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Borse 2025, un anno da Toro: Seul regina, Madrid la migliore d’Europa, Milano seconda con Fincantieri prima della classe e banche da record

Il Kospi di Seul si avvia a chiudere l’anno con un rialzo del 72%. Positivi gli altri listini asiatici, negli Usa svetta il Nasdaq nonostante i timori per la bolla. Milano +30% da inizio anno è la seconda del Vecchio continente

Borse 2025, un anno da Toro: Seul regina, Madrid la migliore d’Europa, Milano seconda con Fincantieri prima della classe e banche da record

Si temeva che le guerre, quella in Ucraina e quella in Medio Oriente, avrebbero mandato a picco tutti. Si temeva che i dazi di Donald Trump avrebbero spazzato via il commercio mondiale, mandando in recessione l’economia globale e rallentando la corsa dei listini. Si temeva che i tentennamenti della Federal Reserve sul taglio dei tassi (portati alla fine dell’anno al 3,5%), le pressioni del presidente Usa sul suo governatore e lo shutdown più lungo della storia avrebbero messo a repentaglio la stabilità economica e finanziaria a stelle e strisce. Si temeva che la terrificante bolla IA scoppiasse, cancellando in un colpo solo quei multipli tech unanimemente considerati troppo alti e mostrando al mondo lo stesso copione che si era già visto negli anni Duemila con le Dot com. E invece, quando mancano solo due sedute alla fine del 2025, le Borse mondiali mettono a segno un altro anno di rialzi, ignorando difficoltà e problemi che avrebbero potuto mandarle Ko e che invece sono diventati – vedasi per esempio le guerra per il settore Difesa – l’ennesima leva su cui macinare guadagni.

E così, il bilancio di fine anno, è più che positivo per tutti, anche se nessuno, né in Oriente, né in Occidente è riuscito ad eguagliare la performance del Kospi di Seul che si avvia a chiudere l’anno con un rialzo da record: +72,56%. In Europa il primato spetta invece alla Bolsa de Madrid, inarrivabile con il suo +49% da inizio 2025. E Milano? Trainata dai titoli della Difesa e dai finanziari coinvolti nel risiko bancario, il Ftse Mib mette a segno una delle migliori performance del Vecchio Continente, chiudendo il 2025 con un rialzo del 32%. 

Borse europee: Madrid è la migliore, Milano e Francoforte sul podio

A due sedute dalla fine dell’anno, il podio europeo è già stabilito: Madrid è la regina delle Borse continentali, seguita da Piazza Affari che anche nel 2025, per il terzo anno consecutivo, registra una delle migliori performance tra i mercati azionari europei. Lo scorso anno la borsa milanese si era piazzata al terzo posto e nel 2023 era stata in cima al podio con un +28%. Non solo, per il quarto anno consecutivo, l’indice Ftse Mib ha registrato una performance migliore rispetto all’indice Stoxx Europe 600.

E tutti gli altri? Andando avanti con la classifica continentale, la medaglia di bronzo è Francoforte (+22%) che stacca il resto dei listini. Più lontane le borse di Zurigo (+14,1%) e dei Paesi nordici, mentre Amsterdam è il fanalino di coda (+7,14%). Distante dalla vetta Parigi (+9,79%), frenata dalla crisi politica e dall’andamento volatile del lusso innescato dai dazi statunitensi. 

Milano: Fincantieri regina, banche da record, risorge Telecom Italia

I rialzi di Madrid e Milano, benché di entità diversa, hanno a ben guardare radici comuni. In entrambi i casi, a spiccare su tutti gli altri sono i titoli del settore bancario-assicurativo, che rappresentano circa il 40% del totale della capitalizzazione dell’indice delle blue chip dei due mercati e che quest’anno sono stati contagiati dalla febbre del risiko.

“La prima parte dell’anno era stata condizionata dalle incertezze a seguito dell’annuncio dei dazi Usa sulle importazioni europee culminato con il Liberation Day del 2 aprile. In questo scenario di incertezza globale, le borse europee hanno comunque performato meglio grazie alla forza dei settori più domestici, meno impattati dalle tariffe”, sottolinea Chiara Robba, head of Ldi Equity di Generali Asset Management.

