Unicredit accelera il ricambio generazionale con un nuovo accordo sindacale che prevede 505 uscite e 494 assunzioni nel triennio 2026-2028, con particolare attenzione alle donne vittime di violenza e ai figli di femminicidio. L’intesa è stata raggiunta con le organizzazioni sindacali Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin e conferma la piena applicazione del Protocollo Abi a sostegno delle donne vittime di violenza, sottoscritto a novembre 2025. Tra le nuove assunzioni, 58 saranno dedicate a questa categoria, con le prime 20 previste già nel 2026.
Ricambio generazionale e investimenti sul capitale umano
Le uscite volontarie, pari a 484 posti full-time, derivano dalle iniziative complementari del piano industriale Unlocked e saranno compensate da 436 assunzioni in apprendistato professionalizzante finalizzate al contratto a tempo indeterminato. Questi ingressi, riservati a giovani diplomati e laureati under 30, contribuiranno a rafforzare la rete commerciale della banca. Secondo quanto riferisce la Fabi, il totale delle nuove assunzioni raggiungerà 494, con un tasso di sostituzione del 102%, senza ricorso a contratti misti tra dipendente e autonomo.
Contrattazione d’anticipo e dialogo permanente
L’accordo introduce inoltre un nuovo strumento di contrattazione d’anticipo, con la nascita di un Comitato permanente per il dialogo e il confronto sulle attività aziendali. Questo organo avrà il compito di semplificare le procedure interne e valorizzare il percorso digitale della banca, rappresentando uno spazio stabile di confronto tra direzione e organizzazioni sindacali. Ilaria Dalla Riva, Responsabile People & Culture Italia e ceoo Italia di Unicredit, ha spiegato che l’intesa permette di continuare a investire sulle persone e sulla rete commerciale, ponendo attenzione sia al cliente sia al capitale umano.
La nuova governance di Unicredit
Con la nuova governance introdotta dall’amministratore delegato Andrea Orcel, Unicredit ha avviato un cambiamento strutturale centrato sul cliente e sulle persone. La quota di under 35 in azienda è salita dal 7% al 15%, a conferma del ricambio generazionale in corso.
Contestualmente, sono stati avviati programmi di reskilling e upskilling dei dipendenti, con percorsi formativi sviluppati in collaborazione con Unicredit Corporate University, volti a rafforzare le competenze commerciali, relazionali e digitali. Il nuovo modello organizzativo ha modificato l’equilibrio tra funzioni centrali e rete commerciale, portando oggi il 70% delle risorse in rete e il 30% nelle funzioni centrali, a testimonianza di un approccio maggiormente orientato al cliente. Tra le iniziative strategiche vi sono la Job rotation per oltre il 35% del personale e l’automazione delle attività di back office, liberando l’equivalente del tempo di 2.500 persone da dedicare esclusivamente alla relazione con il cliente.
Soddisfazione dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno accolto positivamente l’intesa. Stefano Cefaloni, coordinatore Fabi in Unicredit, parla di “nuova e buona occupazione in misura significativa, con attenzione concreta alle donne vittime di violenza”. Sabrina Brezzo (First Cisl) sottolinea il 12% di assunzioni riservato a donne vittime di violenza come un traguardo importante, mentre Uilca e Fisac evidenziano il valore dell’intesa nel contesto di un settore in rapida trasformazione.