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Meloni in Parlamento: “Figura autorevole Ue tratti con la Russia, nessuna delega agli Usa”

Nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo, la premier ha attaccato “i burocrati europei che non devono rendere conto a nessuno” e anticipato l’intenzione di definire con la Ue le misure finanziabili con la flessibilità. “Al prossimo vertice Nato Italia con il 2,8% del Pil in spese difesa”

Meloni in Parlamento: “Figura autorevole Ue tratti con la Russia, nessuna delega agli Usa”

Sosteniamo la difesa dell’Ucraina, la nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresenta ancora oggi l’unico modo per aprire una stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee” ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Aula alla Camera durante le comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. Accanto a lei i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e, tra gli altri, i ministri Alessandro Giuli, Gilberto Pichetto Fratin, Giuseppe Valditara, Carlo Nordio, Marina Calderone, Andrea Abodi. 

Non solo Ucraina, ma anche Iran, Israele ed energia tra gli argomenti trattati dalla premier che nel suo intervento è tornata ad attaccare “i burocrati europei che non devono rendere conto a nessuno delle proprie interpretazioni surreali”, in materia di Ets. Meloni se l’è presa poi con la Commissione Ue, che – a detta sua – chiuderebbe un occhio sulle violazioni allo stato di diritto compiute da governi graditi, mentre tratterebbe diversamente quelli non graditi, (leggasi Orbàn e Ungheria ndr.).

Meloni, Ucraina: “Serve figura che rappresenti Ue in Ucraina, no delega agli Usa”

L’Unione europea deve guidare il dialogo tra Ucraina e Russia “e non subirlo. Occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei al tavolo negoziale. Nessun formato ha la legittimità di parlare a nome dell’Europa“, ha affermato Meloni riferendosi all’ultimo summit tra Francia, Germania e Regno Unito da cui l’Italia è stata esclusa. Poi la Premier ha rincarato la dose: “le nostre posizioni sono sempre le stesse e le rappresentiamo con chiarezza e coraggio in ogni sede, indipendentemente dalla partecipazione o meno alla singola riunione. E anzi, dal mio punto di vista, se in Europa ci fossero meno formati che si sovrappongono, meno riunioni ridondanti, ma magari qualche scambio in più sulle risposte concrete, riusciremmo forse a offrire un contributo più efficace alla soluzione dei problemi”, ha detto la presidente del consiglio, parlando del negoziato con Russia e Ucraina per la fine della guerra. 

“Sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell’Europa ed è in questa direzione che continuo a lavorare”, ha affermato. 

“Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace, lavorando, insieme ai nostri alleati, a solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina e a una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo. Obiettivo per il quale è, chiaramente, indispensabile preservare l’unità euro-atlantica e rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti”, ha affermato la premier, ammettendo che si tratta di una “sfida non sempre facile, ma necessaria. Solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall’Europa, riguardano l’Europa, impattano sull’Europa. Ed è l’Europa a doverle negoziare” ha aggiunto la presidente del Consiglio.

La premier ha fatto riferimento anche al possibile ingresso di Kiev nella Ue: “L’Ucraina ha compiuto progressi significativi e dovrà continuare nel percorso di riforme, in particolare nel rafforzamento dello Stato di diritto e nella lotta alla corruzione”, ha affermato, assicurando che “l’Italia continuerà ad accompagnare e sostenere questo cammino”. Al tempo stesso, ha aggiunto, “il percorso di adesione dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra tutti i Paesi candidati, inclusi la Moldova e i Paesi dei Balcani occidentali”. Nessuna via prioritaria, insomma.

Nato: “Al prossimo summit Italia con il 2,8% del Pil in spese per la difesa”

La premier ha parlato anche delle violazioni dello spazio Nato da parte di Mosca, parlando di “comportamenti inaccettabili, che l’Italia ha condannato e condanna con fermezza” ha detto Meloni, spiegando che sono il frutto della “frustrazione di Mosca” per lo stallo nel conflitto. 

