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Venezia ospita il Forum della moda sostenibile: verso una supply chain più etica e competitiva

Appuntamento a Venezia il 23 e 24 ottobre con la quarta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum.

Venezia ospita il Forum della moda sostenibile: verso una supply chain più etica e competitiva

Presentato ieri, 7 ottobre a Milano, in conferenza stampa da Luca Sburlati, Flavio Sciuccati, Andrea Favaretto Rubelli, Carlo Cici e Andrea Crespi, il Forum 2025 avrà come titolo e filo conduttore “Harmonizing Values”. L’obiettivo è promuovere norme condivise, soluzioni concrete e un linguaggio comune per una sostenibilità che unisca responsabilità e competitività.

Sono questi i temi al centro della quarta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum, il summit dedicato alla transizione sostenibile della filiera moda, promosso da Confindustria Moda, The European House – Ambrosetti e Confindustria Veneto Est. L’appuntamento è a Venezia il 23 e 24 ottobre, presso la Fondazione Giorgio Cini all’Isola di San Giorgio.

In un contesto globale sempre più complesso, la sostenibilità non è più solo ambientale ma anche sociale ed economica, fondata su trasparenza, giusto prezzo e collaborazione lungo tutta la filiera, con il contributo del sistema finanziario. Il Forum metterà in evidenza il valore strategico della “nuova” sostenibilità come fattore distintivo della produzione di qualità e discuterà di regole europee, tracciabilità e percorsi armonici di sviluppo responsabile.

Harmonizing Values

Il titolo e filo conduttore dell’edizione 2025 è “Harmonizing Values”. Il Forum mira ad aggiornare il confronto su norme condivise, soluzioni concrete e un linguaggio comune per la sostenibilità. In un contesto globale complesso, il tema non è più solo ambientale, ma sempre più legato alla responsabilità sociale e al valore del lavoro nella filiera moda. L’obiettivo è individuare strumenti e processi capaci di armonizzare responsabilità e competitività, garantendo trasparenza, equità e collaborazione tra produttori e brand, anche attraverso il coinvolgimento del sistema finanziario. Il Forum approfondirà le norme europee e il valore strategico della “nuova” sostenibilità, oggi fattore distintivo della produzione di qualità rispetto a quella di massa. La sfida principale resta quella di costruire un percorso armonico di trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera.

Just Fashion Transition

Durante il Forum verrà presentata la quarta edizione dello studio strategico “Just Fashion Transition 2025”, l’osservatorio permanente di TEHA sulla transizione sostenibile delle filiere moda, abbigliamento, calzature e pelletteria. Lo studio evidenzia come, pur percepita da molti come un ostacolo alla competitività, la ricetta europea per la sostenibilità si stia rivelando una leva di crescita e decarbonizzazione: rispetto al periodo pre-Covid, i ricavi del settore sono cresciuti dell’11,4%, mentre le emissioni si sono ridotte del 17%. Tuttavia, la sfida resta impegnativa, soprattutto per l’Italia, dove il 58% delle imprese non può sostenere autonomamente gli investimenti necessari.

Sul palco della Fondazione Giorgio Cini si alterneranno istituzioni, esperti, start-up e protagonisti del Made in Italy, in una Venezia simbolo di eccellenza ma anche di fragilità, metafora della necessità di equilibrio tra creatività, qualità e sostenibilità nella moda.

Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda: “L’unicità della filiera italiana e dei brand che la compongono va difesa e valorizzata di fronte a sfide sempre più complesse. Le risposte reattive non bastano: serve una visione strategica di lungo periodo, anche fondata su pilastri ESG solidi e soprattutto condivisi. Il Venice Sustainable Fashion Forum deve diventare il luogo in cui le imprese mettono a fattor comune idee e istanze, per arrivare a regole e pratiche condivise su tre fronti decisivi: la Responsabilità Estesa del Produttore, un quadro normativo nazionale che garantisca trasparenza e legalità nei contratti di filiera ed un sistema di auditing armonizzato, capace di creare un linguaggio condiviso lungo tutte le supply chain. Venezia deve consolidarsi come il luogo in cui si definiscono le politiche per l’evoluzione sostenibile del settore moda, con impegni concreti a favore delle imprese in una prospettiva europea e internazionale. È nostro dovere preservare e rafforzare quel “bello e ben fatto” che rappresenta l’essenza e l’unicità del nostro Paese anche di fronte ad attacchi strumentali e non accettabili mentre ogni giorno mezzo milione di persone in Italia lavorano a creare prodotti unici.”

Flavio Sciuccati, Partner & Director Global Fashion Unit TEHA: “Siamo partiti nel 2022, dopo un anno di studio e preparazione, con la prima edizione del Venice Sustainable Fashion Forum. Avevamo il vento in poppa: la sostenibilità e gli obiettivi ESG erano al centro dell’attenzione, mentre l’industria della Moda e del Lusso usciva con slancio ed entusiasmo dalla fase pandemica e da un biennio segnato da paura e incertezza. Oggi, quattro anni dopo, ci ritroviamo in un contesto profondamente diverso, se non addirittura opposto. A livello europeo, le politiche ESG sono circondate da un clima di incertezza — la proposta sui Green Claims ne è solo l’ultimo esempio. Nel settore Moda e Lusso, registriamo una forte contrazione dei volumi nella fascia alta dei consumi, che colpisce direttamente il “Made in Italy”: uno dei pilastri dell’economia nazionale, tra i primi tre settori manifatturieri per numero di imprese, addetti, export e valore aggiunto. A tutto questo si è aggiunto, quest’anno, un tema particolarmente delicato: l’intervento della Procura di Milano nelle indagini sul caporalato nel settore Moda, con misure cautelari nei confronti di alcuni grandi marchi. In questo contesto, il nostro Forum di Venezia — insieme allo studio strategico che, come ogni anno, presenteremo — rappresenta un’occasione fondamentale per discutere, approfondire e ribadire da un lato, la centralità dell’impegno condiviso tra brand e produttori verso una moda più etica e sostenibile; dall’altro, l’importanza strategica del sistema “Made in Italy” e della sua manifattura come leva economica e culturale essenziale per il Paese.”

Paola Carron, Presidente Confindustria Veneto Est, dichiara: “In una fase complessa per l’intera filiera Moda & Lusso, tra tensioni geopolitiche, cambiamenti normativi e dei consumi, questa quarta edizione del Forum di Venezia vuol essere un riferimento internazionale del confronto sui temi chiave per il futuro del settore, tra l’urgenza di armonizzare gli standard di sostenibilità sociale ed economica oltre che ambientale, di trasparenza e valore, e la determinazione a evolvere verso una nuova competitività. Vogliamo lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni nazionali ed europee, ma anche a tutti gli attori di questo settore, i grandi e i piccoli marchi e l’intera filiera: solo insieme possiamo fare la differenza, attraverso la condivisione di responsabilità, visione industriale, competenze e investimenti lungo tutta la catena del valore, e mantenere la leadership mondiale in questo settore strategico del Made in Italy. Un’eccellenza creativa e manifatturiera, quale il Tessile-Moda, Calzatura, Pelletteria e Accessori, che solo in Veneto supera i 14 miliardi di export, grazie all’intelligenza artigianale e innovativa della Città lagunare e Distretti tessili dell’area, delle Calzature del Brenta e Sportsystem». 

Qui il programma:

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