“Gli Stati Uniti e la Cina “dovrebbero essere partner, non rivali”. Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping all’omologo statunitense Donald Trump accogliendolo alla Grande sala del popolo. Xi ha detto inoltre a Trump di essere “felice” per la visita in un momento in cui il mondo si trova a un “bivio”.
Trump si trova a Pechino con il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa Pete Hegseth, quello al Tesoro Scott Bessent. Presenti anche 17 top manager delle più grandi aziende americane, tra cui Elon Musk (Tesla), Tim Cook (Apple), e Jensen Huang (Nvidia).
Molti e delicatissimi i temi in agenda per la prima visita in Cina di un presidente degli Stati Uniti dall’ultimo viaggio di Trump nel 2017: la guerra in Iran, ma anche quella commerciale, le terre rare, Taiwan, i chip e il fentanyl.
XI a Trump: “Superiamo la trappola di Tucidide”
“Il successo della Cina e degli Stati Uniti è un’opportunità per entrambi i Paesi. Ho sempre creduto che gli interessi comuni tra Cina e Stati Uniti prevalgano sulle differenze. Non vedo l’ora di scambiare opinioni con il Presidente su questioni di grande rilevanza. La stabilità delle relazioni è un fattore positivo per il mondo. Facciamo sì che il 2026 sia un anno storico e di svolta per le relazioni sino-americane, per dare continuità al passato e aprire le porte al futuro”, ha detto Xi aprendo i lavori.
“La Cina e gli Stati Uniti – ha continuato il leader cinese – possono superare la Trappola di Tucidide e creare un nuovo paradigma per le relazioni tra grandi potenze? Possono collaborare per affrontare le sfide globali e infondere maggiore stabilità nel mondo? Possono concentrarsi sul benessere di entrambi i popoli e sul destino futuro dell’umanità per creare insieme un futuro luminoso per le relazioni bilaterali? Sia la Cina che gli Stati Uniti hanno tutto da guadagnare dalla cooperazione e tutto da perdere dal confronto. Dovremmo essere partner, non rivali. Dovremmo aiutarci a vicenda per avere successo e prosperare insieme, e trovare il modo giusto per andare d’accordo”.
La Trappola di Tucidide è una teoria secondo la quale se una potenza emergente minaccia di sostituire una potenza dominante, la probabilità che scoppi un conflitto armato diventa altissima. L’America però, dice Xi, non deve temere l’ascesa della Cina, ma diventare “partner e non rivali”. “Non ci sono vincitori in una guerra commerciale”, ha affermato il presidente cinese.
Trump elogia il “fantastico rapporto” con Xi
Trump, da parte sua, ha elogiato il “fantastico rapporto” che ha con il presidente cinese Xi Jinping durante i saluti iniziali del bilaterale e ha detto di avere “grande rispetto” per Xi e la Cina, lodandolo come un “grande leader”. Il numero uno della Casa Bianca ha detto a Xi che l’incontro è “un onore come pochi altri che abbia mai avuto” e “avremo un futuro fantastico insieme”.
Xi-Trump: il nodo Taiwan
Dopo i convenevoli, però, è arrivato il primo, vero monito: Xi Jinping ha avvertito Trump che Stati Uniti e Cina potrebbero “entrare in conflitto” se la questione di Taiwan venisse gestita in modo errato. Lo riportano i media statali.
Gli Usa hanno espresso “un chiaro e fermo sostegno” a Taiwan. Lo ha dichiarato ai giornalisti la portavoce del governo di Taiwan, Michelle Lee, come riferito dai media di Taiwan. “La parte statunitense ha ripetutamente ribadito il proprio chiaro e fermo sostegno a Taiwan”, ha dichiarato Lee.
Qualche spiraglio sulla libera circolazione nello Stretto di Hormuz.
