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730 precompilato: guida a detrazioni spese sanitarie e mutui (VIDEO)

Video tutorial su come compilare la parte della dichiarazione dei redditi 2019 dedicata alle detrazioni fiscali: in primo luogo quelle relative alle spese sanitarie e ai mutui, ma non solo

730 precompilato: guida a detrazioni spese sanitarie e mutui (VIDEO)

Dopo il primo video dedicato al quadro C del 730 precompilato 2019, vediamo ora come si compila la sezione 1 del Quadro E, dedicata alle detrazioni delle spese sanitarie e di quelle per il mutuo, ma non solo.

Nel rigo E1 colonna 1 dobbiamo indicare le spese per prestazioni sanitarie su cui è riconosciuta l’esenzione dal ticket. L’elenco completo è sul sito del ministero della Salute. In questo caso l’agevolazione consiste nella possibilità di non perdere la parte di detrazione che non ha trovato capienza nell’imposta dovuta.

Nella colonna 2 bisogna scrivere l’intero importo delle spese sanitarie sostenute per sé o per i familiari a carico, escludendo quelle indicate nella colonna 1. La lilsta delle spese sanitarie detraibili è nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, a partire da pagina 92.

Nel rigo E2 va inserita la spesa sanitaria sostenuta per un familiare non a carico affetto da patologie esenti da ticket, la cui detrazione non ha trovato capienza nell’imposta lorda dovuta dal familiare stesso.
Il dato si ricava dalle annotazioni del modello 730-3 o dal quadro RN del modello Redditi Persone fisiche 2019 del familiare.
L’ammontare massimo che si può indicare in questo rigo è di 6.197,48 euro.

La detrazione del 19% che spetta sulla somma delle spese indicate nei righi E1 ed E2 deve essere calcolata solo sulla parte che supera l’importo di 129,11 euro.

Il rigo E3 è destinato alle spese sanitarie per persone con disabilità. In particolare, si tratta dei soldi usati per acquistare mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione o al sollevamento, e di quelli spesi per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l’autosufficienza della persona con disabilità. Per queste spese la detrazione del 19% spetta sull’intero importo.

Se le spese sanitarie indicate nei righi E1, E2 ed E3 superano complessivamente i 15.493,71 euro, la detrazione può essere ripartita in quattro quote annuali costanti e di pari importo: è sufficiente barrare la casella “Rateazione”. Il calcolo della detrazione e della rateizzazione sarà eseguito da chi presta l’assistenza fiscale (Caf, professionista o sostituto).

Nel rigo E4 va indicata la somma spesa per l’acquisto di auto o motoveicoli adattati per essere guidati da persone con disabilità, oppure per l’acquisto di autoveicoli per il trasporto di persone con disabilità. La detrazione è sempre del 19%, si può applicare fino a una spesa massima di 18.075,99 euro e vale per un solo veicolo. Possiamo dividerla in 4 rate annuali di pari importo: basta scrivere 1 nella casella “numero rata”. Nella stessa casella scriviamo 2, 3 o 4 se la spesa e la scelta di rateizzare la detrazione risalgono rispettivamente al 2015, 2016 o 2017. In tutti i casi bisogna specificare per intero l’importo speso.

Nel rigo E5 dobbiamo inserire la spesa sostenuta dai non vedenti per l’acquisto del cane guida. La detrazione del 19% spetta per l’intero ammontare del costo sostenuto, ma per l’acquisto di un solo cane e una sola volta in quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale. Anche questa detrazione può essere ripartita in quattro rate e il meccanismo è uguale a quello spiegato per il rigo precedente.

Il rigo E6 è riservato ai contribuenti che negli anni 2015, 2016 o 2017 hanno sostenuto spese sanitarie superiori a 15.493,71 euro e hanno scelto di rateizzare la detrazione nelle precedenti dichiarazioni dei redditi. Se in più di una delle precedenti dichiarazioni è stata scelta la rateizzazione, è necessario compilare più righi E6 utilizzando diversi modelli. Nella casella bisogna scrivere il numero della rata (2, 3 o 4) e nello spazio accanto l’importo complessivo della spesa.

Il rigo E7 riguarda i mutui. Bisogna indicare qui gli interessi passivi, gli oneri accessori (cioè le spese sostenute per la stipula del contratto) e le quote di rivalutazione dei mutui a tasso variabile. In tutti i casi, il mutuo deve essere stato acceso per comprare un immobile adibito ad abitazione principale, ossia la casa in cui si ha la residenza anagrafica e si risiede abitualmente. Ma attenzione: la detrazione spetta all’intestatario del mutuo anche se l’immobile è adibito ad abitazione principale da un suo familiare (coniuge o parente entro il terzo grado). La detrazione è del 19% e spetta su un importo massimo di 4.000 euro.

Nei righi E8, E9 ed E10 vanno le altre spese detraibili. Nelle caselle a sinistra vanno indicati i codici che identificano le detrazioni e negli spazi a destra le corrispondenti spese sostenute. Ad esempio, scriviamo 8 per la detrazione sugli interessi sui mutui ipotecari per l’acquisto di immobili diversi dall’abitazione principale (in questo caso la detrazione è del 19% su una spesa massima di 2.065 euro). Oppure 33 per la detrazione sul pagamento delle rette degli asili nido, o ancora 61 per quella sulle donazioni alle Onlus.

L’elenco completo dei codici con la spiegazione delle relative detrazioni è nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate, da pagina 48 a pagina 54. Le tabelle generali, invece, sono alle pagine 44 e 45.

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