Borse tutte in rosso in questo venerdì 15 maggio, l’ultima seduta di una settimana ancora una volta particolarmente intensa e segnata da vari driver: come al solito il conflitto in Medio Oriente e le oscillazioni del petrolio e di altre materie prime, ma anche la crisi politica in Regno Unito e l’incontro a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, che ha visto il tycoon per così dire meno spavaldo del solito.
Il risultato è che oggi i titoli tecnologici quotati sul Nasdaq, soprattutto quelli più direttamente legati all’Intelligenza artificiale e ai microchip, pagano decisamente dazio dopo alcune sedute di rally: Nvidia -4%, Micron -6%, Intel -6,2%, AMD -3,5%. Male anche quasi tutte le big tech classiche: Amazon -1,5%, Tesla -4,1%, Meta -0,6%, Google -0,8%. Rimbalzano invece Microsoft +3,5% e Apple +1,1%. Il Bitcoin scende nuovamente sotto gli 80.000 dollari mentre il dollaro Usa porta il cambio con l’euro sull’1,16 basso.
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Piazza Affari perde i 50.000 punti ma l’hype sull’AI favorisce Technoprobe
Per quanto riguarda gli indici, il Nasdaq Composite parte appunto male col -1,3%, il Dow Jones -0,8% e lo S&P 500 -0,9%. In Europa Piazza Affari dice arrivederci ai 50.000 punti conquistati appena ieri col -1,87%, poi Francoforte -2%, Parigi -1,6%, Londra -1,9%, Amsterdam -1,2%. Su Milano pesa il tonfo di Stm -4,2%, che accusa prese di beneficio dopo gli exploit delle ultime sedute. Stesso destino per Stellantis -3,5%, e poi vanno giù le banche: Bper -3,7% e Mediolanum -3,2% le peggiori di giornata, ko anche Intesa Sanpaolo -1,5% e Unicredit -1,5%. In controtendenza Avio +2% e Diasorin +1,4%.
Fuori dal paniere principale, sull’indice Euronext va segnalato il prodigio di Technoprobe +32%, società attiva proprio nel settore dei semiconduttori, all’indomani dei conti che hanno evidenziato ricavi consolidati pari a 187 milioni, in crescita del 19%, grazie al contributo dei crescenti volumi correlati all’intelligenza artificiale. Sempre sull’Euronext crolla Ferretti -9,6% dopo il cambio al vertice dell’azienda di megayacht, che passa di fatto sotto il comando cinese. In rialzo di oltre 6 punti percentuali lo spread Btp Bund, che riavvicina quota 80 punti base, col rendimento del Btp 10 anni al 3,94%.
Materie prime: petrolio in netto rialzo, gas al massimo da oltre un mese a 50 euro
Giornata movimentata per le commodities strategiche. Le tensioni geopolitiche continuano a sostenere il prezzo del petrolio ampiamente sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile: oggi il Brent quota sui 109 dollari al barile e il Wti Crude Oil oscilla nel momento in cui pubblichiamo appena sotto i 105 dollari al barile. Balzo ancora più significativo per il gas naturale europeo, che alla Borsa di Amsterdam guadagna oltre il 5% e riaggancia quota 50 euro per megawattora, il livello più alto da oltre cinque settimane, in un clima di crescente timore di interruzioni prolungate delle forniture. Circa un quinto della fornitura mondiale di Gnl è stata interrotta dall’inizio della guerra alla fine di febbraio. Sprofondano oro e argento: il primo cede oltre il 2% e ritraccia sui 4.500 dollari l’oncia, il secondo perde addirittura l’8% a 76 dollari l’oncia.
