Il sistema assicurativo italiano si conferma solido, redditizio e ben capitalizzato, ma sempre più esposto a un contesto economico e geopolitico instabile. È questo il quadro tracciato dal presidente dell’Ivass, Paolo Angelini, che nelle sue considerazioni alla presentazione della Relazione annuale dell’Autorità richiama un equilibrio globale fragile: “Viviamo un periodo difficile, caratterizzato da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche, cambiamenti climatici, declino demografico”, sottolinea il presidente, delineando la complessità delle sfide che attendono economia e settore finanziario, sempre più chiamati ad adattarsi a un contesto in rapida evoluzione.
Crescita globale 2025 e inflazione: il quadro economico resta instabile
In questo scenario, il contesto macroeconomico resta incerto. Angelini ricorda che “nel 2025 il Pil mondiale è cresciuto del 3,4 per cento, mezzo punto oltre le previsioni”, ma avverte che lo scenario si è rapidamente deteriorato con lo shock geopolitico nel Golfo Persico. “Il contesto è stato drasticamente modificato dallo scoppio del conflitto”, con effetti immediati sui prezzi dell’energia e sull’inflazione. I rincari energetici, aggiunge, “erodono il reddito disponibile delle famiglie e comprimono i margini delle imprese”, mentre le politiche monetarie restano restrittive: “i rischi per l’inflazione sono al rialzo, quelli per la crescita economica al ribasso”. Per l’Italia, la traiettoria resta debole, con un Pil “pari allo 0,5 per cento nel 2025”.
Assicurazioni italiane tra redditività e trasformazione del mercato vita e danni
In questo contesto, il settore assicurativo italiano mostra una tenuta significativa. Angelini evidenzia che “nel 2025 le assicurazioni italiane hanno rafforzato la propria solidità patrimoniale, incrementato la raccolta premi e gli investimenti, migliorato la redditività e le condizioni di liquidità”. Il comparto Vita continua a rappresentare il principale motore del sistema, con una crescita del 7,3 per cento trainata dalle polizze di investimento, mentre il ramo Danni prosegue una trasformazione strutturale della raccolta. La redditività migliora ulteriormente, con “il risultato di esercizio che sale a 6,7 miliardi e il Roe al 14,6%”.
Rc auto e differenze territoriali: il nodo dei costi dei sinistri
Più delicato il fronte della Rc auto, dove il premio medio raggiunge i 432 euro, in crescita del 3,5% nel quarto trimestre del 2025. Nonostante il progressivo allineamento ai livelli europei, Angelini invita a leggere oltre la superficie: “non emerge un chiaro collegamento tra area geografica di appartenenza della provincia e entità del premio”, indicando che il vero nodo non è la geografia ma la dinamica dei costi dei sinistri. Da qui l’annuncio di un’indagine conoscitiva nei prossimi mesi con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato “per “individuare possibili linee di intervento per una più efficace regolamentazione del settore”, guardando in particolare “ai meccanismi di compensazione tra imprese nel sistema di risarcimento diretto e al funzionamento del sistema bonus malus”.
Solvibilità record e investimenti tra sicurezza e nuova finanza
Il sistema assicurativo italiano è molto solido: “l’indice di solvibilità è salito al 273%, dal 259 nel 2024”. Parallelamente, gli investimenti delle compagnie raggiungono circa 1.100 miliardi di euro, ancora fortemente concentrati sui titoli di Stato ma in progressiva diversificazione. Particolare attenzione è rivolta ai mercati privati: “le esposizioni complessive verso il mercato del credito privato sono in crescita ma restano contenute”, osserva Angelini collegando queste dinamiche alla revisione di Solvency II che “diverrà pienamente operativa il 30 gennaio 2027”, e potrebbe liberare capitale significativo, rendendo più attrattive asset class come private equity e venture capital.
Aggregazioni bancarie e vigilanza sul sistema finanziario
Non manca il capitolo sul risiko bancario-assicurativo. Angelini segnala che “sono state annunciate importanti operazioni di aggregazione che coinvolgono primari istituti bancari e assicurativi, destinate a produrre impatti significativi sui modelli di attività, sugli assetti partecipativi e di governo societario”. L’Autorità, precisa, “le analizzerà al fine di verificare l’esistenza dei necessari presupposti prudenziali”, in un percorso che coinvolge Bce, Banca d’Italia, Consob e Antitrust, ma il cui esito resta “legato alle dinamiche di mercato” una volta “soddisfatti i requisiti regolamentari”.
Catastrofi naturali e assicurazioni: l’Italia verso un nuovo equilibrio
Un capitolo centrale riguarda il rischio climatico. L’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le catastrofi naturali è entrato in vigore ad aprile, ma “la diffusione della copertura resta per ora relativamente contenuta”, osserva il presidente, evidenziando come il sistema sia ancora in fase di consolidamento. Restano criticità legate alla copertura di alcuni eventi estremi, alla percezione dell’utilità dello strumento e alla disomogeneità territoriale. In questo contesto, “le compagnie e le reti distributive possono svolgere un importante ruolo consulenziale”, mentre resta rilevante il possibile contributo della riassicurazione pubblica tramite Sace.
Intelligenza artificiale, cyber risk e nuove vulnerabilità del sistema assicurativo
Ampio spazio è dedicato anche alla trasformazione tecnologica. L’intelligenza artificiale viene definita dal presidente “una leva straordinaria, ma porta con sé rischi nuovi”, soprattutto in termini di vulnerabilità informatiche e difficoltà nell’attribuzione delle responsabilità. Per questo, “le compagnie devono aumentare l’attenzione dedicata a questo tema”, rafforzando controlli, competenze e capacità di risposta ai rischi cyber, in un contesto in cui la maggior parte degli incidenti Ict è legata a fornitori esterni.
Tutela dei consumatori: l’Arbitro assicurativo e i nuovi strumenti di vigilanza
Sul fronte della tutela dei consumatori, l’Arbitro Assicurativo rappresenta una novità rilevante: “viene percepito come uno strumento pratico e accessibile di tutela dei cittadini”, anche se una quota significativa dei ricorsi risulta non procedibile per mancanza del reclamo preliminare, segnale della necessità di maggiore informazione.
Infine, Angelini richiama il tema della gestione delle crisi e del nuovo ruolo dell’Ivass come autorità di risoluzione, in un quadro europeo che punta a rafforzare prevenzione e capacità di intervento.
Conclusioni: il settore assicurativo come pilastro della crescita europea
Nelle conclusioni, il presidente sintetizza la traiettoria del comparto: “il settore assicurativo italiano è solido e profittevole”, ma deve evolvere per affrontare trasformazioni strutturali sempre più profonde. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento del mercato unico europeo, una maggiore armonizzazione della vigilanza e un ruolo più attivo delle assicurazioni nel finanziamento dell’economia reale. In questa prospettiva, conclude Angelini, “una più intensa cooperazione tra Autorità e imprese sarà decisiva per affrontare le sfide future”, trasformando la solidità del settore in un pilastro stabile di crescita e resilienza per l’economia europea.
