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Ue valuta Draghi o Merkel per trattare con Putin e non restare ai margini dei negoziati sull’Ucraina

Secondo il Financial Times, Bruxelles starebbe valutando la nomina di un inviato speciale o di una figura di alto profilo per riaprire un canale diretto con Mosca. La proposta sarà discussa dai ministri degli Esteri Ue nel vertice della prossima settimana a Cipro

Ue valuta Draghi o Merkel per trattare con Putin e non restare ai margini dei negoziati sull’Ucraina

L’Unione europea starebbe valutando la possibilità di nominare un inviato speciale o una figura di alto profilo per riaprire un canale diretto con il presidente russo Vladimir Putin, nel tentativo di non restare ai margini dei futuri negoziati sul conflitto in Ucraina. Lo riporta il Financial Times, secondo cui sul tavolo dei governi Ue ci sarebbero alcuni nomi di forte peso politico e istituzionale. Tra questi l’ex presidente della Bce e già premier italiano Mario Draghi e l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel.

Guerra in Ucraina: Europa in cerca di un ruolo nei negoziati

La riflessione nasce da un’esigenza politica sempre più evidente: mentre i negoziati guidati dagli Stati Uniti sul conflitto in Ucraina procedono a rilento, diversi governi europei temono che l’Unione rischi di essere esclusa dalle decisioni sul futuro assetto di sicurezza del continente. Per questo motivo, l’ipotesi di un inviato europeo avrebbe l’obiettivo di rafforzare la presenza di Bruxelles nei contatti con Mosca e riaprire un canale diplomatico diretto sul dossier ucraino.

Accanto ai due ex leader, nel dibattito europeo emergono anche le candidature del presidente finlandese Alexander Stubbe del suo predecessore Sauli Niinistö, considerati profili più neutrali e vicini alle sensibilità dei Paesi del fianco orientale europeo.

Stati Uniti e Ucraina favorevoli a un canale europeo

Secondo il quotidiano britannico, sia Kiev sia Washington avrebbero espresso apertura verso un maggiore coinvolgimento dell’Europa nei rapporti con la Russia. Il tema sarà al centro del prossimo vertice dei ministri degli Esteri Ue, in programma la prossima settimana a Cipro.

L’amministrazione di Donald Trump avrebbe inoltre comunicato agli alleati europei di non opporsi a iniziative negoziali parallele a quelle americane, che finora non hanno prodotto risultati concreti a causa delle condizioni poste da Mosca, considerate inaccettabili dall’Ucraina. Una prima discussione più strutturata potrebbe arrivare già a giugno in un successivo vertice Ue.

Zelensky: “L’Europa deve essere all’altezza”, Merkel prudente

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto positivamente l’ipotesi di un maggiore coinvolgimento europeo: “Ci aspettiamo che l’Europa sia forte”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di mantenere allineati gli interessi di Kiev e dell’Unione europea.

Un alto funzionario ucraino avrebbe indicato la preferenza per una figura “alla Draghi”, l’uomo del “whatever it takes”; o comunque per un leader europeo autorevole. Secondo le fonti di FT, l’ex premier italiano è considerato un profilo particolarmente affidabile grazie alla sua esperienza economica e istituzionale nella gestione delle crisi.

Merkel rappresenta invece una figura politica di lungo corso nei rapporti con la Russia. La sua eventuale candidatura viene però valutata con maggiore cautela in alcuni ambienti europei, anche per le critiche legate alla stagione di forte dipendenza energetica dalla Russia durante i suoi mandati.

Un portavoce di Draghi ha preferito non commentare. L’ex cancelliera tedesca, interpellata sulla possibilità di un coinvolgimento, ha invece lasciato intendere di non considerarsi la scelta più adatta, suggerendo che altri profili potrebbero essere più indicati.

Verso un inviato speciale europeo per Mosca

Al centro del dibattito non c’è solo la scelta dei nomi, ma anche la possibile definizione di un nuovo assetto della diplomazia europea. L’idea di un inviato speciale segnerebbe un passo avanti nel tentativo dell’Ue di ritagliarsi un ruolo autonomo nei futuri negoziati sulla guerra.

Secondo il Financial Times, il prossimo vertice dei ministri degli Esteri Ue servirà anche a discutere le condizioni di un eventuale accordo post-conflitto, le linee rosse europee e i requisiti per l’apertura di negoziati formali con la Russia.

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