Il consiglio d’amministrazione di Mps si riunirà venerdì 5 dicembre. All’ordine del giorno ci sarà il tema più infuocato della settimana: l’indagine della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca. Il board, sotto la presidenza di Nicola Maione, esaminerà le carte dell’inchiesta che vede indagati per aggiotaggio e ostacolo alle Autorità di vigilanza Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri, presidente di Delfin, entrambi soci di Mps, rispettivamente con il 10,2% e il 17,5% del capitale. Sotto indagine c’è anche il ceo del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, che secondo gli inquirenti avrebbe agito come “concorrente esterno” del presunto concerto portato avanti dagli altri due manager, fornendo un “contributo causale” alla manipolazione del mercato con l’obiettivo di arrivare a Generali.
L’operazione, è stato inoltre chiarito dagli inquirenti, “non è stata fatta nell’interesse della banca” che per questo motivo non è indagata per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, addebitata invece, come soggetti giuridici, al gruppo Caltagirone e a Delfin.
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In cda la relazione di Lovaglio
Secondo le indiscrezioni, durante il cda, Lovaglio esporrà una relazione sul tema, mentre come atto dovuto i consiglieri dovranno verificare i requisiti di idoneità dell’ad – che però decadranno solo in caso di una sentenza di condanna in via definitiva – e avviare altresì l’iter informativo a Bankitalia e Bce con la nomina di una task force dedicata.
Mf rivela che Rocca Salimbeni avrebbe già arruolato un team di legali esterni per coordinare i lavori e interagire con la Procura in maniera costruttiva, anche per tentare di contenere le ripercussioni reputazionali dell’inchiesta su Mps.
Timori sull’integrazione con Mediobanca
A preoccupare Siena è però anche il possibile impatto dell’indagine sull’integrazione di Mediobanca, di cui l’istituto toscano detiene l’86,3%, considerando i tempi stretti dettati dalla Bce.
Proprio ieri l’assemblea straordinaria di Piazzetta Cuccia ha approvato la modifica dello statuto per adeguare il calendario finanziario a quello della controllante. Da gennaio prossimo l’esercizio terminerà il 31 dicembre e non più il 30 giugno, come da tradizione. È stato inoltre cambiato l’articolo statutario per includere Mediobanca nel “Gruppo Montepaschi”.
Si tratta di piccoli passaggi tecnici che saranno seguiti da altre tappe nel percorso per integrare i due istituti di credito con Piazzetta Cuccia che rimarrà quotata e senza che sia prevista una fusione. I cantieri di lavoro sono già partiti ma non è ancora chiara quale sarà l’architettura del gruppo.
L’ad di Mps Luigi Lovaglio dovrà presentare la nuova strategia alla Bce entro l’inizio di marzo. Poi si vedrà se sarà lui a realizzarla dato che la prossima primavera c’è da rinnovare il cda del Monte e le chance che il manager venga rinnovato paiono ridursi.
Mps supera l’esame della Bce sui requisiti patrimoniali
Nel frattempo per il Monte dei Paschi arriva una buona notizia: la banca ha superato l’esame Srep della Bce sul capitale dopo l’opas su Mediobanca. Rocca Salimbeni ha infatti annunciato di aver ricevuto notifica della decisione finale della Banca Centrale Europea riguardante i requisiti patrimoniali da soddisfare su base consolidata dal 1 dicembre 2025.
Nel dettaglio, il requisito aggiuntivo di capitale “P2R” risulta in miglioramento di 30 punti base rispetto al livello precedente (2,50%), attestandosi al 2,20%. Il requisito minimo complessivo in termini di Common Equity Tier 1 ratio si attesta al 9,01%, somma tra Pillar 1 – P1R (4,50%), Pillar 2 – P2R (2,20%)1 e Combined Buffer Requirement – CBR (3,27%)2. La Pillar II Capital Guidance ‘P2G’, fissata all’1,00%, risulta in riduzione di 15 bps rispetto al livello precedente.
Sulla base dei risultati al 30 settembre 2025, la banca rispetta ampiamente i nuovi requisiti, con coefficienti patrimoniali a livello consolidato pari a: – 16,9% fully loaded, per il Common Equity Tier 1 ratio, rispetto a un requisito del 9,01%; – 19,3% fully loaded, per il Total Capital ratio, rispetto al requisito del 13,47%.
Il titolo Mps in Borsa
In questo contesto, in Borsa, Mps è in calo per la quarta seduta consecutiva. Oggi il titolo cede l’1,1% a 7,835 euro, mentre da giovedì le perdite totali superano il 10%. Rialza invece la testa Mediobanca che dopo aver archiviato la seduta di ieri sopra la parità, oggi a metà giornata guadagna circa l’1% a 16,90 euro per azione.