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Borsa oggi 9 giugno: Milano da record oltre i 51mila con le banche, Generali per la prima volta sopra i 40 euro. In Asia vola Seul (+8%) con il rally dei chip

Mentre le altre piazze viaggiano contrastate in attesa di novità dal Medio Oriente, Milano corre trainata dai titoli del risiko. Svettano Bper e Unipol. In rialzo i future Usa, grazie al recupero dei titoli dell’intelligenza artificiale e alla febbre delle Ipo

Borsa oggi 9 giugno: Milano da record oltre i 51mila con le banche, Generali per la prima volta sopra i 40 euro. In Asia vola Seul (+8%) con il rally dei chip

Le Borse europee partono caute, con Piazza Affari che torna a fare gioco a sé trainata dal risiko bancario. Nel vecchio continente il focus resta ancora il Medio Oriente, dove gli attacchi incrociati dei giorni scorsi tra Israele e Iran si sono nuovamente fermati dopo l’intervento del presidente Usa Donald Trump che ha chiesto di interrompere immediatamente lo scambio di colpi. Il tycoon ha riferito di aver messo in guardia il premier israeliano Netanyahu dal rischio di un’escalation del conflitto nel corso del loro ultimo colloquio telefonico: “Ho detto a Bibi che farebbe molto bene a fare attenzione a ciò che sta facendo, perché potrebbe ritrovarsi molto presto da solo di fronte all’Iran”, ha raccontato all’emittente israeliana Channel 12.

Nonostante le tensioni, Trump è tornato a promettere un accordo con l’Iran nel giro di due o tre giorni. Tanto basta per favorire la discesa del petrolio: il prezzo del wti si aggira intorno ai 90 dollari al barile, il brent europeo è a 93 dollari.

In questo contesto Londra è in ribasso dello 0,4%. Parigi, dopo un avvio in calo, nei minuti successivi recupera e sale sopra la parità (+0,1%), come Francoforte (+0,06%), sostenuta quest’ultima dalla produzione industriale di nuovo in crescita ad aprile. Toniche Amsterdam (+0,4%) e Madrid (+0,5%).

Milano corre trainata dal risiko bancario

Continua a correre Milano, che dopo un inizio incerto, segna un rialzo dell’1,9% e tocca un nuovo record a 51,168 punti. L’attenzione è ancora focalizzata sul risiko dopo l’affondo di Intesa Sanpaolo su Banca Mps. Un’operazione condivisa con Unipol, che rileverà il marchio Mps e 635 filiali della banca senese. 

E così, in cima al Ftse Mib si piazzano Bper (+4,09%) e Unipol (+4,03%). Seguite a ruota da Mediobanca (+1,78%), e Banco Bpm (+1,69%), nonostante la proposta di fusione tra pari con Siena del ceo Giuseppe Castagna sembri avere meno chance di successo rispetto alla maxi offerta di Intesa. In rialzo anche Mps (+1,50%), mentre le azioni Generali, obiettivo principale di Ca’ de Sass avanzano dell’1,28% e salgono per la prima volta sopra i 40 euro. Sale infine Unicredit (+1,1%), che oggi rivelerà le nuove percentuali di adesione all’offerta su Commerz. La banca guidata da Andrea Orcel, protagonista assoluta della prima fase del risiko italiano, è al momento fuori dalla seconda, ma potrebbe tornare sulla scena sia per via del suo coinvolgimento nella compagnia del Leone, che per un possibile ritorno su Banco Bpm.

Fuori dal comparto bancario si mettono in luce Poste Italiane (+3,2%), Italgas (+2,3%) e Telecom Italia (+1,79%). Vendite su Avio (-0,64%) e Amplifon (-0,5%).

A Wall Street recupera l’Hi-Tech

Future in rialzo a Wall Street dopo la seduta contrastata di ieri, dominata dalla ripresa dei titoli del settore dei semiconduttori, dopo il crollo di venerdì. La seduta si è chiusa con il Dow Jones sotto la parità (-0,14%) e lo S&P 500 (+0,3%) e soprattutto il Nasdaq (+0,86%) positivi. Le azioni di Micron Technology, il produttore di chip di memoria che ha guidato l’ultima fase rialzista del mercato, sono salite di quasi il 10%, dopo il calo del 13% di venerdì. 

Anche le azioni di Nvidia e Broadcom hanno chiuso in rialzo, rispettivamente, dell’1,7% e del 2,8%, mentre il titolo di Apple ha perso l’1,9%, dopo l’avvio della sua Worldwide Developers Conference.

