“Rafforzare la crescita delle piccole e medie imprese partendo dalla loro vocazione storica, trasformando flessibilità e resilienza in un progetto strutturale di sviluppo. La Piccola Industria è fatta di imprenditori che si sporcano le mani, che rischiano in prima persona, che non delegano la responsabilità ma la assumono, che vivono la propria azienda come una seconda famiglia e la propria professione come un impegno civile. E nessuna città incarna questa storia come Torino”. Sono queste le linee programmatiche presentate da Manuele Maria Musso, neo eletto presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriali Torino, che subentra a Filippo Sertorio e resterà in carica fino al 2029.
Il 52 enne imprenditore del settore Moda sarà dunque presidente per il prossimo quadriennio di un gruppo di imprese che rappresenta oltre il 96% delle oltre 2.300 imprese associate all’Unione Industriali Torino. Nato a Castellamonte nel 1973, dopo la laurea in Economia e Commercio a Torino, Musso inizia a lavorare nell’azienda di famiglia, Space 2000, di cui dal 2005, con il fratello Cristiano, è Amministratore Delegato. Dal 2009 è Alumnus dell’Harvard Business School. Vicepresidente dell’Unione Industriali Torino dal 2020, è anche Presidente del gruppo Moda Tessili ed Accessori.
Il documento programmatico e le cinque linee guida
Nel documento programmatico “Fare grande la Piccola” Musso prende le mosse dalla storia industriale di Torino, città cresciuta grazie a un tessuto di piccole imprese che, nel corso del Novecento, hanno dato origine a grandi realtà industriali e culturali italiane. “La Piccola Industria è il cuore del nostro sistema produttivo ed è anche il luogo in cui si formano le competenze, il coraggio e la responsabilità imprenditoriale. Oggi, come allora, può diventare grande se messa nelle condizioni di crescere” sottolinea il neopresidente.
Le linee programmatiche individuano dunque cinque pilastri strategici: finanza, innovazione, internazionalizzazione, leadership e comunità. La finanza va intesa come prima politica industriale: maggiore cultura finanziaria, accesso al credito, utilizzo di strumenti alternativi e rafforzamento della capitalizzazione delle imprese, con la Fiera dei Fondi come momento strutturale di incontro tra PMI e capitale. L’innovazione ha un focus sull’intelligenza artificiale come nuova alfabetizzazione industriale. L’AI viene infatti concepita non come tecnologia per pochi, ma come strumento diffuso, capace di aumentare produttività, efficienza e competitività delle imprese, anche attraverso strumenti pratici come la Mappa della Crescita e il Mappabot. L’internazionalizzazione è intesa come leva indispensabile di sviluppo. Esportare, sottolinea Musso, significa soprattutto saper negoziare: per questo le PMI devono acquisire competenze culturali e strategiche per affrontare mercati complessi e globali. La leadership è importante perché la crescita delle imprese passa dalla crescita degli imprenditori. Metodo, responsabilità, disciplina e capacità di dare l’esempio sono indicati come elementi centrali per guidare le trasformazioni in atto. Infine la comunità, come valore distintivo della Piccola Industria torinese. Comunicazione, confronto e aggregazione sono gli strumenti per costruire una rete coesa, capace di trasformare gli interessi individuali in un interesse collettivo:
“Siamo convinti che portando avanti gli interessi di ognuno facciamo gli interessi di tutti” ha rimarcato Musso, evidenziando in chiusura “come la competitività della piccola industria non dipende soltanto da ciò che ogni impresa fa al proprio interno, ma dalla qualità delle relazioni che sa costruire intorno a sé. Questo è stato possibile allora ed è possibile adesso. Perché noi siamo la Piccola Industria di Torino. Noi siamo l’Unione Industriali di Torino. Noi siamo Confindustria”. “Negli ultimi quattro anni abbiamo pianificato con le imprese; abbiamo aperto porte alla finanza; abbiamo allenato le competenze; abbiamo abbracciato l’innovazione; abbiamo costruito ponti con le scuole; abbiamo registrato una Mappa della Crescita perché resti patrimonio comune dell’Unione e del territorio. La prossima stagione, come oramai tutte le stagioni, sarà densa di nuove sfide, l’Intelligenza artificiale è oramai in tutti i nostri discorsi e pensieri e quindi nuove sfide ci attendono, ma lasciatemi dire, con l’orgoglio di essere parte di una comunità di imprenditori che non aspetta il vento favorevole, ma mette a punto la barca, abbiamo gli strumenti e l’equipaggio per navigare qualsiasi mare. Grazie di cuore per la fiducia. Continuiamo, insieme, a costruire la crescita” ha sottolineato nel suo intervento il presidente uscente Filippo Sertorio.