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Vertice a tre con Monti anche su Rai e giustizia

Alfano, Bersani e Casini questa sera proveranno a scrivere con il presidente del Consiglio l’agenda dei prossimi due mesi – Il clima tra i partiti è meno teso dopo i segnali positivi dal tavolo sul lavoro, ma i problemi maggiori potrebbero riguardare il sistema radiotelevisivo.

Vertice a tre con Monti anche su Rai e giustizia
Qualche segnale positivo c’è, ma il vertice di questa sera tra il presidente del Consiglio Mario Monti e i tre leader dei partiti di quella, che è comunque la maggioranza che lo sostiene, non sarà certo tutto in discesa. I sintomi di rasserenamento del clima politico vengono soprattutto dal tavolo dove si discute della riforma del lavoro. Messa da parte la polemica lessicale sulle “paccate”, nel concreto le cose sembrano andare meglio. Il ministro Fornero conferma che l’accordo al tavolo può essere trovato prima del viaggio in Asia di Monti; il segretario del Pd Bersani invita a stringere e firmare, Camusso e Bonanni tendono all’ottimismo. Anche sull’articolo 18 si apre qualche varco con la Camusso che potrebbe accogliere la disponibilità del Pd ad opere di “manutenzione” e il segretario della Cisl (che ieri ha avuto un colloquio con Bersani) che ipotizza una sorta di “ristrutturazione” della normativa.

Per quanto riguarda invece i rapporti tra Pd e Pdl la situazione è più delicata. Certo, Monti ha chiarito che il suo non è un governo a sovranità limitata e che quindi è bene discuta di tutto con i partiti. Compresa giustizia che vuol dire legge anti-corruzione e Rai che vuol dire assegnazione delle frequenze e sistema di nomina dei consiglieri di amministrazione. Che su questi due punti il terreno sia tutt’altro che sgombro di ostacoli lo dimostrano le affermazioni di Alfano per il quale il Pdl aiuterà il governo con “opere e omissioni”. Ecco se omissioni volesse dire non affrontare la questione Rai, Bersani ha già fatto sapere che il Pd non sarebbe d’accordo.

Già, perchè potrebbero essere proprio le questioni relative al sistema radiotelevisivo quelle più difficili da risolvere in un vertice, che (non dimentichiamo) dovrà fissare una sorta di agenda per i prossimi due mesi. I quali, come si vede, sono attraversati da una già velenosa campagna elettorale. Il Pd ha fatto sapere che non è possibile un rinvio sulle questioni che riguardano la Rai, e che sulla governance della cui riforma aveva parlato proprio Monti, non farà passi indietro. Perchè, come ha detto Bersani, chiamando in causa implicitamente il ministro Passera “in Rai la situazione è peggiore dell’Alitalia”.

Insomma quello tra Pd e Pdl nel vertice di stasera non sarà un confronto facile. Monti avrà il suo da fare nel tenere insieme la strana maggioranza. Ma ha dalla sua anche un vantaggio: tanto Alfano che Bersani sanno che chi dovesse apparire come colui che vuol far cadere un governo che risultati significativi ne ha messi a segno in pochi mesi, pagherebbe tutto in termini politici, ma anche elettorali.

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