Nel 2025, le 75 maggiori multinazionali della moda hanno fatturato complessivamente 541 miliardi, in crescita dello 0,9% sul 2024, superando del 32,7% i livelli pre-pandemici, di cui il 62% generato dai player europei e il 29% dai nordamericani. Emerge dal nuovo report sul sistema Moda Mondo realizzato dall’area studi Mediobanca.
Moda Mondo: il report di Mediobanca
Il report analizza i dati finanziari e l’andamento in Borsa delle 75 maggiori multinazionali della moda con ricavi superiori a un miliardo di euro ciascuna, di cui 39 hanno sede in Europa, 25 in Nord America, otto in Asia e tre in Africa. Fra i 39 gruppi europei, l’Italia – con 14 big – è il Paese più rappresentato a livello numerico; ma è la Francia, con una quota del 39% del fatturato aggregato, ad aggiudicarsi il primato per giro d’affari davanti a Regno Unito (14%), Spagna (13%), Germania (12%) e con l’Italia al 9%.
Nel periodo 2019-2025, l’analisi per comparti mostra come lo sportswear sia il segmento più dinamico per crescita di ricavi (+43,5%) sostenuto dalla crescente domanda di prodotti legati a sport, salute e benessere. Il segmento del lifestyle evidenzia, invece, l’espansione più contenuta (+23,1%) mentre il settore del lusso esprime l’andamento più volatile, chiudendo il 2025 con un +36,2%, al di sotto dei livelli massimi raggiunti nel 2023. Il giro d’affari 2025 è così ripartito fra i diversi comparti: 38% lifestyle (era 41% nel 2019), 34% lusso (era 33%) e 28% sportswear (era 26%).
Moda Mondo: la classifica delle big
Nel 2025 al primo posto per ricavi tra i colossi mondiali si conferma Lvmh (80,8 miliardi). Seguono la spagnola Inditex (39,9 miliardi) che controlla Zara, Nike (39,4 miliardi), la tedesca Adidas (24,8 miliardi), la svedese H&M (21,1 miliardi) e la giapponese Fast Retailing (18,5 miliardi) che controlla Uniqlo. Prima tra gli italiani Prada (5,7 miliardi), al 21esimo posto in classifica (avanzando di dieci posizioni dalla 31esima del 2019), seguita a distanza da Oniverse (3,7 miliardi e dunque in 37esima posizione, era 40esima nel 2019), Moncler (3,1 miliardi; 42esima, era 53esima) e Giorgio Armani (2,3 miliardi al 2024; 54esima, era 46esima).
L’incremento dei ricavi nel 2025 vede primeggiare la svizzera On Holding, cresciuta di 11,3 volte sul 2019 esclusivamente per via organica, leader nel mercato running premium trainata dal marchio On (caratterizzato dal forte contenuto innovativo e da una tecnologia proprietaria brevettata), davanti alla statunitense Crocs e alla tedesca Birkenstock.
Nell’ultimo anno, l’aumento del fatturato spetta ancora a On Holding (+30,0% sul 2024), davanti alla finlandese Amer Sports (+26,7%) e alla statunitense Kontoor Brands (+20,9%). Chiuso il ciclo post-pandemico che ha spinto i margini del sistema moda su livelli record, segue una fase di normalizzazione, con la redditività in progressivo calo dal 2023, pur mantenendosi sopra i livelli pre-Covid (+90 bps, con Ebit margin al 14,1% nel 2025).
Nel 2025, così come nel 2019, si confermano al primo e secondo posto per redditività Hermes (Ebit margin al 41,1%) e Moncler (29,2%). Seguono Birkenstock (26,3%), la statunitense Deckers Outdoor (25,4%), Chanel (24,0% nel 2024), Anta Sports (23,7%) e Prada (22,7%, in netta progressione dalla 34esima posizione del 2019).
Moda Mondo: i dati sull’occupazione
Dal 2019 al 2025 le 75 multinazionali della moda hanno incrementato l’occupazione dell’8,3% (+170mila unità), con forti divergenze settoriali: il comparto dello sportswear segna un incremento piu’ marcato (+31,4%), seguito dal lusso (+19,4%), stabile nell’ultimo biennio, e dal lifestyle che resta sotto i livelli pre-Covid (-4,1%). La graduatoria dei maggiori datori di lavoro vede in prima posizione Lvmh, con 211mila dipendenti, che precede Inditex (166mila) e Decathlon (101mila al 2024).
Moda Mondo: la rete distributiva
Relativamente alla rete distributiva, nel 2025 sono lievemente aumentati i punti vendita a livello globale (+1,2% sul 2024), trainati dal comparto sportswear (+7,2%) e in misura minore dal lifestyle (+1,0%), mentre sono in ridimensionamento quelli del lusso (-0,3%). La rete dei punti vendita è presente in tutti i continenti della triade (Europa 35%, Americhe 33%, Asia 29%), con differenze in base alla sede dell’headquarter: le multinazionali europee hanno una distribuzione più internazionale e bilanciata tra Europa (37%) e Asia (36%), soprattutto per la storica forza del lusso europeo in Oriente che richiede un controllo diretto dell’esperienza retail, mentre quelle nordamericane sono più concentrate sul mercato americano (69%), con una presenza più limitata in Europa (20%) e Asia (10%).
Moda Mondo: solidità patrimoniale
Nel 2025 si è rafforzata la solidità patrimoniale delle multinazionali della moda che registrano un valore dei mezzi propri pari a 1,5 volte quello dei debiti finanziari. Il lusso è il comparto più patrimonializzato, con il capitale netto che supera di 1,6 volte i debiti finanziari, riflettendo una struttura finanziaria più conservativa che rafforza la capacità di affrontare cicli avversi e supportare investimenti strategici. A fine 2025 e inizio 2026, il Sistema Moda Mondo registra una marcata dinamicità nell’attività di M&A. Fra le principali e più recenti operazioni che hanno coinvolto le multinazionali della moda si segnalano: Anta Sports Products/Puma (quota del 29%) e ABG-Authentic Brands Group/Guess (quest’ultima delistata) nel gennaio 2026, Prada/Versace e Gildan Activewear/HanesBrands nel dicembre 2025 e 3G Capital/Skechers (quest’ultima delistata) nel settembre 2025.
Moda Mondo: come sarà il 2026?
Il settore della moda affronta in questo 2026 una fase di transizione strutturale e ricalibrazione in cui la crescita sarà trainata dalla capacità di rafforzare la desiderabilità e coltivare la relazione con il cliente nel tempo, più che dall’espansione dei volumi. I primi dati economici emersi sul primo trimestre dell’anno segnano, per i maggiori player mondiali della moda, un giro d’affari mediamente allineato a quello del 2025.
Il rapporto ha indicato che la capitalizzazione aggregata delle multinazionali della moda a fine marzo si attestava a circa 1.100 miliardi di euro, 200 miliardi in meno rispetto a quello di fine dicembre 2025, pari a 1.300 miliardi di euro (l’1,3% del valore complessivo delle Borse mondiali). Il 76% dei 1.100 miliardi fa capo ai primi dieci gruppi, con il podio occupato da due francesi, Lvmh (230,5 miliardi di capitalizzazione) ed Hermes (169,9 miliardi, quest’ultima in salita dalla quinta posizione detenuta nel 2019, sostituendo Nike) e dalla spagnola Inditex (153,5 miliardi, terza anche a fine 2019).