Sul fronte macroeconomico sale l’attesa per il dato sull’inflazione americana di maggio, che sarà pubblicato mercoledì, cruciale per le decisioni che il Fomc adotterà in materia di politica monetaria. Secondo gli analisti, l’indice dei prezzi su base annua dovrebbe essere salito del 4,2% a maggio, registrando l’aumento più elevato degli ultimi tre anni. Se le attese venissero confermate, la Fed potrebbe valutare un rialzo dei tassi, considerando anche che i dati diffusi venerdì scorso hanno mostrato un mercato del lavoro ancora in piena salute. 

Da Space X a OpenAI, a New York sale la febbre delle Ipo

Ma a tenere banco sono anche le Ipo in arrivo. Venerdì sbarcherà in borsa SpaceX.  Secondo Bloomberg, le banche coordinatrici – un consorzio di 23 istituti guidato da Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup e JPMorgan – chiuderanno la raccolta degli ordini istituzionali nella serata di mercoledì 11 giugno, alcune ore prima del previsto, per poi avviare le negoziazioni sul Nasdaq il 12 giugno con il ticker Spcx. L’azienda di Elon Musk colloca 555,6 milioni di azioni al prezzo fisso di 135 dollari ciascuna – scelta quasi senza precedenti per Ipo di questa dimensione, che di norma annunciano una forchetta – per una raccolta di 75 miliardi di dollari e una capitalizzazione di circa 1.770 miliardi. Se il consorzio eserciterà integralmente l’opzione greenshoe su ulteriori 83,3 milioni di azioni entro 30 giorni, la raccolta salirebbe a 86,2 miliardi e la valutazione a 2.000 miliardi, superando Saudi Aramco (29,4 miliardi nel 2019) e Alibaba (22 miliardi nel 2014) come la più grande Ipo della storia.

Ma non c’è solo lo spazio. Alla finestra c’è OpenAi che, a una settimana di distanza dalla rivale Anthropic, ha depositato i documenti per la quotazione. “Abbiamo recentemente presentato una S-1 confidenziale”, ha spiegato la società in un post su X, riferendosi al documento regolatorio necessario per avviare il processo di quotazione. “Non abbiamo ancora deciso i tempi; potrebbe volerci del tempo perché ci sono attività che vogliamo portare avanti e che sono probabilmente più semplici da gestire come società privata”. Tuttavia, “si tratta di una situazione complessa che richiede di bilanciare diversi fattori; questa mossa ci offre l’opzione di quotarci in borsa prima, qualora dovessimo ritenerlo la scelta migliore”. Per il momento non ci sono cifre, ma ciò che si sa è che lo scorso marzo, la valutazione di OpenAi è salita a 852 miliardi di dollari dopo una raccolta di capitali da 122 miliardi.

L’Asia rimbalza con i chip, vola il Kospi di Seul (+8%)

Il ritorno degli acquisti legati all’intelligenza artificiale anche in vista di prossimi mega debutti sul Nasdaq spinge al rialzo i titoli del settore anche in Asia, dove il Kospi di Seul si avvia a chiudere in volata (+8,1%), trainato da titoli come Samsung (+8%) e Sk Hynix. La società che produce chip di memoria, da poco entrata nel club del trilione, avanza del 16% grazie anche al patto siglato con Nvidia per lo sviluppo dei chip. Bene Tokyo (+1,97%) piatta Hong Kong e in crescita Shanghai (+0,68%) e Shenzhen (+1,6%) a mercati ancora aperti.

 Il future sull’EuroStoxx 50 cede lo 0,3%, mentre quello sul Ftse Mib sale dello 0,1%, sostenuto ancora dai colpi di scena delle ultime sedute nel settore bancario.

A Piazza Affari l’attenzione degli investitori sara’ ancora concentrata sui titoli coinvolti nel risiko bancario, dopo l’affondo di Intesa Sanpaolo su Banca Mps. Un’operazione condivisa con Unipol, che rilevera’ il marchio Mps e 635 filiali della banca senese. Ieri il cda di Rocca Salimbeni ha annunciato che esaminera’ l’offerta, cosi’ come la proposta di matrimonio avanzata da Banco Bpm e annunciata domenica.

Una proposta che, tuttavia, assomiglia piu’ a una lettera d’intenti che a una vera e propria operazione presentata a Mps. Le due iniziative riaccendono i riflettori anche su Generali, che già ieri ha aggiornato i propri massimi storici.

Lo spread apre in calo 

Apertura in lieve calo per lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 76 punti dai 77 punti base di ieri. In calo anche il rendimento del BTp decennale benchmark, che apre la seduta al 3,81%, dall’ultimo riferimento al 3,82%.

Sul mercato valutario, l’euro è fermo a 1,1538 dollari, quasi invariato rispetto alla chiusura di ieri. La moneta unica vale anche 184,75 yen (184,761), mentre il rapporto dollaro/yen si attesta a 160,1 (160,13). Il bitcoin è stabile in area 63.000 dollari. Anche il prezzo del gas resta sostanzialmente invariato a 49,9 euro al megawattora (+0,1%).

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