Hera presenta il nuovo Piano industriale che prevede investimenti lordi nel periodo per 5,5 miliardi di euro, facendo leva su innovazione e digitalizzazione. In ritorno sul capitale investito netto è previsto al 9,3% e una crescita del mol a 1,76 miliardi. L’utile netto è previsto a fine periodo a 519 milioni, in crescita del 6% medio annuo. Il dividendo è stimato in crescita del 27% fino a raggiungere i 19 centesimi per azione. Il rapporto debito netto/mol è atteso stabilmente al di sotto del 3x nell’arco di piano, fino ad attestarsi a 2,6x nel 2029. Hera ha inoltre diffuso i dati preconsuntivi del 2025, che vedono un mol superiore a 1,53 miliardi, un utile netto superiore a 460 milioni (+4%) e un rapporto debito/mol inferiore a 2,6x. La società proporrà un dividendo di 16 centesimi di euro (+6,7% rispetto al 2024), superiore ai target del piano precedente.
Hera, il nuovo Piano industriale al 2029
Sul fronte della sostenibilità, Hera prevede la riduzione del 35% delle emissioni di Co2 totali al 2029 (rispetto al 2019) per arrivare al Net Zero entro il 2050.
“Il nuovo Piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder. Il piano di investimenti di 5,5 miliardi, in aumento di circa il 40% rispetto all’ultimo quinquennio, supporta, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture e ci consentirà di traguardare al 2029 un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro”, ha commentato il presidente esecutivo del gruppo Hera, Cristian Fabbri, per il quale “il miglioramento degli obiettivi del nuovo Piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione. In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%”, ha concluso Fabbri.
“Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024″, ha detto Orazio Iacono, amministratore delegato della società. “Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/mol inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale”, ha aggiunto Iacono che ha concluso: “Gli investimenti, destinati sia ai business regolati sia a mercato, alimenteranno la crescita organica e saranno finanziati da una forte generazione di cassa, che consentirà di mantenere anche al 2029 una leva finanziaria in linea con quella della chiusura attesa per il 2025, riconfermando la solidità finanziaria e creando ulteriore flessibilità per poter cogliere future nuove opportunità”.
