L’operazione della polizia di Rio de Janeiro per sradicare il crimine organizzato è stata la più sanguinosa della storia della città carioca e di tutto il Brasile: l’intero Paese è sconvolto di fronte al bilancio delle vittime che continua a salire e supererà i 130 morti, di cui 4 tra le forze dell’ordine. Sulla vicenda è intervenuto il presidente Lula, che di ritorno dalla tournée in Asia dove ha incontrato Donald Trump ha convocato un gabinetto d’emergenza per offrire sostegno alla lotta contro le mafie, a patto però di investire di più nell’Intelligence e in azioni mirate per colpire i vertici delle associazioni criminali, evitando stragi come quella di martedì scorso, che ha paralizzato la città e provocato un numero di vittime sproporzionato e mai visto. “Bisogna mirare alla testa, ma non a quella delle persone”, ha detto Lula usando un efficace gioco di parole.
Invece nella caccia ai boss e ai membri del Comando Vermelho – la fazione che ormai controlla Rio de Janeiro e mezzo Brasile e che ha il proprio centro nevralgico proprio nelle favelas di Penha e do Alemao, dove si è svolto il blitz – i 2.500 agenti di polizia mobilitati hanno usato solo la forza: l’assalto è andato avanti per oltre 12 ore e sono stati contati 200 colpi di arma da fuoco al minuto. E’ la prova che lo Stato di Rio de Janeiro, guidato dal governatore bolsonarista Claudio Castro (che ora sarà sentito dalla magistratura per dare conto della gestione dell’operazione e che vanta un passato in carcere per corruzione e peculato), non ha investito nulla in prevenzione e Intelligence ma tutto in rafforzamento degli effettivi e armamenti: nel 2024, secondo i dati ufficiali riportati dalla stampa brasiliana, il governo locale ha destinato alle forze di polizia 10,3 miliardi di reais, quasi 2 miliardi di euro.
Lo Stato di Rio investe il 10% del budget in polizia, ma i numeri della criminalità fanno ancora più impressione
Per dare un paramtro, la cifra equivale al 10% dell’intero budget dello Stato di Rio: altro che il 5% del Pil destinato alle spese militari per la Nato, verrebbe da dire. Dei 10,3 miliardi di reais totali stanziati, 8 miliardi (quasi l’80%) sono stati destinati alla Policia Militar, quindi di fatto solo per l’assunzione di nuovi agenti e l’acquisti di armi, mentre letteralmente zero soldi sono stati investiti per finanziare i reparti tecnico-scientifici, e appena lo 0,001% del bilancio statuale, vale a dire meno di 18 milioni di reais, è stato assegnato e programmi di reinserimento sociale dei detenuti.
Decisamente superiori sono i numeri del crimine e del suo giro d’affari. In tutto il Brasile, secondo i dati del Forum Brasileiro de Segurança Publica (FBSP), la criminalità organizzata fattura solo per quanto riguarda i prodotti quasi 150 miliardi di reais, circa 25 miliardi di euro, grazie soprattutto al commercio illegale di oro, minerali, metalli preziosi, carburante, sigarette e bevande, oltre che ovviamente del traffico di droga che però è sempre più residuale. E poi ci sono il riciclaggio di denaro, i furti e le rapine (in particolare di cellulari, per un valore di 23 miliardi di reais) e la clonazione di carte di credito, che da sola frutta 48 miliardi di reais ogni anno, vale a dire 8 miliardi di euro. In totale, il Pil delle mafie in Brasile supera l’equivalente di 50 miliardi di euro, un valore superiore a quelli di 22 dei 27 Stati che compongono il Brasile e a quello di Paesi vicini come Bolivia e Paraguay.
Ecco quanto fattura il Comando Vermelho, che ha persino avuto una propria banca
Solo nelle favelas di Rio de Janeiro, dove vive un carioca su quattro e che sono controllate per due terzi proprio dal Comando Vermelho, il dato secondo l’Istituto Data Favela supera i 12 miliardi di reais, quindi circa 2 miliardi di euro. Cifre che competono con quelle delle istituzioni, tanto che il BOPE, reparto della polizia per le operazioni speciali, sostiene che l’espansione incontrollata delle fazioni criminali in Brasile ha ormai superato il livello della colombia e potrebbe mettere a rischio la sovranità del Paese. A Rio il Comando Vermelho, che opera in 24 dei 27 Stati del Brasile (rimangono fuori solo San Paolo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul), ha anche messo su un sofisticato sistema di riciclaggio del denaro attraverso fintech e startup digitali, e fino a qualche tempo fa aveva anche una sua banca, 4TBank, oggi disattivata. E i suoi tentacoli si starebbero allungando fino addirittura all’Europa, dove si segnalano attività sospette in Portogallo. Non solo: il gruppo formato negli anni ’70 sotto il grido di battaglia “Pace, Giustizia e Libertà” è giunto persino in Nordamerica, dove fa affari con la malavita statunitense. Sarà difficile estirparlo soltanto a colpi di fucile.
