Il 2025 segna il miglior anno di sempre per Unicredit. La banca chiude l’anno con un’utile netto che si attesta a 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto all’esercizio precedente, con un RoTE che sale al 19,2%, in aumento di 1,5 punti percentuali. Un risultato di particolare rilievo perché conseguito nonostante l’assorbimento di 1,4 miliardi di oneri straordinari, contabilizzati in anticipo per rafforzare e proteggere la traiettoria di medio periodo.
Il dato certifica il ventesimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e di qualità, a coronamento di cinque anni di esecuzione disciplinata del piano “Unlocked”.
Unicredit: quarto trimestre sopra le attese
Nel solo quarto trimestre del 2025 Unicredit ha realizzato un utile netto di 1,8 miliardi di euro, in aumento del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2024 e superiore alle attese di mercato. L’utile netto contabile sale a 2,2 miliardi, anch’esso oltre il consensus. Nel periodo ottobre-dicembre i ricavi si attestano a 5,7 miliardi, in calo del 5,3%, con un margine di interesse a 3,4 miliardi (-6%) e commissioni in crescita dell’8,1% a 2,1 miliardi. I costi operativi si mantengono sotto controllo a 2,5 miliardi, con un rapporto cost/income che sale al 44,2%.
Ricavi resilienti e qualità del business
A livello annuale, i ricavi netti si attestano a 23,9 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il 2024 se si considerano gli effetti delle coperture sul portafoglio strategico. Il margine di interesse scende del 4,3% a 13,7 miliardi, ma mostra una resilienza superiore alle attese grazie alla crescita dei prestiti nei segmenti più redditizi, all’aumento dei depositi e a una gestione disciplinata del pass-through, che chiude l’anno intorno al 31%.
A sostenere i ricavi contribuisce in modo decisivo la componente commissionale e assicurativa, che sale a 8,7 miliardi di euro, in crescita del 5,6%. Il dato riflette la buona performance delle commissioni sugli investimenti e l’internalizzazione delle joint venture assicurative ramo vita in Italia, portando questa voce a rappresentare circa il 35% dei ricavi complessivi. Un equilibrio che riduce la dipendenza dal ciclo dei tassi e rafforza la qualità strutturale degli utili.
Efficienza operativa e qualità degli attivi
I costi operativi annuali restano invariati a 9,4 miliardi di euro, nonostante l’espansione del perimetro e i forti investimenti in tecnologia, dati e trasformazione. Il rapporto costi/ricavi si attesta al 38%, tra i migliori del settore. La qualità degli attivi rimane elevata, con un costo del rischio contenuto a 15 punti base. La generazione organica di capitale raggiunge 382 punti base, portando il CET1 ratio al 14,7%, ben al di sopra del target manageriale.
Dividendo in crescita del 30%
Unicredit conferma una delle politiche di remunerazione più attrattive del settore. Le distribuzioni complessive relative al 2025 ammontano a 9,5 miliardi di euro, di cui 4,75 miliardi in dividendi. Il dividendo per azione sale a 3,15 euro, in crescita di oltre il 30% su base annua. Il resto della distribuzione avviene tramite riacquisto di azioni proprie.
Da “Unlocked” a “Unlimited”: il nuovo piano
Con il completamento di “Unlocked”, Unicredit avvia la nuova fase strategica “Unlimited”, che copre il periodo 2026-2028 e pone le basi per il 2030. L’obiettivo dichiarato è accelerare ulteriormente la crescita redditizia e la generazione di capitale, ridefinendo al tempo stesso la frontiera dell’efficienza operativa.
Per il 2026 il gruppo punta a ricavi netti superiori a 25 miliardi di euro, costi pari o inferiori a 9,4 miliardi e un utile netto di circa 11 miliardi, con RoTE oltre il 20%. Nel 2028 l’ambizione sale a circa 27,5 miliardi di ricavi netti, costi sotto i 9,2 miliardi, utile netto intorno ai 13 miliardi e RoTE superiore al 23%, accompagnati da una crescita a doppia cifra di utile e dividendo per azione.
Le distribuzioni cumulate sono stimate in circa 30 miliardi nei prossimi tre anni e 50 miliardi nei prossimi cinque.
Orcel: record nel 2025 e fiducia nella traiettoria futura
“Unicredit ha conseguito ancora una volta una crescita e una redditività da record nel 2025, raggiungendo 10,6 miliardi di euro di utile netto, in rialzo del 14%, e un RoTE del 19,2%, segnando 20 trimestri consecutivi di crescita redditizia e in grado di generare capitale. Il risultato è stato ottenuto nonostante oneri straordinari per 1,4 miliardi, anticipati per rafforzare la traiettoria di medio periodo. Abbiamo chiuso l’anno con un solido CET1 ratio del 14,7% e una distribuzione agli azionisti tra le migliori nel settore per 9,5 miliardi, di cui 4,75 miliardi in dividendi. Guardando avanti, la forza delle nostre persone, delle fabbriche prodotto e delle risorse digitali, dei dati e della IA supporta l’ambizione di conseguire una crescita redditizia e in grado di generare capitale che porti a un utile netto di circa 13 miliardi e a un RoTE superiore al 23% nel 2028″.
