All’indomani di nuovi record sulle due sponde dell’Atlantico, chiudono in profondo rosso le Borse europee con gli investitori delusi dal fatto che dal vertice Trump-Xi in Cina, oltre alle parole di apprezzamento della vigilia, non sono arrivati accordi concreti sui numerosi dossier aperti, compresi quelli commerciali. “Abbiamo raggiunto importanti intese comuni sul mantenimento di legami economici e commerciali stabili, sull’espansione della cooperazione pratica in vari campi e sull’affrontare in modo adeguato le reciproche preoccupazioni”, ha detto il leader cinese Xi Jinping, mentre il presidente Usa è già in viaggio per tornare negli Stati Uniti. Tuttavia, la mancanza di dettagli precisi lascia freddo il mercato.
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Così, mentre la situazione in Medio Oriente appare in stallo e dopo le forti vendite che hanno colpito il tech sulle piazze asiatiche con il Nikkei che ha chiuso a -1,99% e il Kospi coreano giù del 6% dopo avere toccato nuovi record, Milano archivia la seduta in perdita e torna sotto la soglia dei 49mila punti. Ieri, per la prima volta dal marzo 2000, ai tempi della bolla dot-com, il Ftse Mib aveva toccato i 50.000 punti. Intanto, in serata, si attende il giudizio di S&P sull’Italia e quello di Fitch su Germania e Grecia. Nel frattempo, cede Francoforte dopo il peggioramento ad aprile della fiducia delle imprese del settore dell’edilizia residenziale in Germania (l’indice Ifo è sceso da -19,3 punti a -28,4 punti segnando la flessione più marcata dall’aprile 2022). Giù anche Parigi, Madrid, Amsterdam e Londra dove il primo ministro britannico Keir Starmer deve affrontare crescenti pressioni.
Quanto a Piazza Affari, il listino peggiora dopo il dato sull’inflazione di aprile, in rialzo del 2,7% contro il +1,7% di marzo. In coda Stm che tira il fiato dopo i rally con la frenata dei tech asiatici. In rosso anche Buzzi, pesanti le banche. In calo Unipol nonostante il rialzo dell’utile. Bene Avio, Saipem ed Eni, in verde Diasorin. Fuori dal paniere principale, brusco calo per Ferragamo (non faceva prezzo in avvio, poi il tonfo) all’indomani dei conti e nel giorno in cui Lvmh (in flessione a Parigi) ha fatto sapere che il marchio Marc Jacobs passerà entro la fine dell’anno alla società di investimento Whp Global. In controtendenza spicca invece il boom di Technoprobe, la startup lombarda attiva nei semiconduttori che guadagna il 35% dopo aver rialzato la guidance.
Sul fronte energetico, i prezzi del greggio restano sopra i 100 dollari al barile complice il fatto che, secondo gli osservatori, i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono molto bassi. Sale il gas naturale scambiato ad Amsterdam. In calo l’oro e spread in rialzo.