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Mps-Mediobanca, anche gli acquisti delle Casse Previdenziali nel mirino della Procura: “Numerose anomalie”

Secondo i Pm di Milano, gli acquisti in Borsa effettuati da Enpam ed Enasarco sarebbero “apparsi come finalizzati a sostenere” la scalata di Mps

Mps-Mediobanca, anche gli acquisti delle Casse Previdenziali nel mirino della Procura: “Numerose anomalie”

Si allarga sempre di più l’inchiesta della Procura di Milano sul presunto concerto operato  sulla scalata di Mps a Mediobanca da Francesco Gaetano Caltagirone, Francesco Milleri, presidente di Delfin, e, come “concorrente esterno”, dall’Ad di Mps Luigi Lovaglio. Nel mirino dei Pm lombardi sono finite anche le Casse di Previdenza, con la GdF che parla di “numerose anomalie formali” negli “acquisti di azioni Mediobanca” sotto scalata di Mps da parte di Enpam ed Enasarco. 

Mps-Mediobanca e le “anomalie” delle Casse

Assenza di delibera del cda necessaria per acquisti estranei alla policy di investimento prevista dallo statuto, incarichi a intermediari affidati a enti situati in Paesi non collaboranti con le Autorità di vigilanza e correlativa assenza di documenti sull’operatività, e mandati privi di limiti circa i criteri di investimento”. Sarebbero queste le anomalie ravvisate dagli inquirenti e scritte nero su bianco nel decreto di perquisizione di giovedì scorso.

Nel dettaglio, alle assemblee più recenti, Enpam aveva in mano quote pari all’1,98% di Mediobanca e al (quasi) 2% di Mps, Enasarco da parte sua possedeva il 2,52% di Piazzetta Cuccia e il 3% di Siena, quest’ultimo quest’ultimo con due fondi gestiti dalla sua sgr Miria che ha ramificazioni a Londra e a Malta, sottolinea Mf. 

Il Nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza si starebbe focalizzando sugli incarichi che l’ente previdenziale degli agenti di commercio ha affidato alla sgr “in house”, con “mandati privi di limiti circa i criteri di investimento”. 

Non solo, secondo gli inquirenti, gli acquisti di azioni Mediobanca “sono apparsi come finalizzati” a “sostenere” la scalata di Mps, tant’è che all’assemblea del 21 agosto chiamata a decidere sull’opa difensiva orchestrata dall’ex Ad Alberto Nagel su Banca Generali, le Casse (Enasarco, Empam, ma anche Cassa Forense), optarono per l’astensione, andando de facto a sostenere il fronte dei contrari-astenuti capitanato da Caltagirone e Delfin che ha bocciato l’operazione.

Da sottolineare che proprio quell’assise, secondo la Procura, riveste “una grande importanza” e rappresenta un “passaggio rivelatorio” in cui venne operato un secondo concerto per far saltare l’ops su Banca Generali. “Lì si sono contati”, scrivono i Pm, parlando di una sorta di “chiamata a raccolta di tutti quelli che potevano votare contro o astenersi”.

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