Poi, in vista del prossimo vertice Nato in programma ad Ankara il 7 e l’8 luglio, la presidente del consiglio ha anticipato che sulla difesa “siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità e lo ribadiremo al vertice Nato, dove l’Italia si presenterà con il 2,8% del Pil investito in difesa e sicurezza. Segnalo un aumento dello 0,71%, garantito però soprattutto dalle spese legate alla sicurezza sul proprio territorio”, ha detto 

Stretto di Hormuz: “Italia disponibile a missione con finalità difensive”

Sulla guerra in Medio Oriente l’Italia “non è parte del conflitto e non intende diventarlo“. “Questo non significa stare fermi”, spiega Meloni, secondo la quale è necessario “muoversi con responsabilità” proteggendo i militari presenti nell’area e la “libertà delle rotte commerciali” ha detto ancora la premier. “È inaccettabile – ha sottolineato – qualsiasi tentativo di alterare unilateralmente le regole di transito nello stretto” con “logiche di ricatto”, Hormuz “non riguarda solo Hormuz” e dunque “serve una risposta ferma e responsabile della comunità internazionale”. 

Per garantire la circolazione nello stretto “l’Italia è disponibile a contribuire agli sforzi internazionali necessari, compresi quelli tecnici e operativi indispensabili al pieno ripristino del traffico marittimo, ma sempre in un quadro post-conflitto, con finalità esclusivamente difensive, nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento, come dimostrano anche le informative dei Ministri Tajani e Crosetto”, ha affermato la premier. 

Iran: “L’Ue aumenti la pressione con nuove misure”

“Il Vertice del G7 di Evian della settimana prossima rappresenterà un’occasione importante per confrontarci con i nostri partner – a partire, chiaramente, con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump – sulle prospettive di questa crisi, così come di quella in Ucraina e sulle iniziative necessarie per consolidare ogni possibile progresso diplomatico”, ha detto Giorgia Meloni in Aula alla Camera. “Successivamente – ha aggiunto – al Consiglio europeo, lavoreremo affinché l’Unione esprima una posizione comune, seria, credibile”. “L’Europa ha gli strumenti per dire la sua, a partire dal regime sanzionatorio. Se l’Iran dimostrerà con i fatti di voler tornare su un percorso serio, verificabile e costruttivo, l’Europa dovrà essere pronta ad accompagnare quel percorso con un alleggerimento graduale e reversibile, ma anche rapido, delle sanzioni. Se invece Teheran continuerà sulla strada sbagliata — minacciare la libertà di navigazione, attacchi, sostegno a milizie, violazione degli obblighi internazionali — allora l‘Unione europea dovrà essere pronta a rafforzare la pressione, anche attraverso nuove misure mirate”. 

Meloni: “Sì a sanzioni contro coloni e Ben Gvir”

La presidente del consiglio ha poi parlato degli attacchi a Unifil in Libano, definendoli “inaccettabili”. “Chi colpisce o minaccia Unifil non colpisce soltanto una missione delle Nazioni Unite, colpisce la comunità internazionale”, ha detto Meloni, che ha poi toccato un altro argomento delicato: i rapporti con Israele.

“Non soltanto per quanto avviene in Libano, ma anche per la situazione a Gaza e in Cisgiordania, è chiaro che il Consiglio europeo dovrà riflettere sulla direzione delle relazioni tra l’Unione europea e Israele” ha detto la presidente del Consiglio. “Su questo – ha aggiunto -, mi piacerebbe, una volta tanto, che ci fosse qui un confronto capace di andare oltre l’enfasi della polemica facile, che produce certamente un ritorno immediato in termini di visibilità, ma non riflette l’importanza strategica che il tema ha per l’Italia”. 

