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Ucraina, maxi attacco russo su Kiev. Europa in allerta, Zelensky: “Tempo scaduto”

Raid russo di 12 ore su Kiev e altre città: 595 droni e 48 missili, almeno 4 vittime. Europa rafforza lo scudo, Zelensky chiede sanzioni più dure

Ucraina, maxi attacco russo su Kiev. Europa in allerta, Zelensky: “Tempo scaduto”

È stata una delle offensive più lunghe e devastanti dall’inizio dell’invasione. Kiev ieri si è svegliata sotto le esplosioni, con droni che ronzavano nei cieli e il boato delle difese aeree che cercavano di respingerli. L’attacco è durato oltre dodici ore, con 595 droni e 48 missili lanciati da Mosca secondo l’esercito ucraino. Almeno quattro morti e 67 feriti in tutto il Paese: tra le vittime anche una bambina di 12 anni, schiacciata dalle macerie di un condominio nella capitale.

I soccorritori hanno lavorato tra palazzi sventrati e automobili accartocciate dai detriti, mentre i residenti cercavano riparo nelle stazioni della metropolitana, seguendo le notizie sui cellulari. Un quartiere residenziale appena costruito alla periferia di Kiev è stato quasi raso al suolo.

Per Kiev l’attacco è stato diretto soprattutto contro la capitale e ha colpito cliniche, fabbriche e abitazioni civili, incluso un centro di cardiologia. Per Mosca, invece, si è trattato di un’operazione “massiccia” con armi a lungo raggio da aria e da mare, diretta a colpire infrastrutture militari e aeroporti. La linea del Cremlino resta quella di negare ogni attacco deliberato contro i civili, nonostante i palazzi residenziali distrutti siano diventati il simbolo quotidiano della guerra.

L’offensiva ha mostrato, ancora una volta, quanto sia fragile la barriera aerea ucraina. Kiev rivendica di aver abbattuto 568 droni e 43 missili, ma ammette che le difese sono allo stremo. Zelensky ha annunciato l’arrivo di un sistema Patriot da Israele, con altri due attesi in autunno, e continua a chiedere ai partner occidentali più aiuti per proteggere i cieli. Il problema è che i sistemi avanzati sono pochi e molto richiesti anche da altri Paesi europei, sempre più preoccupati dalle mosse di Mosca.

Zaporizhzhia e Donetsk, i fronti caldi

L’attacco non si è limitato alla capitale. A Zaporizhzhia, almeno 16 feriti in seguito a bombardamenti che hanno danneggiato scuole e condomini. A Donetsk, le artiglierie russe hanno colpito otto località sotto controllo ucraino, costringendo all’evacuazione centinaia di persone. E sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia resta alta la tensione: da giorni in blackout, dipende solo dai generatori diesel di emergenza. Kiev accusa Mosca di volerla agganciare alla propria rete elettrica, definendo l’operazione “sconsiderata” e pericolosa.

L’Europa si blinda, ma resta divisa

L’onda lunga della notte ha fatto scattare allarmi ben oltre i confini ucraini. In Polonia lo spazio aereo è stato chiuso per ore nel sud-est e i caccia sono stati fatti decollare in missioni preventive. In Danimarca, dopo l’ennesima serie di avvistamenti di droni sopra siti militari, il governo ha vietato tutti i voli civili di UAV in coincidenza con i vertici Ue e Nato di inizio ottobre. Berlino ha risposto inviando la fregata Hamburg a Copenaghen come parte della missione Nato Baltic Sentry.

Ma se la Nato rafforza lo scudo, l’Unione Europea resta spaccata. Viktor Orban accusa Bruxelles di essersi trasformata in un “progetto di guerra” contro Mosca, mentre il premier slovacco Robert Fico boccia la linea delle sanzioni energetiche, “tagliare i fossili russi è una scelta ideologica che danneggia tutta l’Ue”.

In Italia, intanto, hanno fatto discutere le parole di Zelensky, secondo cui “l’Italia potrebbe essere il prossimo obiettivo”. A smorzare i timori è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha rassicurato affermando che “non c’è nulla di preoccupante, la nostra difesa aerea è vigile ed efficiente, gli italiani possono stare tranquilli”. Sostenere Kiev, ha aggiunto il ministro degli Esteri “non significa essere anti-russi” e ribadito che “armi italiane non verranno mai usate per colpire la Russia”.

Diplomazia congelata, Zelensky all’Occidente: “Tempo scaduto”

Sul fronte politico, Mosca prova a rilanciare la carta del dialogo. Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha parlato di un nuovo incontro con Washington in autunno, mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito che “l’invito a Trump per venire a Mosca resta valido”. Dalla Casa Bianca, però, arrivano segnali ambigui: il presidente americano ha alternato pressioni su Kiev a dichiarazioni di sostegno, fino a definire di recente la Russia una “tigre di carta”.

Zelensky, invece, alza i toni. “Il tempo per un’azione decisiva è scaduto da tempo“, ha scritto su Telegram, esortando a tagliare le entrate energetiche che finanziano la macchina bellica di Mosca. Un messaggio diretto soprattutto a Trump, che finora ha evitato nuove sanzioni pesanti, ma anche ai leader di Europa, G7 e G20, chiamati a stringere ancora di più le maglie della pressione internazionale.

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