Ci risiamo: il Parlamento riprova a regolamentare l’attività dei lobbisti. Già la scorsa legislatura la Camera aveva approvato un disegno di legge, ma non aveva fatto in tempo a ottenere il sì anche del Senato. Ora la commissione Affari costituzionali di Montecitorio esamina una serie di proposte. Sei, per la precisione, a firma Fdi, Fi, M5s, Avs, Pd.
Che intanto individuano chi sono i portatori di interessi e chi ne sono i destinatari. Quanto ai primi, si tratta di chiunque rappresenti progetti e iniziative, anche sociali o non economici, con l’esclusione di giornalisti, funzionari pubblici, rappresentanti di governi i e partiti stranieri, confessioni religiose. Quanto ai destinatari di tali interessi si indicano i membri del Parlamento e del Governo; i presidenti, gli assessori e i consiglieri regionali; i presidenti e i componenti delle autorità indipendenti.
Registro, autorità di vigilanza e sanzioni: cosa prevedono le nuove proposte
I soggetti che svolgono attività di rappresentanza di interessi devono essere inseriti in un apposito registro, in modo da assicurare la conoscibilità dei soggetti che influenzano i processi decisionali. Al registro si accompagna una Autorità di vigilanza. E ovviamente non mancano le sanzioni: per la violazione degli obblighi di consultazione, per la violazione del codice deontologico, per false informazioni, per lo svolgimento delle attività di rappresentanza di interessi senza iscrizione nel Registro.
Ovviamente le sei proposte convergono poi in un testo unico.
Tentativi di regolamentare per legge l’attività lobbistica sono stati fatti nella Xlll, XIV, XVII legislatura e nella scorsa, senza tuttavia arrivare mai a una conclusione. C’è però da precisare che nella XVII legislatura la Giunta per il regolamento della Camera ha approvato il Codice di condotta dei deputati (12 aprile 2016) e un provvedimento di Regolamentazione dell’attività di rappresentanza. E nel febbraio 2017 è stato materialmente istituito il Registro dei soggetti che svolgono professionalmente attività di rappresentanza di interessi nei confronti dei deputati presso le sedi della Camera.