“L’Italia intende sostenere misure contro coloro che come i coloni violenti fomentano l’odio e l’estremismo. Come il ministro Ben Gvir che abbiamo chiesto di sanzionare dopo l’inaccettabile comportamento nei confronti di cittadini italiani. Approfitto per rispedire al mittente le dichiarazioni che lo stesso ministro ha fatto, inaccettabili per l’Italia e poco dignitose per Israele”, ha affermato.

Meloni: “Definiremo con l’Ue le misure finanziabili con la flessibilità” 

“La novità del prossimo Consiglio è che per la prima volta si parlerà dei numeri del prossimo Qfp e quindi vale la pena di ribadire almeno tre concetti per noi fondamentali. Primo, non accetteremo un bilancio in conseguenza del quale a fronte di maggiori contributi l’Italia rischia di avere a disposizione risorse inferiori. Secondo, i cosiddetti rebates vanno eliminati. Se si arriverà a mantenere questo sistema anacronistico chiederemo che in qualità di terzo contributore netto al bilancio dell’Ue anche l’Italia goda dello stesso privilegio. Tre, chi vuole finanziare le nuove priorità tagliando le politiche tradizionali deve guardare altrove. Da parte nostra siamo pronti a investire su competitività e difesa, ma questo non si potrà fare a spese della PAC, della Pesca o della Coesione”, ha affermato Meloni alla Camera.

“Con pragmatismo, nelle prossime settimane provvederemo a definire, in stretto raccordo con la Commissione europea, un paniere di misure finanziabili grazie alla flessibilità che abbiamo ottenuto. E questo consentirà, tra l’altro, di alleggerire il bilancio nazionale e di avere più risorse per sostenere le famiglie e le imprese in questa difficile congiuntura” ha spiegato la presidente del consiglio che nel corso del suo intervento ha fatto riferimento anche alle “condizionalità” dell’Ue sull’erogazione di fondi e sugli investimenti. “Siamo a favore di regole chiare ma non siamo disposti a consegnare a chicchessia strumenti di pressione indebita sui governi nazionali”, ha detto, sottolineando che “L’Ue non può rappresentare essa stessa un ostacolo alla propria industria” in un mondo in cui “Usa e Cina” corrono.

Meloni sull’energia: “Massimo storico energia prodotta da rinnovabili, 14 miliardi per mitigare i prezzi”

Sul tema energia Meloni ha definito il nucleare “la vera soluzione alla nostra dipendenza energetica nel medio-lungo periodo”, lanciando poi una frecciata alle opposizioni sulle rinnovabili. Con il nostro governo abbiamo raggiunto il massimo storico di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Lo so, può dare fastidio. Peraltro ricordo che lunedì scorso la Commissione ha approvato ulteriori 23 miliardi di aiuti di stato a sostegno della produzione nazionale di energia elettrica da fonti rinnovabili. Si prevede che gli impianti aggiungeranno un totale di 37,15 GW di capacità di produzione di energia elettrica, un risultato che aumenterà del 48% l’attuale capacità di energia prodotta da fonti rinnovabili”, ha detto la presidente del consiglio.

Meloni ha inoltre spiegato che “La possibilità di attivare su base volontaria la cosiddetta ‘National Escape Clause’ ci consentirà di investire 14 miliardi di euro, nei prossimi tre anni, per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, che colpisce soprattutto le famiglie vulnerabili e le imprese energivore, ma più in generale tutti gli italiani”. “Si tratta di un risultato molto importante – ha proseguito – che in parecchi consideravano impossibile, ma che abbiamo centrato, dimostrando la capacità dell’Italia di far valere in Europa i propri interessi, e di proporre soluzioni efficaci e di buon senso. Anche in questo caso – ha aggiunto – ho ascoltato polemiche surreali, spesso basate su affermazioni infondate, come accade spesso quando gli argomenti scarseggiano. La posizione del nostro governo su alcune misure del Green Deal è nota e non è mutata”.

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