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Borse 13 marzo: lo sblocco del petrolio russo non basta, greggio ancora in ascesa e listini in rosso. A Milano ok solo l’energia

Dopo un iniziale tentativo di rimbalzo girano in rosso tutti i mercati, con il Brent che risale attorno ai 100 dollari. Perdono quota oro e argento, continua a rafforzarsi il dollaro che porta il cambio con l’euro a 1,14. Cripto ok. Spread sopra gli 80 punti base

Borse 13 marzo: lo sblocco del petrolio russo non basta, greggio ancora in ascesa e listini in rosso. A Milano ok solo l’energia

Ultima seduta della seconda settimana di guerra in Medio Oriente e i mercati ancora fanno fatica a capirci qualcosa. La tendenza anche oggi sulle Borse è il rosso, compresa Piazza Affari che pure ad un certo punto sembrava limitare i danni e aggrapparsi alla parità, dopo un inizio promettente. E invece il petrolio, l’osservato speciale di questa fase per via del blocco dello Stretto di Hormuz che ne limita il transito, oggi sta continuando il suo rally nonostante lo sblocco da parte degli Usa all’acquisto di greggio russo: inizialmente il Brent oscilla sotto i 100 dollari al barile e sembra ridare fiato all’azionario, poi però riscavalca la soglia psicologica e tocca anche i 102 dollari. Il Wti Crude Oil da parte sua stazione in zona 97 dollari al barile nei minuti in cui le Borse europee chiudono i battenti.

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Petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, l’oro difende quota 5.000 dollari l’onci

Nell’ultimo mese, comunque, il petrolio ha guadagnato circa il 50%. E come vuole il copione, quando il petrolio sale, perdono appeal i beni rifugio come oro e argento: il primo sta comunque difendendo con le unghie i 5.000 dollari l’oncia (in zona 5.040 dollari alle 17h30 italiane), il secondo scende in area 80 dollari perdendo più del 4% rispetto a ieri. A vincere in questo scenario, oltre a qualche titolo energetico come vedremo, è praticamente soltanto il dollaro statunitense, che in questa settimana ha guadagnato non poco sulle altre valute e anche sull’euro, portando il cambio oggi a quota 1,14, ai minimi dallo scorso novembre. Nell’ultimo mese la valuta europea ha perso il 3,5% rispetto a quella statunitense.

Le Borse girano in negativo: a Francoforte cade ancora Deutsche Bank, tonfo di LVMH a Parigi

Fatte queste premesse, ecco i ribassi dei principali listini asiatici, europei e l’apertura dell’America: Nikkei di Tokyo -1,16%, Milano -0,31% a 44.300 punti, Parigi -0,91%, Francoforte -0,7%, Londra -0,5%, Euro Stoxx 50 -0,6%, Dow Jones prova a difendere la parità mentre scriviamo, Nasdaq Composite Index -0,7%. Sul Dax tedesco, dopo il tonfo di ieri che ha travolto anche le banche italiano, perde un altro 1% circa Deutsche Bank, mentre sul CAC 40 di Parigi crolla il lusso con LVMH -4,3%, che trascina al ribasso in Italia Brunello Cucinelli -2,4%, Moncler -0,7%. Sul Nasdaq l’attenzione è sempre molto alta sui titoli tecnologici, non tanto per le conseguenze del conflitto in Iran quanto per lo scetticismo che aleggia ormai da mesi sulla possibile bolla dell’Intelligenza artificiale: Microsoft -1,4%, Amazon -0,8%, Apple -1,1%, Nvidia -1,1%, Meta -3%, Alphabet -0,3%. Occhio invece al Bitcoin che riguadagna terreno: oggi vale quasi 72.000 dollari.

Spread sopra gli 80 punti base, a Piazza Affari si salva l’Energia

Sul fronte italiano c’è innanzitutto da registrare l’impennata dello spread Btp Bund, iniziata ieri ma che oggi si allarga di un ulteriore 2% sopra gli 80 punti base, col rendimento del nostro titolo di Stato di riferimento decennale che sale al 3,79% alle ore 17. A Piazza Affari i titoli migliori di giornata sono quelli legati all’Energia: Eni +2,7%, Saipem +2,46%, Snam +2,26%, Enel +2,36% svettano in controtendenza sul Ftse Mib. In particolare il cane a sei zampe ha firmato insieme alla spagnola Repsol un accordo con la compagnia petrolifera statale venezuelana Petroleos de Venezuela (Pdvsa) per garantire la fornitura di gas naturale e lo sostenibilità della licenza per la joint venture Cardon IV, che riguarda uno dei più grandi giacimenti offshore dell’America Latina. La presidente Delcy Rodriguez è arrivata a dire che “le due società sono state al fianco del popolo venezuelano nei momenti più difficili”.

Sul Ftse Mib il titolo peggiore è Stellantis, ancora in rosso le banche

Cede il passo invece Fincantieri -3,3%, mentre Leonardo guadagna un altro 0,3% dopo il rally successivo alla presentazione di un piano industriale avvincente. Altra seduta no per Stellantis che è il titolo peggiore del Ftse Mib col -4,37%: nell’ultimo mese ha perso il 14%. Ancora ko pure i titoli bancari, in piena spirale negativa da qualche tempo: Unicredit -2,4%, Mps -0,3%, Intesa Sanpaolo -1,3%, Mediobanca -0,6%, Bper -0,6%, Pop Sondrio -1%, Banca Mediolanum -1,2%. Banco Bpm in controtendenza con il +0,1%. Altra seduta super per Generali: dopo la convincente trimestrale svelata ieri, oggi in netta controtendenza rispetto al mercato incassa un altro 1,72%.

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