Un ortaggio ha reso famosa una città in tutto il mondo. Cinque ecotipi, il quadrato, il trottola, il lungo o corno di bue, il tumaticot e il quadrato allungato, raccolti a mano dalla fine di luglio secondo un disciplinare di produzione tra i più rigorosi d’Italia. E’ il Peperone di Carmagnola, città metropolitana di Torno dalla storia millenaria a lungo combattuta fra la Francia e l’Italia che quest’anno, dal 28 agosto al 6 settembre è protagonista della 77ª Fiera Nazionale che trasforma il centro storico della città in un palcoscenico di sapori, riti collettivi e momenti capaci di unire chi il peperone lo coltiva da generazioni e chi lo scopre per la prima volta. La coltivazione del peperone a Carmagnola, infatti, viene comunemente fatta risalire all’inizio del Novecento, quando l’orticoltore Domenico Ferrero di Salsasio introdusse e promosse questa coltura nel territorio.
Chicca della kermesse, Piazza Sant’Agostino ospiterà il Cuore di Peperone, una installazione artistica che celebra il protagonista indiscusso della fiera attraverso un linguaggio visivo d’impatto. Un punto di riferimento estetico e simbolico di questa edizione, un omaggio alla vitalità, alla passione e al lavoro che ruotano attorno a questa eccellenza gastronomica, e al tempo stesso il souvenir fotografico più condiviso dell’estate carmagnolese.
Ma la competizione più antica e sentita è il Concorso del Peperone, che premia le aziende agricole che hanno coltivato gli esemplari più pesanti dei quattro ecotipi locali. Sul palco di Piazza Sant’Agostino saliranno le eccellenze dell’agricoltura carmagnolese, custodi di un sapere che si tramanda e si rinnova stagione dopo stagione. A fianco, la terza edizione del Peperone Urbano, la sfida lanciata dal Consorzio del Peperone e dal Comune a chiunque si sia cimentato nella coltivazione biologica del prodotto sul proprio terrazzo, in giardino o in classe. Premiati i primi tre classificati e le scuole primarie e dell’infanzia che hanno partecipato, perché il peperone di Carmagnola si impara ad amare presto.
Al BTM PalaPeperone, la sfida gastronomica più attesa: tre ristoranti di prestigio si contendono il titolo di miglior bagna cauda dell’edizione 2026. Tre interpretazioni, tre visioni, un unico filo conduttore, ovvero il peperone di Carmagnola, capace come nessun altro di esaltare la complessità e la dolcezza di questo grande classico della cucina piemontese. Il pubblico assisterà alle preparazioni, valuterà e decreterà il vincitore in un momento di sana competizione e amore per la tradizione.
Nessuna fiera del peperone si chiude da anni senza la preparazione della Maxi Peperonata, quattrocento chili di peperoni freschi forniti dal Consorzio del Peperone di Carmagnola, cento chili di salsiccia offerta dalle macellerie Bertero, Burzio e Sandri, e le mani di chi ogni anno custodisce questa ricetta come si custodisce una cosa preziosa. Terminata la cottura, mille porzioni saranno distribuite gratuitamente al pubblico: il rito collettivo più amato della fiera, capace di unire generazioni attorno alla tavola e di ricordare a tutti perché il peperone di Carmagnola non è soltanto un ortaggio.
