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Alta velocità, scontro tra le Authority Art-Agcm sull’ingresso dei francesi di Sncf nel mercato ferroviario italiano

L’Art respinge le accuse di frenare la concorrenza e difende il ricorso contro l’Anititrust: al centro l’ingresso di Sncf e l’assegnazione della capacità ferroviaria

Alta velocità, scontro tra le Authority Art-Agcm sull’ingresso dei francesi di Sncf nel mercato ferroviario italiano

L’Autorità di regolazione dei trasporti rivendica il proprio ruolo nell’apertura del mercato ferroviario italiano e respinge le ricostruzioni che la descrivono come un ostacolo all’ingresso di nuovi operatori, in particolare della francese Sncf. Al centro dello scontro c’è l’impugnazione del provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (l’Antitrust) del 3 marzo 2026, una mossa che l’ART riconduce non a una chiusura del mercato, ma alla tutela delle proprie competenze regolatorie.

La replica dell’Autorità: accesso equo e mercato aperto

L’Art chiarisce che tra le sue prerogative istituzionali ci sono proprio l’apertura del mercato e la garanzia di condizioni di accesso eque, trasparenti e non discriminatorie per tutti gli operatori. In questa cornice, la concorrenza viene indicata come uno strumento essenziale non solo per ampliare la contendibilità del settore, ma anche per migliorare la qualità dei servizi offerti ai passeggeri.

L’Autorità ricorda inoltre che il mercato italiano dell’alta velocità rappresenta un caso unico in Europa: un modello di concorrenza effettiva che si è sviluppato anche grazie alla regolazione del settore e che ha consentito l’ingresso di nuove imprese ferroviarie, con benefici in termini di qualità e competitività dell’offerta.

Il nodo Agcm e l’ingresso di Sncf

La decisione di impugnare il provvedimento dell’Agcm, secondo l’Art, riguarda profili sostanziali e non semplici questioni procedurali. Il punto centrale è l’assegnazione della capacità ferroviaria a un nuovo operatore, materia che l’Autorità considera strettamente legata alle proprie competenze e che richiede valutazioni tecniche, economiche e regolatorie approfondite.

Nel parere reso all’Antitrust nell’ottobre 2025, l’Art aveva già evidenziato diversi rilievi critici, segnalando possibili interferenze con le attribuzioni che la legge le assegna. Nonostante queste osservazioni, l’Agcm ha concluso il procedimento, superando di fatto il lavoro istruttorio e regolatorio portato avanti dall’Autorità dei trasporti.

Capacità ferroviaria, il vero terreno dello scontro

La questione più delicata riguarda la distribuzione degli spazi sulla rete ferroviaria, un tema cruciale in un sistema segnato da criticità infrastrutturali e dalla saturazione di alcune tratte. Secondo l’Art, l’ingresso di nuovi player deve essere costruito su basi solide, evitando decisioni che possano alterare gli equilibri complessivi del sistema senza un’adeguata analisi d’impatto.

L’Autorità sottolinea di essere impegnata da mesi nell’affinamento dei criteri di allocazione della capacità, attraverso un confronto con tutti gli stakeholder coinvolti, compresi i rappresentanti dell’operatore francese interessato al mercato italiano. È inoltre in corso una consultazione pubblica su una nuova delibera dedicata proprio all’aggiornamento di questi criteri.

Concorrenza sì, ma con regole sostenibili

Per l’Art l’obiettivo resta favorire l’ingresso di nuovi operatori, ma dentro un quadro regolatorio capace di garantire equilibrio, sostenibilità e reale contendibilità del mercato. Per l’Autorità, aprire il settore non significa procedere senza verifiche, ma costruire condizioni di accesso che siano davvero eque per tutti.

La partita, dunque, non è sulla concorrenza in sé, che l’Art rivendica come pilastro della propria azione, ma sulle modalità con cui questa concorrenza deve svilupparsi.

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