizioni” non sono sempre convergenti, “ma collaboriamo in maniera ottima. Vedo un racconto diverso dalla realtà che vivo. Ci vedo una costruzione molto spesso che porta a raccontare problemi quando non ci sono. Quando non siamo d’accordo troviamo sempre le soluzioni”, ha concluso.
Ucraina: “Invio truppe non necessario, Europa deve parlare con la Russia”
“Non condivido il riferimento, è una lettura che considero un po’ di parte”, ha detto l’inquilina di Palazzo Chigi rispondendo alle domande di un giornalista che parlava di veto putiniano di Salvini all’invio di militari in Ucraina. “Ho già detto in varie occasioni che i dibattiti che si fanno all’interno della maggioranza particolarmente su Russia e Ucraina non sono dibattiti tra filorussi e ucraini, tra filoamericani e non so bene cosa…ho sempre pensato che i fili ce li hanno burattini mentre i politici i fili non li hanno” ha detto Meloni, che ha dunque difeso il leader della Lega, mentre si è detta colpita da “certe critiche e certi auspici” provenienti “da un ex generale”, ha dichiarato, riferendosi a Roberto Vannacci che da giorni si augura che il decreto Ucraina 2026 non passi in Parlamento. La maggioranza “è solida ma non siamo una caserma” ha poi aggiunto, spiegando di non vedere il “rischio di fibrillazioni, il dibattito c’è e ci sarà. Sono fiera dei vicepremier’.
Tornando all’Ucraina, “non c’è un’opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite e quello di cui si parla è una forza multinazionale nell’ambito della coalizione dei volenterosi per rafforzare la difesa ucraina. La ragione per cui non ritengo necessario l’invio di soldati è perché il principale strumento per le garanzie di pace è l’articolo 5 della Nato, quella è la principale forma di garanzia per l’Ucraina. Poi l’invio dei soldati può essere un’idea, io non contesto chi lo vuole fare, ma non lo considero necessario. Mi pareva che su questo ci fosse la quasi unanimità del Parlamento, ora leggo che qualcuno nel Pd ha cambiato idea, se così formalizzeranno una proposta in Parlamento”.
Meloni ha poi spiegato che secondo lei “Macron ha ragione. È arrivato il momento che l’Europa parli con la Russia” sul tema della guerra, “altrimenti il contributo è limitato. Ma chi lo deve fare? Non bisogna andare in ordine sparso, altrimenti si farebbe un favore a Putin, ha affermato. “Io sono stata sempre favorevole ad una nomina di un inviato speciale” sull’Ucraina, ha osservato la premier, aggiungendo che “per ora mi pare prematuro l’ingresso della Russia nel G8“.
Meloni: “Sicurezza e crescita i focus del 2026”. Poi l’attacco alle toghe
La premier è poi passata alle questioni interne. “Abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare”. Detto ciò, “i risultati per me non sono sufficienti“, dunque “questo è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più”, ha affermato Meloni nel corso della conferenza, annunciando anche l’arrivo di un altro provvedimento sulle cosiddette baby gang che vieterà il porto di armi da taglio e la vendita online di armi da taglio e simili. “Servono sanzioni per i genitori responsabili dei minori” che utilizzano queste armi, ha proposto.
“Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno” ha detto la presidente del consiglio citando alcuni casi di cronaca degli ultimi giorni, sottolineando che “spesso le toghe rendono vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento“. “Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza” ha detto, negando però che da parte sua ci sia mai stato un qualsiasi “attacco alla magistratura”, salvo poi aggiungere: “Volete sapere cosa delegittima? È la campagna dell’Anm nelle stazioni, che delegittima i magistrati”. La presidente del consiglio ha inoltre ricordato che entro il 17 gennaio sarà stabilito il giorno in cui si terrà il referendum sulla giustizia: “Penso che quella del 22-23 marzo sia la data più ragionevole e probabile”.
