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G20 di Amburgo al via: tutti contro Trump?

Clima e commercio internazionale saranno i temi su cui si scontreranno i leader dei 19 paesi (più l’Ue) più industrializzati del mondo – Dal G20 potrebbero scaturire il futuro assetto globale e i nuovi rapporti di forza tra le principali superpotenze – Sarà battaglia tra Putin e Trump, mentre Cina e Germania pianificano un nuovo asse.

G20 di Amburgo al via: tutti contro Trump?

Al via oggi il G20 di Amburgo, il vertice tra i leader dei 19 paesi più industrializzati del mondo (con l’eccezione di Spagna, Paesi Bassi e Svizzera), più l’Unione Europea che è rappresentata dal Presidente del Consiglio d’Europa e dal Presidente della Bce.

Gli incontri che si terranno il 7 e l’8 luglio nella città tedesca saranno fondamentali per comprendere il futuro assetto globale e i rapporti di forza tra le principali superpotenze dopo gli stravolgimenti avvenuti nel 2016, da Brexit alla presidenza di Donald Trump negli Usa.

Sarà il summit delle prime volte: ad Amburgo, per la prima volta si incontreranno Vladimir Putin e Donald Trump, ma anche Emmanuel Macron, l’uomo che ha promesso ai francesi di riportare il Paese alla guida dell’Ue riformandola dall’interno, e il presidente cinese Xi Jinping, colui che mira invece a fare di Pechino la prima potenza asiatica e mondiale.

Ma sarà soprattutto un meeting in cui i principali protagonisti potrebbero finalmente gettare la maschera, “mettendo da parte” la diplomazia e manifestando apertamente malumori e dissidi sui grandi temi al centro del dibattito internazionale.

Se si considera il G7 di Taormina del mese scorso come una sorta di antipasto, il G20 di Amburgo potrebbe diventare il piatto principale di una tavola in cui gran parte dei commensali potrebbero voler mettere all’angolo uno degli invitati, il più importante, quel Donald Trump che in Sicilia aveva già eretto un muro simbolico tra gli Stati Uniti e i Paesi europei, aprendo le divisioni su commercio internazionale e clima, successivamente confermate con l’annuncio della fuoriuscita degli Usa dall’intesa di Parigi (cui gli altri leader hanno risposto dichiarando che gli accordi non sono negoziabili).

Le tensioni viste a maggio tra i sette Paesi più industrializzati del mondo potrebbero adesso allargarsi a macchia d’olio, includendo altri 12 Stati (13 con l’Ue) che cercheranno di portare avanti i propri interessi. Perché se da un lato sarà presente, per esempio, il Messico, intenzionato a dare battaglia agli Usa dopo le dichiarazioni dell’inquilino della Casa Bianca sull’immigrazione, dall’altro ci saranno anche i più stretti alleati statunitensi, come l’Arabia Saudita.

Corea del Nord, migrazioni e Africa saranno tra i principali argomenti trattati nel corso del vertice, ma come accaduto un mese fa a Taormina, l’attenzione globale si concentra ancora una volta sul cambiamento climatico e sul commercio internazionale, tematiche connesse a quello che dal 1999, anno della sua creazione, ad oggi è sempre stato l’obiettivo principale del G20, vale a dire il coordinamento politico tra i paesi membri al fine di raggiungere una crescita economica sostenibile. Per quanto riguarda il secondo tema, la battaglia sarà tra i Paesi in deficit commerciale (come gli Stati Uniti) e quelli in surplus (come la Germania e la Cina).  Parlando invece del clima, a rimescolare le carte potrebbe essere proprio Pechino, intenzionata ad accelerare sulla produzione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici.

In base alle prospettive, appare difficile pensare che alla fine di questa due giorni di incontri, i vari leader riescano a trovare un accordo e a sanare le ferite aperte nel corso degli ultimi mesi. Più probabile invece è che si manifesti uno scontro tra due “fazioni” opposte: da un lato i Paesi Ue, affiancati da Russia e Cina, dall’altro gli Usa e i suoi alleati.

Il numero uno del Cremlino sembra infatti aver già deciso da che parte stare (e le affermazioni di Trump a Varsavia sul “comportamento destabilizzante della Russia” potrebbero avere avallato ancora di più la sua scelta). In un intervento all’Handeslblatt, tra i principali giornali tedeschi, Putin ha dichiarato di condividere le “priorità tedesche del G20”: “Sono convinto che soltanto un appello per un commercio aperto, basato su norme e standard unitari possa stimolare la crescita nel mondo e promuovere l’avanzamento dello sviluppo nelle relazioni fra gli stati”.

“La Russia adempie agli obblighi dell’accordo di Kyoto – ha continuato il presidente russo – In sostanza ha compensato alle emissioni aggiuntive di altri paesi e regioni del mondo. Il fatto che nell’aprile dello scorso anno si sia firmato l’accordo di Parigi noi lo vediamo come un presupposto sicuro del diritto internazionale, per una regolamentazione del clima nel lungo periodo, e vogliamo dare un contributo vigoroso alla sua realizzazione”.

Ma Amburgo potrebbe diventare la terra natia di un nuovo asse formato da Germania e Cina. Come scrive Bloomberg: “Venerdì, quando i leader mondiali si incontreranno ad Amburgo, Cina e Germania faranno la loro mossa per usurpare il ruolo che è sempre stato degli Stati Uniti. Le due potenze di Asia ed Europa sono state spinte verso un’alleanza informale volta a raccogliere la leadership che gli Stati Uniti sono accusati di aver abbandonato dal giorno in cui Trump si è insediato alla Casa Bianca”.

Pechino non nasconde le sue intenzioni: “La Cina è pronta a sostenere la Germania al G20, in modo che si possa fare un passo avanti, sulla base del vertice di Hangzou, al summit di Amburgo”- ha detto Xi Jinping lo scorso 5 luglio a Berlino – “Siamo di fronte a un nuovo inizio dei rapporti fra Cina e Germania”. Merkel, da parte sua, ha sottolineato che “in questi tempi di inquietudine nel mondo Germania e Cina possono dare un contributo per placare la situazione”.

Insomma, in quello che si preannuncia come uno dei vertici più tesi della recente storia mondiale, Donald Trump potrebbe non avere vita facile, ma dati i toni utilizzati a Varsavia occorre stare certi che il Presidente Usa farà di tutto per dare battaglia.