Orcel: “Nuovo piano crea più valore di qualsiasi M&A”
A margine, in un’intervista alla Cnbc, il ceo del gruppo di Piazza Gae Aulenti ha inoltre dichiarato: il piano “Unicredit Unlimited può generare molto più valore delle fusioni e acquisizioni. Tuttavia l’Europa richiede più fusioni e acquisizioni, specialmente in ogni mercato, ma soprattutto a livello transfrontaliero. E noi abbiamo più funzionalità di chiunque altro. Siamo presenti in 13 mercati, il che significa 13 mercati” che offrono più opzioni. “E abbiamo due partecipazioni, una in particolare. E la nostra opinione è esattamente la stessa del passato. Abbiamo molto da offrire agli azionisti anche senza di essa. Siamo estremamente disciplinati”, ha continuato Orcel il quale ha poi ribadito che “non diluiremo i rendimenti dei nostri azionisti facendo operazioni che non corrispondono ai nostri parametri. Tuttavia, riteniamo che ci sia molto valore da creare per le banche di altri mercati che si uniscono al nostro percorso. E se gli azionisti decideranno di farlo a condizioni vantaggiose per loro, noi agiremo”, conclude.
Con Commerzbank – ha poi proseguito Orcel – “pensiamo che al momento giusto, se le condizioni saranno favorevoli, tutto avverrà nel modo giusto. E se così non fosse, abbiamo molto altro da fare. Siamo molto concentrati sulla realizzazione del piano, che è ambizioso”.
Orcel inoltre ha previsto che “il margine di interesse continuerà a crescere in modo sequenziale e quindi il confronto anno su anno diventerà molto visibile a partire dal secondo trimestre”. Il banchiere ha sottolineato anche che “la qualità degli attivi per ora sembra molto, molto stabile”. Inoltre “le commissioni e le ‘net insurance’ sono in linea con i nostri obiettivi. I costi sono migliori”, in considerazione delle spese “di integrazione che abbiamo sostenuto, e stiamo raddoppiando gli sforzi di trasformazione e saremo in grado di ridurre i nostri costi di circa l’1% all’anno per i prossimi cinque anni. E lo faremo aumentando al contempo gli investimenti nella tecnologia e nell’intelligenza artificiale di cui disponiamo”.
Orcel frena le speculazioni su Generali: “È un partner industriale, nulla di più”
Nel corso della conference call con gli analisti, Andrea Orcel ha anche chiarito i rapporti tra Unicredit e Generali, smorzando le indiscrezioni di mercato su possibili sviluppi straordinari. “Parliamo regolarmente con loro, sono uno dei nostri partner industriali“, ha spiegato l’amministratore delegato, precisando che la relazione rientra in una collaborazione consolidata, in particolare nell’Europa centrale e orientale.
Orcel ha ricordato che Generali fornisce “la maggior parte dei nostri prodotti di bancassicurazione” in quell’area e che Unicredit distribuisce all’interno della propria rete anche i prodotti di asset management del Leone di Trieste. “Quindi certo che parliamo con loro” ma “il resto sono fantasie di persone che hanno bisogno di creare storie: non c’è nient’altro su questo tema, almeno per quanto ne so in questo momento”.
Unicredit lancia nuova cedola: bond retail all’8% e call dal quinto anno
Nel giorno della presentazione dei risultati, Unicredit ha lanciato una nuova obbligazione direttamente negoziabile su Mot e Bond-X di Borsa Italiana. Si tratta della seconda emissione retail del 2026, accessibile a tutti gli investitori tramite il proprio conto titoli, indipendentemente dalla banca di appoggio.
Il titolo ha una durata di 15 anni e prevede la facoltà di rimborso anticipato annuale a discrezione dell’emittente a partire dal quinto anno. La struttura è b in euro ed è pensata per intercettare l’attuale contesto di tassi ancora elevati, offrendo rendimenti più generosi nella fase iniziale e una progressiva normalizzazione negli anni successivi.
La cedola parte dall’8% annuo lordo per i primi due anni, un livello significativamente superiore ai tassi di mercato attuali, per poi ridursi gradualmente fino al 2% annuo lordo nella fase finale della vita del titolo. Una dinamica che riflette le attese di un graduale allentamento della politica monetaria della Banca Centrale Europea e mira a coniugare rendimento iniziale e protezione del capitale nel tempo.
Dal 9 al 27 febbraio, in base alle condizioni di mercato e al regolamento dei mercati di riferimento, l’obbligazione è offerta sul Mot e su Bond-X a un prezzo pari al 100% del prezzo di emissione.
Ultimo aggiornamento ore 14,32
