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Wall Street verso il super ciclo delle Ipo: SpaceX vicina al debutto, OpenAI accelera. La sfida Musk-Altman si sposta in Borsa

Secondo le indiscrezioni, SpaceX potrebbe arrivare al Nasdaq già dal 12 giugno 2026, mentre OpenAI starebbe preparando la presentazione dei documenti per la quotazione entro le prossime settimane. Sullo sfondo Anthropic, inserita in una pipeline che potrebbe ridisegnare gli equilibri di Wall Street

Wall Street verso il super ciclo delle Ipo: SpaceX vicina al debutto, OpenAI accelera. La sfida Musk-Altman si sposta in Borsa

La corsa a Wall Street entra in una fase decisiva e si concentra sempre più attorno ai due poli della nuova economia globale: lo spazio e l’intelligenza artificiale. Secondo il Wall Street Journal, la quotazione di SpaceX al Nasdaq potrebbe arrivare già il 12 giugno, con una raccolta fino a 80 miliardi di dollari e una valutazione che, secondo le stime di mercato, potrebbe spingersi fino a 1.750 miliardi. Un debutto che segnerebbe un nuovo record storico per le Ipo globali e che porta inevitabilmente al centro della scena Elon Musk, destinato a mantenere circa l’85% dei diritti di voto anche dopo la quotazione. Una struttura di governance che, di fatto, lascia il controllo della società saldamente nelle sue mani.

Ma SpaceX non è l’unico tassello di questa nuova stagione di Wall Street. Sempre secondo il Wall Street Journal, anche OpenAI si starebbe muovendo rapidamente verso il mercato, con la presentazione dei documenti per la quotazione attesa nelle prossime settimane, in un contesto di crescente competizione più note della Silicon Valley: quella tra Musk e Sam Altman.

SpaceX vicino al debutto in Borsa: crescita forte ma numeri ancora in bilico

Secondo le indiscrezioni, l’operazione sarebbe ormai in fase avanzata di preparazione e vedrebbe Goldman Sachs in posizione di banca capofila, mentre il possibile ticker di quotazione sarebbe “SPCX”. Un elemento che rafforza l’idea di un processo ormai avviato verso la fase finale di strutturazione del collocamento.

I conti raccontano una società in piena espansione, ma ancora lontana da un equilibrio tra crescita e redditività. Nel 2025 SpaceX ha registrato circa 18,7 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 33%, ma con una perdita netta vicina ai 5 miliardi. Nel primo trimestre del 2026 i ricavi sono saliti a 4,69 miliardi, mentre la perdita si è attestata a 4,28 miliardi.

Il quadro del gruppo evidenzia anche una forte differenziazione interna. Starlink rappresenta oggi il principale motore di crescita, con 11,4 miliardi di ricavi nel 2025 e un aumento del 50%, oltre a 4,4 miliardi di utile operativo. Una componente ormai centrale nella struttura economica del gruppo.

Più complessa, invece, la situazione della divisione legata all’intelligenza artificiale, che avrebbe generato circa 3,2 miliardi di ricavi a fronte di perdite operative per 6,4 miliardi. Nonostante questo, SpaceX considera l’AI un’area strategica, definita internamente come il più grande mercato potenziale della storia, con opportunità stimate fino a 28.500 miliardi di dollari.

Musk contro Altman: la guerra dell’AI finisce (per ora) in tribunale

Solo pochi giorni fa una giuria negli Stati Uniti ha respinto la richiesta di risarcimento da 130 miliardi di dollari avanzata da Musk contro OpenAI, stabilendo che non sussistono responsabilità nella trasformazione della società da organizzazione non profit a big tech. Il tribunale ha inoltre ritenuto che l’azione legale sia arrivata troppo tardi.

La sentenza rappresenta un passaggio importante nella lunga battaglia tra i due ex alleati, oggi rivali diretti. Musk ha annunciato ricorso, ma il verdetto rafforza la posizione di OpenAI proprio mentre la società accelera verso la quotazione.

OpenAI verso l’Ipo: documenti in arrivo nelle prossime settimane

OpenAI starebbe preparando il deposito dei documenti per la quotazione a Wall Street entro poche settimane, con una valutazione che potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari. Secondo indiscrezioni del Wall Street Journal, la società sta collaborando con banche come Goldman Sachs e Morgan Stanley per la preparazione di un prospetto in modalità riservata (confidential filing), che consentirebbe di mantenere non pubblici i dettagli più sensibili della documentazione iniziale.

L’obiettivo sarebbe quello di arrivare alla quotazione già entro settembre 2026, sfruttando il forte interesse degli investitori per il settore dell’intelligenza artificiale. Il processo, secondo le indiscrezioni, avrebbe subito un’accelerazione voluta dal ceo Sam Altman, che starebbe spingendo per anticipare i tempi rispetto ai concorrenti.

Non mancano però tensioni interne: alcune figure del management avrebbero preferito una tabella di marcia più prudente, segnalando differenze di visione sulla velocità dell’ingresso in Borsa.

Anthropic e le altre Ipo che preparano il nuovo ciclo dei mercati

Accanto a SpaceX e OpenAI, anche Anthropic si prepara a entrare nel radar di Wall Street. L’azienda, tra i principali competitor nel settore dei modelli linguistici, sta registrando una crescita accelerata dei ricavi enterprise e potrebbe rappresentare una delle prossime mega-Ipo del comparto AI.

Il quadro più ampio indica un ciclo senza precedenti: tra space economy e intelligenza artificiale, il 2026 potrebbe vedere una concentrazione di quotazioni miliardarie capace di ridisegnare gli equilibri dei mercati globali. Alcune stime parlano di una pipeline complessiva che, tra SpaceX, OpenAI e Anthropic, potrebbe avvicinarsi ai 200 miliardi di dollari raccolti, superando la somma delle principali Ipo statunitensi degli ultimi anni dal 2022 in poi. Gli analisti leggono questo scenario come un cambio di fase per i mercati: meno Ipo, ma più grandi, più concentrate e dominate da pochi player tecnologici globali. Il Nasdaq si prepara a essere il principale beneficiario, sia in termini di capitali raccolti sia di volumi di trading.

Se le previsioni saranno confermate, la sfida tra Musk e Altman non sarà più solo tecnologica o giudiziaria. Si sposterà definitivamente sui mercati, con SpaceX e OpenAI pronte a diventare due delle quotazioni più importanti della storia moderna di Wall Street.

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