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Trevi scatta in Borsa dopo la mossa di Webuild che sale al 18,9% del capitale. Pesante Icop

La mossa di Webuild, che è salita al 18,91% del capitale di Trevi e alzato di conseguenza il prezzo dell’Opa a 5,165 euro per azione, mette le ali al titolo della società di ingegneria del sottosuolo

Trevi scatta in Borsa dopo la mossa di Webuild che sale al 18,9% del capitale. Pesante Icop

La mossa di Webuild, che è salita al 18,91% del capitale di Trevi e alzato di conseguenza il prezzo dell’Opa a 5,165 euro per azione, mette le ali al titolo della società di ingegneria del sottosuolo, che lunedì a metà seduta guadagna il 5,6% a 5,14 euro a Piazza Affari. Webuild, che venerdì aveva confermato il prezzo di 4,5 euro e abbassato la soglia di efficacia dell’offerta al 50% più un’azione (dai due terzi previsti inizialmente), ha sparigliato le carte comprando il 13,916% di Trevi a 5,165 euro per azione.

Trevi scatta in Borsa dopo la mossa di Webuild

Webuild (che, sempre a metà giornata, in Borsa cede lo 0,78% a 1,91 euro) è salita così al 18,91% del capitale e ha annunciato che, dato che l’acquisto “è stato effettuato a un prezzo superiore al corrispettivo” dell’Opa, il nuovo prezzo “sarà riconosciuto a tutti gli aderenti all’offerta, inclusi coloro che vi avessero già aderito”. I titoli Trevi si sono così praticamente allineati al nuovo controvalore, in attesa delle valutazioni del cda della società, che aveva definito il precedente prezzo “non congruo” e “non conveniente”.

Resta da capire che cosa farà ora Icop (-4,76% a 28 euro sul listino a metà seduta), che aveva lanciato l’Ops iniziale su Trevi offrendo 0,133 azioni per ogni titolo e migliorato successivamente il concambio a 0,165 azioni, cifre entrambe ritenute non sufficienti dal cda di Trevi. L’opinione pare del resto condivisa dalla Borsa, dato che l’Ops di Icop è ora a sconto del 10,1% rispetto ai prezzi di mercato.

Cosa dicono gli analisti

Gli analisti di Intermonte rilevano che le valutazioni del board di Trevi sul prezzo dell’Opa Webuild (considerato inferiore al fair value posto tra i 5,1 e i 6,1 euro per azione) sono state “superate dal rilancio dell’offerta”, mentre restano sul tavolo le considerazioni “più strutturali”, tra le altre cose sul rischio di esecuzione e la governance. In ogni caso gli esperti giudicano ‘solido’ il razionale dell’operazione per Webuild e Trevi, dato che il successo dell’offerta “toglierebbe fasi di lavoro ad alto valore aggiunto dalle mani di parti terze portandole all’interno di un singolo gruppo” e rafforzerebbe “la posizione competitiva nelle offerte per progetti complessi e di grande portata”.

Webuild metterà a disposizione del pubblico una nuova scheda di adesione, modificata per effetto dell’incremento del corrispettivo, fermo restando che l’eventuale sottoscrizione di una precedente versione della scheda di adesione sarà considerata una valida adesione all’offerta alle condizioni attuali.

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