I listini europei chiudono oggi in ordine sparso, nell’attesa dei meeting delle banche centrali che nei prossimi giorni daranno i loro responsi sui tassi per la zona euro, la Gran Bretagna e il Giappone. Scarsi sono gli spunti arrivati nel pomeriggio da Wall Street che, dopo un avvio intonato, tratta ora in calo (DJ -0,21%; S&P 500 -0,87%; Nasdaq -1,25%). Piazza Affari si apprezza dello 0,25%, a 44.099 punti base, sorretta dai titoli delle banche e delle assicurazioni, settori che hanno attratto acquisti in tutta Europa.
Nel continente svetta Londra, +0,89%, spinta dalla previsione di un taglio dei tassi d’interesse dello 0,25% da parte della BoE e alla luce di un’inflazione che rallenta oltre le stime a novembre, al 3,2% dal 3,6% di ottobre. In Eurolandia il grafico delle altre piazze finanziarie è in lieve calo: Francoforte -0,53%; Parigi -0,25%; Amsterdam -0,59%; Madrid piatta. Domani la Bce dovrebbe lasciare i tassi invariati, potrebbe però alzare le previsioni economiche che, per ora, non infondono un grande ottimismo.
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In Germania, prima economia della regione, l’indice Ifo sul clima business è sceso a 87,6 punti a dicembre, sotto le attese. Nell’intera area il tasso di inflazione annuale a novembre è risultato stabile al 2,1% (contro una stima flash del 2,2%, come un anno prima).
Wall Street volatile, ancora timori sull’IA
A Wall Street intanto si riaffaccia la volatilità già vista ieri, giornata in cui gli indici principali hanno chiuso contrastati. Lo S&P500 perde lo 0,43% ed è alla sua quarta seduta consecutiva in ribasso. Il focus resta sui titoli dell’IA (Nvidia -4,12%) e su quanto farà la Federal Reserve il prossimo anno, alla luce dei dati macro che hanno ricominciato ad essere pubblicati dopo la fine dello shutdown. Ieri la fotografia sul lavoro non ha modificato le stime di due sforbiciate da 25 punti base nei prossimi 12 mesi. Nei prossimi giorni verrà reso noto il dato Pce sull’inflazione, mentre oggi a pronunciarsi sui tassi è stato il governatore Christopher Waller, possibile successore di Powell alla presidenza della Fed, il quale ha sostenuto la necessità di ulteriori tagli, affermando però che “non c’è fretta”. “Dato che l’inflazione è ancora in aumento, possiamo prendercela comoda, non c’è fretta di scendere”.
Tra le azioni sotto i riflettori c’è Amazon (+0,71%). Il sito The Information ha scritto che la società di e-commerce è in trattativa con OpenAI per un investimento superiore a 10 miliardi di dollari. Crolla Paramount (-5,1%) dopo che il cda di Warner Bros (-1,19%) ha invitato gli azionisti a bocciare l’offerta di acquisto di Paramount a favore di quella di Netflix (+1,9%). Male Oracle, -5,23%, dopo indiscrezioni stampa secondo cui il principale partner per i data center della società di cloud, BLUE OWL CAPITAL, ha detto che non sosterrà l’accordo da 10 miliardi di dollari per il prossimo impianto.
Petrolio in rialzo con il blocco al Venezuela
Il petrolio rialza la testa e tratta oggi in progresso, anche se il Brent è al momento ancora sotto i 60 dollari e il Wti non raggiunge i 56 dollari. I guadagni sono comunque intorno all’1,4%, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato il ” blocco” di tutte le petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela, aumentando la pressione sul governo di Nicolas Maduro e colpendo la sua principale fonte di reddito. Il democratico texano Joaquin Castro ha definito la mossa “indiscutibilmente un atto di guerra”. In un panorama ricco di zone d’ombra resta in auge l’oro. Lo spot gold guadagna lo 0,8% e vale 4336,34 dollari l’oncia. Tornano gli acquisti anche sull’argento e il future di marzo guadagna il 3,8%, per un prezzo di 65,730 dollari l’oncia. Sul mercato dei cambi l’euro-dollaro è sui livelli di ieri a 1,175.
Piazza Affari: banche e assicurazioni in primo piano
A sostenere il principale listino di Piazza Affari oggi sono soprattutto i titoli bancari e gli assicurativi. Tra i maggiori rialzi del giorno ci sono Banca Popolare di Sondrio +2,91%, Bper +2,66%, Banco Bpm +1,84%, Unicredit +1,44%. I titoli delle assicurazioni sono rappresentati da Generali +2,23% e Unipol +1,67%. In particolare il Leone triestino ha beneficiato dei commenti positivi di Ubs, che ha riavviato la copertura sul titolo con raccomandazione ’buy’. Il tutto mentre si avvicina il cda di venerdì in cui la compagnia farà i conti con l’addio all’intesa con Natixis e guarderà all’inchiesta della procura per la scalata di Mps a Mediobanca, con Piazzetta Cuccia che è il principale azionista di Generali.
La blue chip peggiore del giorno è Buzzi, -3,57%, mentre le prese di profitto pesano su Moncler -2,28%. Arretrano Interpump -2,22%, Prysmian -2,2% ed Enel -1,79%. Quest’ultima, secondo Reuters, ha risentito delle dichiarazioni del governo brasiliano che spinge per la revoca della concessione elettrica del gruppo italiano nello stato di San Paolo. Male anche Stellantis -0,83% e Ferrrari -0,99%, dopo che la Commissione europea ha annunciato la revisione del regolamento sulle emissioni auto. Per gli analisti il pacchetto Ue, in linea con quanto anticipato dai media, non costituisce un vero ’game changer’ per un settore che negli ultimi due anni ha sofferto a causa della crescente concorrenza cinese, del rallentamento della domanda e di una politica commerciale statunitense sfavorevole.
Fuori dal paniere principale racconta una storia interessante Ariston, +2,91%, che riporta in Italia il gruppo Riello, acquistato per 289 milioni di euro dagli americani Carrier Global Corporation e spuntandola sui cinesi di Haier-Midea. Per gli analisti si tratta di un’operazione positiva sotto il profilo strategico in quanto rafforza il posizionamento competitivo del gruppo in Italia, anche se il prezzo appare elevato rispetto al multiplo pagato e dovrà essere giustificato dalle sinergie che saranno ottenute.
Spread in lieve rialzo
Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata continua a muoversi sui minimi dal 2009, anche se oggi è in leggero rialzo a 67 punti base dai 66 della vigilia. I tassi sono rispettivamente al 3,53% e 2,86%.