Avvio debole per le Borse europee che guardano all’evolversi della guerra in Iran dopo gli scontri nello stretto di Hormuz che rischia di allontanare i colloqui di pace malgrado le rassicurazioni di Donald Trump sulla tenuta della tregua. Il prezzo del petrolio è tuttavia nel complesso poco mosso. Cedono Francoforte (dopo l’inatteso calo della produzione industriale a marzo), Parigi e Londra alle prese con l’esito delle elezioni locali.
Proprio a Francoforte, scivola Commerzbank che sfiora un calo del 3%. Tra gli analisti serpeggia scetticismo sui target forse troppo ambiziosi mentre l’istituto gioca in difesa per l’offerta di Unicredit. In tutto ciò, nel pomeriggio l’attenzione degli investitori, oltre che al Medio Oriente, sarà rivolta ai dati sul mercato del lavoro Usa.
Borsa oggi 8 maggio: focus su Tokyo e India
Chiusura in calo per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha lasciato sul terreno lo 0,19 per cento. Il trend negativo è legato all’incertezza dovuta al conflitto in Medio Oriente e si verifica un giorno dopo il massimo storico raggiunto dall’indice di riferimento. I titoli tecnologici e finanziari sono risultati in testa ai ribassi. Gli occhi degli investitori sono stati puntati anche sui conti delle grandi aziende giapponesi con Toyota che ha visto il suo utile crollare del 19,2% nell’anno fiscale.
Indici azionari in calo in India, sulla scia del nuovo aumento del grezzo, dopo che il cessate il fuoco tra Usa e Iran è stato interrotto da reciproci attacchi di missili e droni. La volatilità del costo del petrolio ha tenuto di nuovo la rupia sulla difensiva tutta la mattina; la rinnovata tensione in Medio Oriente ha bloccato l’iniziale ripresa della valuta indiana che questa settimana ha toccato il minimo storico di 95.4325 sul dollaro.
Borsa: focus su Wall Street
Giovedì, intanto, seduta in calo a Wall Street, in una giornata in cui S&P 500 e Nasdaq Composite hanno comunque aggiornato i rispettivi record intraday e il Dow Jones è tornato brevemente sopra i 50.000 punti. Gli investitori attendevano la risposta dell’Iran alla bozza di accordo statunitense per porre fine alla guerra, non ancora pervenuta, e hanno reagito negativamente alla volatilità del prezzo del petrolio, che ha poi chiuso in lieve calo. Il Dow Jones ha perso 313,31 punti (-0,63%), lo S&P 500 è sceso di 28,03 punti (-0,38%), il Nasdaq ha chiuso in ribasso di 32,74 punti (-0,13%). Il petrolio Wti al Nymex ha chiuso in ribasso di 27 centesimi, lo 0,28%, a 94,81 dollari al barile. L’oro ha chiuso in rialzo di 17,90 dollari, lo 0,38%, a 4.699,80 dollari all’oncia. Euro stabile a 1,175 dollari. Bitcoin in calo dell’1,99% a 79.848 dollari.
Sull’azionario, il titolo di Whirlpool è crollato del 12%, dopo che il produttore di elettrodomestici ha avvertito che la guerra in Iran ha innescato una grave recessione, sottolineando come l’aumento vertiginoso dei prezzi del carburante e il crollo della fiducia dei consumatori stiano iniziando a pesare sugli acquisti di beni durevoli. Il titolo di Apple ha chiuso poco mosso intorno ai 287,40 dollari, dopo aver aggiornato il proprio record a 292,13 dollari. Il titolo di DoorDash ha guadagnato il 2%, dopo che il colosso delle consegne di cibo a domicilio ha pubblicato previsioni ottimistiche sugli ordini per il secondo trimestre. Il titolo di Fortinet è salito del 20%, dopo aver rivisto al rialzo le previsioni di fatturato per l’intero anno.
Il titolo di Shake Shack è crollato del 28%, dopo che i risultati del primo trimestre della catena di ristoranti fast-food sono risultati inferiori alle aspettative, con una perdita operativa di 2,6 milioni di dollari; l’utile per azione di Shake Shack è rimasto invariato, contro i 12 centesimi previsti dagli analisti; il fatturato si è attestato a 366,7 milioni di dollari, contro i 372 milioni di dollari stimati dagli analisti. Il titolo di McDonald’s, invece, ha chiuso poco mosso, dopo una trimestrale superiore al consensus, con un utile rettificato a 2,83 dollari per azione, contro i 2,74 dollari previsti dagli analisti, su un fatturato di 6,52 miliardi di dollari, contro i 6,47 miliardi di dollari stimati dagli analisti.
Borsa oggi, focus su Piazza Affari: chi sale e chi scende
E stamani viaggia in calo la seduta a Piazza Affari, con il Ftse Mib che cede. Con la tensione intorno allo stretto di Hormuz, svetta l’energia e scivolano in coda banche e difesa.
In cima al listino principale c’è Tenaris, seguita da Eni. Positivi anche Diasorin, Prysmian, Saipem, Poste Italiane, Recordati, Enel e l’auto con Stellantis e Iveco. Sul fronte opposto, fanalino di coda Leonardo. Male le banche: Bper la peggiore, giù anche Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. Tra i ribassi maggiori quelli di Buzzi, Fincantieri, Avio, Campari e Amplifon.
