Ennesimo tentativo di recupero dei mercati finanziari globali in questa ultima seduta della settimana post-pasquale. Oggi ad essere sotto osservazione, oltre che ovviamente la situazione in Medio Oriente e le oscillazioni del petrolio, c’erano anche alcuni dati macro in arrivo dagli Stati Uniti, in particolare l’inflazione che è sempre la bussola rispetto alle possibili decisioni della Federal Reserve in materia di tassi d’interesse. Il dato è risultato effettivamente in aumento ma in linea con le attese, mentre da record sono stati gli aumenti dei prezzi energetici e della benzina: +11% a marzo per i primi, maggior rialzo mensile dal 2005, +21,2% per il secondo, il più alto incremento percentuale di sempre. Da segnalare anche il dato sulla fiducia dei consumatori dell’università del Michigan, sceso a 47,6 punti, il più basso della storia.
Positive tutte le Borse europee. L’euro si rafforza, lo spread Btp Bund risale
In questo contesto provano a rialzare la testa le Borse, dall’Asia all’Occidente. Aveva aperto le danze il Nikkei di Tokyo avanzando di quasi il 2%, poi l’Europa con Milano +0,59%, Parigi +0,2%, Francoforte +0,2%, Londra sulla parità, Amsterdam +0,5%. L’indice continentale Euro Stoxx 50 oggi segna +0,6%. Parte contrastata Wall Street, con il Dow Jones che inizialmente viaggia in rosso, mentre il Nasdaq Composite Index guadagna lo 0,5% e lo S&P 500 lo 0,15%. L’euro continua a rafforzarsi sul dollaro Usa, consolidando il cambio sopra a quota 1,17, e oggi riprende slancio anche il Bitcoin, che tocca i 73.000 dollari di valutazione, il massimo da metà marzo. Sempre sotto osservazione i titoli di Stato: lo spread Btp Bund si allarga nuovamente, chiudendo a 79 punti base, col rendimento del nostro Btp 10 anni al 3,85%.
Il petrolio rimane vicino ai 100 dollari, si apprezzano oro e argento
Capitolo materie prime. Il petrolio oggi non è protagonista di una seduta memorabile, ma rimane pur sempre a ridosso dei 100 dollari al barile, la quota psicologica di questa fase. Per la precisione, nel momento in cui chiudono i battenti le Borse europee il Wti Crude Oil vale 99 dollari al barile, e il Brent 96 dollari. Perde invece significativamente il gas, che scende in zona 43 euro/MWh, il prezzo minimo da inizio marzo. Sessione positiva invece per oro e argento: il primo guadagna poco in termini percentuali ma avvicina i 4.800 dollari all’oncia, mentre il secondo supera i 76 dollari all’oncia con un incremento dell’1,6%. Da segnalare oggi anche il balzo del tè, che avanza dell’8% riportandosi sul valore massimo da inizio anno, a causa del clima ma anche del transito difficoltoso sui mari orientali per i due maggiori esportatori globali, Cina e India.
Ftse Mib vicino al record: rimbalzano industria, banche e lusso, crollano la Difesa e energia
Piazza Affari avvicina i 48.000 punti e sfiora il massimo storico, con un guadagno dello 0,59% a 47.600 punti. Sull’indice Ftse Mib svettano industria e lusso con Buzzi +5,6% e Brunello Cucinelli +5,25%, grazie ai conti migliori delle attese nonostante le tensioni geopolitiche che penalizzano il settore. Molto bene anche Prysmian +3,6% e Stm +3,5%, e poi le banche autrici di una grande seduta: Unicredit +2,4%, Mediobanca festeggia gli 80 anni col +2,3%, Mps +1,8%, Bper +1,4% e così via. Male invece la Difesa, soprattutto Leonardo che non ha ancora digerito il cambio al vertice: dopo la nomina di Lorenzo Mariani come nuovo amministratore delegato, il titolo perde il 5,27%, meno peggio solo di Avio -5,4%, trascinando giù anche Fincantieri -1,8%. E poi soffre l’Energia: Eni -2%, Saipem -1,3%, Tenaris -0,86% i titoli peggiori del settore.
In America parte bene il Nasdaq: volano Marvell e quasi tutti i titoli tech
Seduta positiva per il Nasdaq Composite Index, che al momento sale dello 0,5%. Da segnalarel’exploit di Marvell +7% e in generale bene i titoli tecnologici: Nvidia +3,3%, Amazon +2,7%, Intel +2,4%, Qualcomm +1,3%, più fiacche Meta +0,5%, Apple +0,4%, Tesla +0,25% e Alphabet +0,2%. Sulla parità Microsoft e Netflix, in rosso Cisco +0,8% e Palantir -1,4%, e soffrono di nuovo i titoli del settore turismo e viaggi, preoccupati dalla situazione in Medio Oriente che stenta a tornare alla normalità:Airbnb -1,4%, Booking -1,9%.