Da oggi, venerdì 13 febbraio, accendersi una sigaretta costa di più. È il terzo aumento dall’inizio dell’anno e segna un nuovo passaggio nell’adeguamento delle accise previsto dalla Legge di Bilancio. Dopo i rincari del 16 e del 30 gennaio, scatta ora un’ulteriore revisione dei listini che coinvolge sigarette, sigari, sigaretti e tabacco trinciato.
Nelle tabaccherie di tutta Italia i prezzi vengono quindi aggiornati sulla base delle tabelle diffuse dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In molti casi l’incremento arriva fino a 30 centesimi a confezione, in linea con il rialzo della componente fiscale. Un aumento “a macchia larga”, che non risparmia i marchi più diffusi e che si inserisce in una manovra destinata a produrre effetti anche nei prossimi due anni.
Dalle prime mosse di gennaio alla nuova stretta
Il percorso era iniziato il 16 gennaio, quando una prima ondata di rincari – fino a 30 centesimi a pacchetto – aveva interessato quasi 400 prodotti tra sigarette, sigari e trinciati. Alcune referenze molto vendute, come le Marlboro Gold, erano salite fino a 6,80 euro.
Una seconda tranche, il 30 gennaio, aveva ampliato il perimetro agli altri segmenti, compresi sigaretti e tabacchi da rollare. Con l’intervento di oggi si completa un ulteriore tassello dell’adeguamento, ma non sarà l’ultimo. La manovra prevede già aumenti aggiuntivi nel 2027 e nel 2028, con ritocchi stimati tra 10 e 14 centesimi a pacchetto per ciascun anno.
Aumento sigarette 2026: quali sono i marchi coinvolti
L’aggiornamento dei listini tocca oltre cinquanta prodotti. Tra le sigarette tradizionali compaiono varianti molto presenti sul mercato come le Camel, Blue, Orange, Yellow e Silver, e diverse Winston (Red, White, Blue, Compact ed Expand) o prodotti Benson & Hedges.
Per fare un esempio concreto, un pacchetto di Camel Blue passa da 6,00 a 6,30 euro, mentre una Winston Blue arriva a 5,80 euro. In altri casi, come per alcune American Spirit, il prezzo può raggiungere 6,80 euro. Le modifiche risultano omogenee all’interno delle singole famiglie di prodotto, con un riallineamento dei valori al chilo che riflette il nuovo livello di tassazione.
Non solo sigarette: aumenti anche su trinciati e sigari
La stretta non riguarda solo le “bionde”. Il tabacco trinciato per rollare registra nuovi prezzi sia nelle confezioni da 30 sia in quelle da 45 grammi, con incrementi allineati tra le diverse grammature. Una confezione di Winston Blue da 45 grammi, ad esempio, sale a 12,40 euro.
Ritocchi anche per i sigaretti, come i Roll’s Red da 20 pezzi, e per il comparto dei sigari, dove figurano marchi come Don Tomas Clasico Robusto, Villiger Premium e Davidoff Maduro. In questo segmento gli aumenti risultano meno uniformi, ma coerenti con il riallineamento delle accise sui prodotti premium, che hanno già prezzi unitari sensibilmente superiori rispetto alle sigarette standard.
La leva fiscale: più gettito e prezzi in salita fino al 2028
Alla base dei rincari c’è l’aggiornamento dell’accisa specifica sulle sigarette, che passa da 29,50 euro ogni 1.000 pezzi a 32 euro nel 2026, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e a 38,50 euro dal 2028. L’intervento, secondo le stime ufficiali, dovrebbe garantire circa 900 milioni di euro di maggior gettito nel solo 2026 e circa 1,47 miliardi nel triennio 2026-2028.
Nel complesso, tra oggi e il 2028, il rincaro medio previsto sulle sigarette è stimato in circa 40 centesimi a pacchetto. Il tabacco rappresenta già una voce rilevante per le entrate pubbliche, con circa 15 miliardi di euro l’anno destinati alle casse dello Stato.
L’obiettivo degli aumenti è rafforzare il gettito e, al tempo stesso, scoraggiare il consumo di nicotina attraverso la leva del prezzo.
Qui è possibile consultare tutte le tabelle ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con i listini aggiornati.
