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Ex Ilva, la svolta di Federmeccanica (“La guida allo Stato”) è il segno del fallimento del mercato e del Governo ma anche una prova di realismo

La resa dei privati di fronte al declino dell’ex Ilva è il frutto di tre fallimenti: quello del mercato, quello del sistema Italia e quello del Governo. Ma è anche un segno di realismo

Ex Ilva, la svolta di Federmeccanica (“La guida allo Stato”) è il segno del fallimento del mercato e del Governo ma anche una prova di realismo

“Nessuna valutazione da parte nostra sulle proposte del fondo Usa e del gruppo indiano, ma, arrivati a questo punto, ci sentiamo di dire che il rilancio dell‘ex Ilva non può prescindere in questa fase da una presenza dello Stato come azionista di maggioranza”. Queste parole del presidente della Federmeccanica, l’associazione degli industriali metalmeccanici, Simone Bettini, segna una svolta nella travagliata storia della siderurgia pubblica italiana: i privati gettano la spugna e auspicano il ritorno dello Stato alla guida del gruppo siderurgico pubblico. Una svolta impensabile solo qualche anno fa ma che è il segno del fallimento del mercato perché nessun gruppo privato se l’è sentita di mettere soldi nel più grande stabilimento siderurgico d’Europa, quello di Taranto, che rischia di andare in rovina. Ma il fallimento del mercato è anche il fallimento del sistema Italia e del Governo. La fuga dei privati non è solo frutto di miopia imprenditoriale ma anche la presa d’atto che sono troppo le incognite e gli intralci che piovono su Taranto dalle amministrazioni locali, dai sindacati, dagli ambientalisti, dalla magistratura. Chi se la sente di imbarcarsi nel rilancio dell’ex Ilva a fronte di tante mine vaganti? Ma, oltre che dei privati e del sistema Italia, la resa sull’ex Ilva è anche il fallimento del Governo e soprattutto dell’ineffabile ministro Adolfo Urso: tanti annunci e tante promesse, ma mai un risultato concreto.

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