La trattativa sull’ex Ilva è arrivata al capolinea, con l’annuncio dello sciopero da parte dei sindacati. Dopo circa quattro ore di incontro, è saltato il tavolo con il governo è saltato.
Palazzo Chigi ha deciso di confermare il piano che, di fatto, porterà al fermo del gruppo ex Ilva. Fim Fiom e Uilm decidono lo sciopero di 24 ore e la mobilitazione con assemblee in tutti gli stabilimenti e per tutti i lavoratori articolato territorialmente.
La mobilitazione è immediata e organizzata nei singoli stabilimenti. Obiettivo della mobilitazione e delle richieste sindacali è il ritiro del piano del governo e riprendere la discussione sulle condizioni dei lavoratori e del futuro degli stabilimenti coerentemente al piano di ripartenza condiviso con le Organizzazioni Sindacali.
“Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero a partire da domani (oggi 19 novembre per chi legge, ndr), con assemblee” ha detto il segretario generale della Uilm Rocco Palombella. “Perché i nostri dubbi sono diventate certezze. È un disastro”. Secondo Palombella, infatti, “il piano porta alla chiusura dello stabilimento. È mancato il senso di responsabilità delle istituzioni e del governo”. “Abbiamo chiesto alla Presidenza del Consiglio di ritirare il piano e di fare intervenire direttamente il premier Meloni. Ci hanno risposto di no e noi abbiamo deciso, ovviamente, di dichiarare sciopero”, ha aggiunto il leader della Fiom, Michele De Palma.
