Il traffico continua a crescere, ma l’aumento del prezzo del carburante e la riduzione delle tariffe frenano i risultati di Ryanair. Nel primo trimestre dell’esercizio 2026-2027, compreso tra aprile e giugno, la compagnia low cost ha registrato un utile netto di 538 milioni di euro, in calo del 34% rispetto agli 820 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. A incidere sui conti sono stati soprattutto il rincaro del jet fuel non coperto da contratti di hedging e la maggiore prudenza dei viaggiatori, che ha costretto il gruppo a ridurre le tariffe per sostenere le prenotazioni.
Ryanair: più passeggeri, ma tariffe in calo del 6%
Nel trimestre Ryanair ha trasportato 61,3 milioni di passeggeri, con un aumento del 6% su base annua e un coefficiente di riempimento stabile al 94%. La crescita del traffico non si è però tradotta in un analogo miglioramento dei ricavi. Il fatturato complessivo è aumentato dell’1%, raggiungendo 4,38 miliardi di euro. I ricavi generati dai voli di linea sono invece diminuiti dell’1%, a 2,91 miliardi, penalizzati da tariffe medie inferiori del 6%. I ricavi accessori hanno seguito l’andamento del traffico e sono saliti a 1,47 miliardi.
“Le tariffe del primo trimestre, che hanno beneficiato di una Pasqua completa nell’aprile 2025, hanno richiesto un incentivo a causa del conflitto in Medio Oriente, che ha generato esitazione nei consumatori, preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei nell’Unione europea, incertezza economica e prenotazioni posticipate”, ha commentato l’amministratore delegato Michael O’Leary.
Conti Ryanair: il jet fuel fa salire i costi operativi
La voce più pesante per il gruppo è stata quella energetica. Il prezzo del 20% di carburante non coperto da hedging è più che raddoppiato nel trimestre, contribuendo all’aumento dell’11% dei costi operativi, saliti a 3,81 miliardi di euro. Ryanair resta comunque protetta per la maggior parte del proprio fabbisogno. Il jet fuel è coperto all’80% fino a marzo 2027 a un prezzo di circa 67 dollari al barile. Per l’esercizio successivo la compagnia ha già bloccato il 15% dei consumi previsti a circa 85 dollari al barile.
La strategia di copertura dovrebbe attenuare l’impatto della volatilità del petrolio, ma non eliminerà le altre pressioni sui costi. Il gruppo prevede infatti un aumento di circa 300 milioni di euro delle tasse ambientali europee, oltre a maggiori spese per stipendi e manutenzione. “Il nostro carburante per aerei è coperto all’80% fino a marzo 2027 a circa 67 dollari al barile, isolando gli utili dalla volatilità dei prezzi del petrolio”, ha spiegato il ceo, precisando che i costi finali dipenderanno comunque dall’andamento della quota non coperta nei prossimi trimestri.
Ryanair: nuove basi e investimenti nei mercati più competitivi
Ryanair continua intanto a espandere la propria rete. Durante la stagione estiva la compagnia ha aperto tre nuove basi operative a Trapani, Tirana e Rabat, accompagnando l’espansione con il lancio di 130 nuove rotte. Il gruppo intende concentrare aeromobili e investimenti nei Paesi che offrono tasse aeroportuali e costi operativi più favorevoli. Tra i mercati considerati più attrattivi figurano Italia, Albania, Marocco, Slovacchia e Svezia. La capacità viene invece ridimensionata in Germania, Austria, Irlanda e in alcune aree della Spagna regionale, giudicate meno competitive.
La posizione finanziaria resta solida. Al 30 giugno Ryanair disponeva di oltre 2,8 miliardi di euro di liquidità lorda, dopo aver rimborsato debiti per 1,3 miliardi e sostenuto investimenti per circa 500 milioni. Il gruppo può inoltre contare su una linea di credito revolving da 1,1 miliardi, ancora largamente inutilizzata.
La compagnia ha anche completato circa il 90% del piano di riacquisto di azioni proprie da 750 milioni di euro, acquistando e annullando oltre 25 milioni di titoli a un prezzo medio di 26,35 euro.
Ryanair punta a 216 milioni di passeggeri, ma resta prudente sugli utili
Per l’intero esercizio 2026-2027 Ryanair conferma una crescita del traffico del 4%, fino a 216 milioni di passeggeri. L’incremento dovrebbe essere più sostenuto nella prima metà dell’anno, con un progresso del 6%, per poi rallentare al 2% nel secondo semestre. La compagnia continua inoltre a puntare sull’espansione della flotta e sull’arrivo dei Boeing Max-10, attesi dalla primavera del 2027. I nuovi aeromobili dovrebbero garantire una riduzione dei consumi e un aumento dei posti disponibili rispetto ai modelli precedenti.
Sul fronte dei risultati economici, però, il management evita per il momento di fornire una previsione precisa. “È ancora troppo presto per fornire previsioni significative per l’esercizio 2027”, ha affermato O’Leary. L’utile finale resterà legato all’evoluzione dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina, al prezzo del carburante non coperto, alla tenuta della domanda e alle possibili interruzioni provocate dagli scioperi e dai problemi nella gestione del traffico aereo europeo.
