Il gruppo Brunello Cucinelli chiude il primo trimestre del 2026 con risultati migliori delle attese del mercato, confermando una crescita solida anche in uno scenario macroeconomico e geopolitico tutt’altro che semplice. I ricavi si attestano a 369,1 milioni di euro, in aumento dell’8,1% a cambi correnti e del 14% a cambi costanti. Il mercato ha reagito senza esitazioni: il titolo corre a Piazza Affari con un rialzo di circa il 5,5%, fino a 84 euro per azione intorno alle 11:45, premiando una partenza d’anno che si è rivelata più robusta delle previsioni.
Brunello Cucinelli: retail in forte crescita, traina i risultati
Il canale retail si conferma il principale motore del gruppo, con una crescita del 12,9% (+20,3% a cambi costanti). L’andamento è stato sostenuto dall’aumento della clientela, da una maggiore spesa media per cliente e da un mix di vendita sempre più orientato verso prodotti di fascia alta ed esclusiva, elemento che continua a rafforzare il posizionamento del brand nel segmento del lusso.
Più contenuto invece il contributo del wholesale, che cresce dello 0,3%, in linea con una strategia sempre più selettiva nella distribuzione e orientata a limitare il rischio di eccesso di inventario e scontistica sui canali indiretti.
Americhe e Asia guidano lo sviluppo internazionale
La crescita del gruppo è diffusa a livello globale, ma con dinamiche differenti tra le varie aree. Le Americhe rappresentano il principale motore con un incremento del 9,4%, seguite dall’Asia in crescita dell’11,3%, confermando un’espansione solida nei mercati extraeuropei.
L’Europa registra una crescita più moderata del 4,2%, in linea con un contesto di domanda più stabile rispetto ad altre regioni. Il Medio Oriente pesa per circa il 5% dei ricavi complessivi e mantiene un contributo positivo al trimestre, nonostante alcune oscillazioni legate al contesto geopolitico. Nel complesso, la diversificazione geografica continua a rappresentare uno degli elementi strutturali del modello di business.
Cucinelli conferma stime 2026 e 2027
Nonostante le incertezze del contesto globale, il gruppo conferma le proprie previsioni di crescita per i prossimi anni, con un aumento atteso del 10% sia nel 2026 sia nel 2027. La società evidenzia come le dinamiche commerciali osservate a inizio aprile siano in continuità con quelle di marzo, senza variazioni significative rispetto al trend del primo trimestre.
Il management sottolinea il rafforzamento dell’immagine “alta” del brand, che continua a posizionarsi nel segmento del lusso più esclusivo. Secondo Cucinelli, l’identità della maison resta “molto solida” e si trova in una fase particolarmente favorevole della sua storia.
Cucinelli: il titolo corre dopo i conti, analisti positivi ma cauti
In apertura di seduta il titolo di Brunello Cucinelli non è riuscito a fare prezzo per l’elevata domanda, per poi entrare in contrattazione con un rialzo superiore al 5% in un contesto di mercato piatto (Ftse Mib +0,10%). Le azioni hanno toccato gli 84,90 euro, ai massimi dal 25 febbraio, riducendo così la perdita da inizio 2026 al 13,48%, mentre su base annua il titolo resta in calo dell’11,27%.
Sul fronte degli analisti, i risultati del primo trimestre 2026 sono stati accolti positivamente, pur con alcune revisioni ai target price dopo la recente debolezza del settore del lusso. Jefferies e Oddo Bhf hanno entrambi abbassato il prezzo obiettivo a 88 euro, mantenendo un approccio prudente ma riconoscendo un avvio d’anno solido e ricavi sopra le attese (369,1 milioni contro 361,1 del consensus). Intesa Sanpaolo resta positiva con raccomandazione buy, pur riducendo il target a 110 euro, mentre Equita conferma il buy e un obiettivo a 118 euro, evidenziando la crescita del gruppo e il forte posizionamento del brand sui mercati internazionali.