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Assegno Unico 2026, cambiano gli importi con la rivalutazione Istat e le nuove fasce Isee: le simulazioni

Piccoli aumenti in arrivo per l’Assegno Unico 2026: da febbraio partono i nuovi importi, a marzo gli arretrati. Entro fine novembre saranno comunicati le cifre ufficiali e definitive

Assegno Unico 2026, cambiano gli importi con la rivalutazione Istat e le nuove fasce Isee: le simulazioni

Il 2026 porterà con sé un nuovo adeguamento dell’Assegno Unico Universale, la misura di sostegno economico dedicata alle famiglie con figli a carico. Come ogni anno, gli importi verranno rivalutati sulla base dell’inflazione registrata dall’Istat e ufficializzata con il decreto di perequazione che il ministero dell’Economia e il ministero del Lavoro approveranno entro fine novembre. Da quel valore dipenderanno non solo gli importi dell’Assegno Unico, ma anche le nuove soglie Isee 2026, che determinano la fascia di riferimento per ogni famiglia.

Secondo le ultime stime diffuse dall’Inps, la rivalutazione sarà più contenuta rispetto alle prime previsioni. L’ipotesi di ottobre parlava di un incremento dell’1,6–1,7%, ma le proiezioni aggiornate fissano l’inflazione tra l’1,4 e l’1,5%.

Quando arriveranno i nuovi importi e come ottenere gli arretrati

I nuovi importi entreranno ufficialmente in vigore da febbraio 2026, mentre nel mese di marzo verranno riconosciute le differenze di gennaio e gli eventuali arretrati. Non sarà necessario presentare una nuova domanda: chi già percepisce l’Assegno Unico continuerà a riceverlo in automatico. Tuttavia, sarà fondamentale presentare la Dsu 2026 per aggiornare l’Isee. Senza questo adempimento, a partire da marzo l’Inps erogherà l’importo minimo previsto, indipendentemente dalla situazione economica reale del nucleo familiare. Chi invierà la nuova Dsu entro il 30 giugno 2026 avrà comunque diritto al ricalcolo dell’importo e riceverà gli arretrati a partire dal mese di marzo.

Rivalutazione Assegno Unico 2026: come cambiano importi e fasce Isee

La rivalutazione dell’Assegno Unico 2026 avverrà come sempre sulla base dell’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istat. Con un aumento stimato dell’1,4%, la prima fascia Isee, quella che consente di ottenere l’importo massimo, passerà da 17.227,33 euro a circa 17.468,51 euro. Ciò significa che le famiglie con un Isee fino a quella soglia riceveranno l’assegno pieno, che salirà da 201 euro a 203,8 euro al mese. Gli importi cresceranno proporzionalmente anche per le altre fasce. Per esempio, con un Isee di circa 18.100 euro, l’importo mensile passerà da 196,5 a 200,3 euro; con un Isee di 20.100 euro, da 186,1 a 189,8 euro; con 25.100 euro, da 161,4 a 165,4 euro. Nelle fasce intermedie, intorno ai 30.100 euro, l’aumento sarà da 136,1 a 140,3 euro, mentre chi ha un Isee di circa 35.100 euro riceverà 115,3 euro rispetto ai 111,5 del 2025. Nella parte più alta della scala, l’importo per un Isee di 40.100 euro salirà da 86,2 a 90,2 euro. Il valore minimo, riconosciuto ai nuclei familiari con un Isee superiore a 46.582,71 euro, aumenterà da 57,5 a 61,2 euro mensili.

Nel complesso, si tratta di incrementi che vanno dai tre ai quattro euro al mese per figlio, ma che mantengono inalterato il principio di progressività del contributo: chi ha un reddito più basso continuerà a ricevere l’importo maggiore, e viceversa.

Assegno Unico 2026: le nuove maggiorazioni

L’adeguamento toccherà anche le maggiorazioni destinate a situazioni particolari. Per i figli non autosufficienti con meno di 21 anni, l’importo salirà da 120,6 a 122,3 euro al mese; per quelli con disabilità grave, da 109,1 a 110,6 euro; per la disabilità media, da 97,7 a 99,1 euro; per i figli con madre under 21, da 23 a 23,3 euro. Anche le maggiorazioni legate all’Isee seguiranno la stessa rivalutazione: quella per i figli successivi al secondo varierà da circa 99,1 euro per le fasce più basse fino a 17,4 euro per le più alte, mentre il bonus per il secondo percettore di reddito salirà leggermente, da 34,4 a 34,9 euro.

Assegno Unico 2026: quando arriveranno i nuovi importi?

L’adeguamento dell’Assegno Unico per il 2026 sarà quindi moderato. Il decreto ufficiale con i valori definitivi del tasso di perequazione è atteso entro fine novembre 2025, mentre l’Inps aggiornerà le tabelle definitive all’inizio del nuovo anno. L’invito, per chi già beneficia del contributo, è di tenere d’occhio le scadenze e di presentare la Dsu 2026 nei tempi previsti: un gesto semplice ma fondamentale per non perdere neppure un euro degli aumenti e arretrati che arriveranno tra febbraio e marzo.

Inoltre, l’Inps sta per lanciare un nuovo Portale della Famiglia, pensato per riunire in un unico sportello digitale tutti i servizi legati alla vita familiare.

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