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Vini: il Sopraquota 900 di Rosset Terroir, la scelta di una viticoltura eroica che attesta una qualità montana oggi riconosciuta internazionalmente 

Prodotto da viti coltivate in Valle d’Aosta su terrazzamenti tra i 650 e i 900 metri di altitudine sul versante sinistro della Dora Baltea. ha conquistato 98 punti da James Suckling,

Vini: il Sopraquota 900 di Rosset Terroir, la scelta di una viticoltura eroica che attesta una qualità montana oggi riconosciuta internazionalmente 

— l’Adret — esposto al sole, dove le escursioni termiche sono marcate, non è semplicemente agricoltura: è l’attestazione di un atto di profonda fedeltà culturale alla storia dell’uomo e a quella della montagna. Su questi impervi terreni la viticoltura è a tutti gli effetti eroica e qui una azienda vinicola famigliare, Rosset Terroir, ha saputo trasformare in pochi anni i limiti imposti dalla natura in punti di forza riconosciuti dal panorama enologico internazionale.

Una storia quella dell’azienda Rosset Terroir, che in un quarto di secolo, testimonia una grande fede in vini che raccontano altitudini. Già i nomi delle etichette — come Sopraquota 900, Pinot Noir 850, Syrah 870, Chardonnay 770 — non   sono semplici numeri, ma coordinate di un’identità precisa. Indicano l’altitudine del vigneto d’origine, a sottolineare come il luogo non sia solo sfondo, ma protagonista. È proprio in questi pendii impervi che a più di 900 metri di altitudine nasce Sopraquota 900 2022, Petite Arvin, che ha conquistato  98 punti tra i punteggi più alti assegnati a un bianco italiano nell’ultima   annata da James Suckling, uno dei più autorevoli esperi di vini a livello internazionale, caporedattore europeo di Wine Spectator che ogni anno pubblica attesi dossier sui più importanti vini europei.

La raccolta, ovviamente manuale, viene eseguita nel mese di ottobre, Sopraquota 900 viene quindi suddiviso in quattro masse e lavorato in parte in anfora, in parte in orcio toscano, in parte in barrique e il resto in acciaio per ottenere un gradevole equilibrio tra sapore e mineralità. All’olfatto Sopraquota 900 2022 si apre con un bouquet raffinato ed elegante, dominato da profumi di fiori bianchi e zagara, cui si uniscono note agrumate di pompelmo e scorza di lime, arricchite da delicati sentori di frutta tropicale.

Condizioni pedologiche, abbinate all’altitudine e all’esposizione ottimale, contribuiscono alla produzione di vini verticali e territoriali, con spiccate doti di freschezza e longevità

Una complessità aromatica fine e intensa, sostenuta proprio dalla freschezza tipica dell’altitudine, da suoli morenici profondi (fino a 150 cm), a tessitura sabbioso-franca o franco-sabbiosa, con una marcata presenza di scheletro (ghiaia e ciottoli) e un’elevata percentuale di sabbia (oltre il 50%), che garantiscono ottimo drenaggio e buona aerazione radicale. Il contenuto in limo assicura inoltre un’adeguata capacità di ritenzione idrica, favorendo l’equilibrio vegeto-produttivo anche in condizioni di stress.  Queste condizioni pedologiche, abbinate all’altitudine e all’esposizione ottimale, contribuiscono alla produzione di vini precisi, verticali e territoriali, con spiccate doti di freschezza e longevità.

Distillatori da generazioni, profondamente legati alla montagna e al sapere artigianale, la famiglia Rosset Levi decide all’inizio degli anni Duemila di mettere a dimora i primi filari di vite, nel comune di Saint-Christophe, alle porte di Aosta, trasformando l’esperienza nei profumi e nelle botaniche in una nuova forma di espressione: il vino.

Le prime varietà coltivate sono Chardonnay, Syrah e l’autoctono Cornalin. In pochi anni l’azienda cresce, amplia la superficie vitata e seleziona nuovi appezzamenti particolarmente vocati, dove trovano spazio anche il Moscato Bianco di Chambave, il Pinot Gris e nuove parcelle di Syrah.

La svolta nel 2017, quando Rosset Terroir si spinge oltre i 900 metri di altitudine, nel comune di Villeneuve dando il via alla coltivazione del vitigno tradizionale Petite Arvine,

La storia prende forma nel 2001, con l’impianto dei primi tre ettari di vigneto nel comune di Saint-Christophe, alle porte di Aosta. Le prime varietà coltivate sono Chardonnay, Syrah e l’autoctono Cornalin. In pochi anni l’azienda cresce, amplia la superficie vitata e seleziona nuovi appezzamenti particolarmente vocati, dove trovano spazio anche il Moscato Bianco di Chambave, il Pinot Gris e nuove parcelle di Syrah. La svolta arriva nel 2017, quando Rosset Terroir si spinge oltre i 900 metri di altitudine, nel comune di Villeneuve. Su versanti particolarmente irti, in un contesto di viticoltura eroica, prende vita la coltivazione del vitigno tradizionale Petite Arvine, da cui nasce il vino simbolo dell’azienda: il Sopraquota 900.

Oggi Rosset Terroir conta circa 13 ettari vitati e una produzione annua di circa 50.000 bottiglie, di cui il 30% destinate all’estero, dalla Svizzera al Giappone, passando per    Francia, Belgio, Stati Uniti   e Indonesia attestando una nuova    centralità della montagna.    A fianco della produzione vitivinicola, l’amore e l’attenzione verso la montagna si estrinsecano anche nella coltivazione di lamponi, zafferano e génépy dando vita a una linea di distillati artigianali, espressione di un’agricoltura alpina integrata, sostenibile, rispettosa delle stagioni e della biodiversità.   

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