Se è vero, come sostiene qualche esperto, che gli ultimi sorvoli di droni nello spazio aereo della Danimarca sono dei test non solo per valutare ma anche per “umiliare” le capacità di difesa aeree del Paese che fino a dicembre avrà la presidenza di turno dell’Unione europea, si comprende bene come la premier danese Mette Frederiksen stia facendo di tutto per evitare che si ripetano questi episodi specie durante il vertice informale dei 27 capi di Stato e di Governo europei che si tiene oggi a Copenaghen.
Il Governo danese ha infatti chiesto e ottenuto dalle autorità militari francesi un aiuto sul monitoraggio dei cieli e ieri anche gli Stati Uniti hanno inviato un equipaggiamento anti-drone in Danimarca. “Siamo lieti e grati che gli Stati Uniti supportino la Danimarca con capacità anti-drone in relazione al prossimo vertice”, ha scritto il ministero della Difesa in un post su X.
Oggi e domani vertici chiave per il rafforzamento dei cieli europei
La sicurezza dei cieli europei, il rafforzamento del fronte Est e la crisi in Ucraina saranno i temi al centro oggi al vertice informale dei capi di Stati e di Governo e domani al Summit della Comunità politica europea. Non si affronterà invece la questione di Gaza dopo la proposta di Trump, perché il tema viene definito ancora troppo divisivo per le diverse posizioni esistenti tra i vari Stati membri. Le discussioni su difesa e Ucraina serviranno come base di discussione per il Consiglio Europeo vero e proprio del 23 e 24 ottobre a Bruxelles. La discussione di domani verterà su come identificare aree prioritarie di intervento in vista della scadenza del 2030 (Readiness 2030 nuovo nome del piano ReArm Eu) con progetti comuni da finanziare anche se già sono emerse difficoltà di coordinamento tra i vari colossi del settore: Dassault e Airbus hanno manifestati visioni diverse sul progetto Scaf (Système de combat aérien du futur, Sistema di combattimento aereo del futuro). In tempi più brevi occorrerà finalizzare i progetti Safe da 150 miliardi con una priorità ai paesi del fronte Est più esposti alla minaccia della Russia. In un documento esplorativo preparato dalla Commissione si ipotizza la creazione di un “Eastern Flank Watch”, per “rafforzare la capacità degli Stati di prima linea dell’Ue di affrontare una vasta gamma di minacce”, dalle “operazioni ibride” alle “incursioni dei droni”, dalla “flotta ombra russa” al rischio di “aggressione armata”. Il progetto “mira a fortificare i confini orientali contro le minacce terrestri, aeree e marittime e la Commissione assicura che “sarà pienamente complementare alle forze Nato Eastern Sentry, Baltic Air Policing e Forward Presence”.
La questione della governance tra i ministri della difesa
Un terzo aspetto sarà la questione della governance e il coordinamento rafforzato tra ministri della Difesa. Il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa ritiene che per accompagnare il processo di riarmo ed evitare che si sprechi denaro nei prossimi mesi e anni ministri della Difesa dovranno riunirsi più spesso di quanto non facciano ora, per riportare poi al Consiglio Europeo.
Un capitolo a parte riguarda il cosiddetto “muro antidroni” che l’Ue sta progettando anche se le tempistiche per una sua realizzazione sembrano troppo lunghe. Il muro, secondo il documento esplorativo sarà progettato come “una zona profonda e multistrato di sistemi tecnologicamente avanzati con capacità anti-drone interoperabili per il rilevamento, il tracciamento e la neutralizzazione, nonché capacità di colpire bersagli terrestri sfruttando la tecnologia dei droni per attacchi di precisione”.
Gli asset russi congelati
L’altro grande tema è l’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky si collegherà in videoconferenza con il Consiglio Europeo. Sul tavolo il finanziamento dell’Ucraina e la questione del finanziamento di Kiev utilizzando flussi di cassa derivanti dagli asset russi congelati, (ad oggi circa 170 miliardi di euro), per un prestito all’Ucraina, che quest’ultima dovrebbe restituire alla Russia solo una volta che Mosca le avrà pagato le riparazioni di guerra. Una sorta di anticipi sulle riparazioni future. L’argomento è molto spinoso e chiama in causa l’affidabilità stessa del sistema finanziario europeo con warning giunti anche dalla Bce. Ma, dopo che anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha aperto alla possibilità di utilizzare quei soldi (a differenza del suo predecessore Olaf Scholz), si tratta di una possibilità non più così remota, anche se resta una questione “complessa”. Con il ritiro degli Usa dal sostegno finanziario a Kiev, l’Ue si trova a saldare il conto della resistenza. Tema collegato il rinnovo delle sanzioni contro Mosca che deve avvenire all’unanimità per ogni proroga. Costa porrà oggi nel dibattito il tema di come superare l’unanimità per aggirare il veto di Ungheria e Slovacchia contro le sanzioni.
Per domani è poi previsto il settimo summit della Comunità Politica Europea, organizzato ed ospitato dalla presidenza danese, foro fortemente voluto da Emmanuel Macro e aperto a Paesi fuori dalla Ue come Regno Unito e Turchia. Anche lì si discuterà della situazione della sicurezza in Europa, della guerra in Ucraina e di come rendere l’Europa uno spazio più sicuro.