Il sospiro di sollievo innescato dai super conti di Nvidia sarà solo temporaneo: i mercati finanziari, e non solo per la possibile bolla dell’Intelligenza artificiale, sono condannati alla volatilità, o per meglio dire al rischio di correzioni improvvise. A confermare questo orientamento è la Banca d’Italia, che nel Rapporto di Stabilità Finanziaria scrive appunto che “il rischio di correzioni improvvise è aumentato, soprattutto qualora le valutazioni si discostassero dai fondamentali economici”. Gli investitori oggi appaiono particolarmente fiduciosi, sostiene l’istituzione bancaria italiana, malgrado l’elevata incertezza del quadro macroeconomico globale e i profondi cambiamenti in ambito geopolitico. I quali però, prima o poi, dovrebbero presentare il conto.
I pericoli dietro l’angolo: stablecoins e rischi idrogeologici
Il valore di mercato delle criptoattività, sostiene Banca d’Italia, ha registrato un massimo di 4.200 miliardi di dollari all’inizio di ottobre, ma nelle ultime settimane si è registrata una marcata riduzione nel segmento unbacked. Il valore di mercato delle stablecoins è di circa 320 miliardi di dollari, ma esse presentano specifici profili di rischio per la stabilità finanziaria, riconducibili principalmente alla possibilità che, in situazioni di dissesto dell’emittente, venga meno la fiducia nella capacità di queste attività di mantenere effettivamente il proprio valore, con conseguente corsa ai rimborsi e liquidazione di consistenti volumi di riserve sottostanti. Nonostante l’adozione di raccomandazioni e standard internazionali volti a promuovere e armonizzare la regolamentazione sulle stablecoins, e benché diversi ?Paesi abbiano adottato o stiano aggiornando i propri ordinamenti, la frammentazione del contesto regolamentare rimane una criticità rilevante.
Anche il clima lo è, come è noto. La Banca d’Italia però rileva puntualmente che l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi metereologici estremi rende importante l’integrazione di misure del rischio fisico nei modelli di valutazione del credito adottati dalle banche. Eventi idrogeologici di forte intensità possono infatti incidere sulla probabilità di fallimento delle imprese. In Italia le differenze a livello territoriale sono rilevanti e in questo senso l’obbligo assicurativo contro danni da eventi calamitosi introdotto dalla Legge di bilancio per il 2024 va nella giusta direzione.
Il quadro italiano: rischi più contenuti ma le prospettive di crescita sono fiacche
In Italia i rischi per la stabilità finanziaria riconducibili a fattori interni permangono contenuti, mentre sono non trascurabili quelli connessi con l’instabilità a livello internazionale. “Il quadro macrofinanziario è rimasto complessivamente stabile rispetto allo scorso aprile”, scrive la Banca d’Italia nel suo Rapporto di Stabilità Finanziaria. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato a dieci anni italiani e tedeschi si è ulteriormente ridotto, portandosi su valori in linea con quelli osservati prima della crisi dei debiti sovrani del decennio scorso. La stabilità del quadro macrofinanziario beneficia della moderata ripresa del credito, della tenuta dei redditi da lavoro, della bassa disoccupazione, della prudente impostazione della politica di bilancio, del contenuto debito privato e della posizione creditoria netta sull’estero. Le prospettive di crescita restano tuttavia contenute.