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L’Italia degli over 70 avanza: non chiamiamoli più vecchi o anziani ma seniores e utilizziamone le competenze. Innovative proposte di Neodemos

La longevità e la crisi della nascite stanno invertendo i rapporti tra gli over 70 e i giovani e questo richiede un nuovo paradigma sennò il welfare non reggerà più. Fondamentale non sprecare le competenze dei seniores

L’Italia degli over 70 avanza: non chiamiamoli più vecchi o anziani ma seniores e utilizziamone le competenze. Innovative proposte di Neodemos

Nei prossimi trent’anni in Italia la popolazione di oltre 70 anni crescerà di 6 milioni di persone mentre la popolazione più giovane diminuirà di 11 milioni. Basterebbero questi numeri ad aprirci gli occhi e farci capire che i vecchi paradigmi non valgono più. E’ l’appello che ha lanciato oggi da Firenze la gloriosa associazione Neodemos promossa dal maggior demografo italiano Massimo Livi Bacci. Siamo di fronte a a una grande rivoluzione demografica che inverte i rapporti tra giovani e senior ed è ora di cambiare il modo di affrontarla e di pensare alle politiche, cioè di immaginare un “grande adattamento” come lo chiama Livi Bacci. Partendo da tre presupposti: 1) di fronte all’avanzata degli over 70, che è il frutto della maggior longevità ma insieme della crisi delle nascite, il welfare non regge e pensioni e sanità saranno a rischio se non si cambia; 2) non è vero che tra giovani e seniores c’è un conflitto generazionale: questa – sostiene Livi Bacci – è un’invenzione sociologica; 3) è tempo, come avviene già in altri Paesi, di utilizzare le competenze dei seniores e di farli lavorare, magari part time e in smart working, ma di utilizzare il loro sapere. Consigli di grande saggezza che una classe politica meno autoreferenziale saprebbe raccogliere e mettere in pratica.

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