“Big bancari come Unicredit e Intesa Sanpaolo hanno svolto un ruolo decisivo anche quest’anno così come le banche più piccole, sostenute dal consolidamento del settore che ha portato Banca Mps a conquistare Mediobanca e Bper a rilevare Banca Popolare di Sondrio”, commenta Reuters.

Guardando alle percentuali, da inizio anno Unicredit – diventato il titolo con la più alta capitalizzazione della Borsa di Milano – segna un rialzo di quasi l’82%, mentre Intesa Sanpaolo sale del 52%. Fanno ancora meglio Pop Sondrio (+102%) e Bper (+88%). Ancora più stellari i rialzi dei bancari alla borsa di Madrid, con Banco Santander che dal 1° gennaio avanza del 133% e Bbva +125% nonostante il fallimento dell’opa su Banco Sabadell.

Performance da record anche per i titoli della difesa. Non a caso, Fincantieri è la regina del Ftse Mib con un rialzo del 145%, Si difendono bene ancheIveco, che segna +101% e Leonardo (+91%), grazie ai forti acquisti da parte degli investitori, indotti soprattutto dalle crescenti tensioni geopolitiche a livello mondiale, innescate dai recenti conflitti in Medio Oriente e in Ucraina. Nel caso di Iveco, occorre ricordare anche la cessione dell’attività difesa a Leonardo e la contestuale acquisizione del resto della società da parte dell’indiana Tata Motors. 

Occhi anche su Tim che, dopo anni di performance deludenti, nel 2025 è riuscita a sorprendere il mercato, centrando un rialzo del 110%  “grazie ai cambiamenti nella corporate governance e a ristrutturazioni strategiche, incluso l’incremento della partecipazione da parte di Poste Italiane nel capitale”, sottolinea lo studio di Kepler Cheuvreux.

Tra i peggiori titoli dell’anno sul Ftse Mib troviamo invece Amplifon (-45%) e le big dell’auto, con Stellantis e Ferrari che cedono rispettivamente il 25 e il 22%, zavorrate dalla crisi che ha colpito il settore a livello europeo.

Le Borse statunitensi 

Nonostante i recenti e sempre più rumorosi timori su una possibile bolla, non può che essere il Nasdaq il miglior indice della Borsa statunitense. Trainato da Nvidia (+40%), primo titolo al mondo a toccare i 5 trilioni di capitalizzazione, Microsoft (+16%), Amazon (+6%) e Apple (+9,8), ma anche da Palantir (+157%) e Oracle (+19%), l’indice tecnologico statunitense da inizio anno è salito di oltre il 22% Dazi, polemiche sulla Fed e lo shutdown più lungo di sempre non hanno fiaccato neanche gli altri due listini principali, che dal 1° gennaio mettono entrambi a segno rialzi a doppia cifra: +17,8% per lo S&P 500, +14,5% per il Dow Jones. 

Le Borse asiatiche

In cima al mondo, come detto, c’è il Kospi di Seul che da inizio anno ha guadagnato oltre il 72% del suo valore, salendo a 4.129 punti, grazie soprattutto al rally realizzato dai produttori di chip. Per comprendere l’ottimismo che regna sul mercato sudcoreano, basti pensare che lo scorso novembre Nvidia ha annunciato che fornirà al governo di Seul, e a colossi come Samsung e Hyundai 260mila dei suoi chip più avanzati. Ma a spingere il listino è anche la ritrovata stabilità politica che fa seguito al colpo di Stato tentato a fine 2024 dall’ex presidente Yoon Suk Yeol. In pochi mesi però il quadro è del tutto cambiato: da giugno il nuovo presidente Lee Jae Myung è riuscito a rasserenare gli animi e ad appianare le divergenze con gli Stati Uniti, convincendo Trump a ridurre dal 25 al 15% i dazi imposti da sui prodotti made in Korea.

Restando in Asia, sono di tutto rispetto anche le performance degli altri listini: +30% per lo Shenzhen, +28,7% per l’Hang Seng di Hong Kong e +18% per la Borsa di Shanghai in Cina. Positiva anche la Borsa di Tokyo: il Nikkei da inizio anno segna +27,2%.

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