Dopo un breve riferimento alla riforma della legge elettorale, su cui “ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento”, la premier si è concentrata sull’economia: “Guardo sempre con prudenza ai giudizi delle Agenzie di rating, mai state particolarmente benevole nei nostri confronti, anche quando parlano come oggi di una percezione che deve farci piacere. Il dato più significativo per me è l‘occupazione, incoraggiante come quello sul potere d’acquisto, e come quello sulla crescita, che per me è uno dei focus principali di questo anno”, ha affermato la presidente del Consiglio, ammettendo poi che “la crescita è ancora troppo bassa, ma è uno scenario non catastrofico”. La presidente del Consiglio ha aggiunto che il potere d’acquisto è cresciuto nell’ultimo anno e “sui salari lavoriamo con elementi di defiscalizzazione come il cuneo contributivo, ma non è l’unica misura. Sul tema dei salari, quando l’Istat ci dà la serie dello storico quello che si calcola è il lordo ma i nostri provvedimenti incidono sul netto”. “Cosa serve per favorire la crescita? Continuare a sostenere l’occupazione, lavorare per abbassare i prezzi dell’energia e favorire gli investimenti, secondo il modello della Zes unica per il Mezzogiorno”, ha detto Meloni.
Sull’emergenza casa: “Siamo in dirittura d’arrivo per la presentazione del piano casa: è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando con il ministro Salvini, con la collaborazione del ministro Foti e di molti corpi intermedi della società civile, come Confindustria. Lavoriamo insieme al sistema Italia, è un progetto a cui tengo tantissimo”.”L’obiettivo – ha continuato – è mettere in campo centomila nuovi appartamenti” a prezzi calmierati” in dieci anni “al netto delle case popolari”.
L’inquilina di Palazzo Chigi ha affrontato anche il tema “ex Ilva”. “Al momento si è aperta una fase di negoziazione ma non ci sono e non ci saranno impegni vincolanti del governo fino a quando non ci saranno risposte chiare su un solido piano industriale, sull’occupazione e sulla sicurezza ambientale”, ha detto. “Nessuna proposta che abbia un intento predatorio e opportunistico – ha proseguito – potrà essere avallata da questo governo. Quando non ci sono gli annunci è perché ce ne stiamo occupando”.
Meloni su Mercosur e banche
Nella parte finale della conferenza stampa la premier ha parlato anche del sì dell’Italia al Mercosur. “Non ho mai avuto una preclusione ideologica nei confronti dell’accordo del Mercosur. Noi abbiamo sempre detto che saremo favorevoli quando ci saranno garanzie sufficienti per i nostri agricoltori”, ha detto.
“Va bene le potenzialità dell’accordo, ma non a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni”, quindi “abbiamo messo in sicurezza intessi diversi, quelli degli agricoltori e la spinta industriale. Mi pare che equilibrio sia sostenibile e spero che l’accordo possa portare solo vantaggi”, ha aggiunto Meloni.
Passando alle banche e rispondendo a una domanda sulle critiche al governo che non è stato spettatore nel risiko bancario, Meloni ha detto: “Sono valutazioni oggettivamente infondate, sono dinamiche di mercato e noi guardiamo le dinamiche di mercato”. “Non sono preoccupata per l’inchiesta in corso, anche la procura ha detto che nelle azioni del governo non c’è niente di illegittimo”, ha dichiarato la premier riferendosi all’inchiesta milanese su Mps-Mediobanca”. Infine sul terzo polo: “Penso che sarebbe utile al sistema, ma credo che il governo non abbia i poteri e l’autorità per intervenire”.
Meloni su Crans-Montana: “Non è disgrazia, volevano fare soldi facili”
“L’avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole”, ha affermato la presidente del consiglio a proposito della tragedia di Capodanno di Crans-Montana in Svizzera, a cui è stato dedicato un applauso in apertura.
“Quello che è successo non è un disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili. Le responsabilità devono essere individuate, devono essere perseguite”, ha detto con convinzione Meloni. “Leggo di un video della proprietaria del locale che scappava con la cassa, se questo è vero bisogna essere implacabili”, ha aggiunto.